Tra percezione e realtà c’è uno scarto: ed è lì che si gioca il pricing dei mercati.
È una domanda semplice, ma è esattamente quella che nei giorni come questo tende a scomparire.
I mercati salgono sull’aspettativa di una possibile fine del conflitto.
È una reazione prevedibile: la guerra è un evento visibile, immediato, facilmente traducibile in una narrativa di sollievo. Quando emerge anche solo l’ipotesi di una chiusura, i prezzi iniziano a muoversi nella direzione della normalizzazione.
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