Intesa Sanpaolo: Cda approva proposta Intrum, rispettate condizioni attese

Il Cda di Intesa Sanpaolo ha approvato la proposta di Intrum per la cessione di Npl e servicer. Sono state rispettate le condizioni iniziali previste dal mercato. Intesa dovrebbe incassare plusvalenza da 400 milioni. Ecco tutti i dettagli

Intesa Sanpaolo: Cda approva proposta Intrum, rispettate condizioni attese

Novità interessanti per Intesa Sanpaolo sul fronte Non-performing loan (Npl) che stanno spingendo al rialzo i titoli dell’istituto di Cà de Sass e dell’intero comparto bancario tricolore.

Il Consiglio di Amministrazione tenutosi questa mattina ha approvato la doppia proposta vincolante di acquisto formulata dalla società di credit management Intrum Iustitia sul servicer di Intesa Sanpaolo, Capital Light Bank, e su un portafoglio di crediti deteriorati da 10,8 miliardi. Le sofferenze su cui Intrum ha messo gli occhi sono state valutate al 28,7% del valore lordo.

I dettagli dell’operazione con Intrum

Secondo la nota diffusa a margine della riunione i due istituti hanno siglato un accordo vincolante per una partnership strategica che integrerà le piattaforme italiane con circa 40 miliardi di euro in servicing e circa 1.000 dipendenti interessati, di cui 600 dal gruppo Intesa.

CarVal Investors, operatore specializzato negli investimenti in debito distressed, affiancherà il gruppo scandinavo Intrum nell’acquisto del portafoglio di Npl da Intesa Sanpaolo.

Come avevamo riportato questa mattina, Intesa avrà il 49% della nuova società di servicing che nascerà dalla partnership tra Capital Light Bank e il servicer di Intrum Iustitia. La società di credit management gestirà 40 miliardi di NPE attraverso un accordo di gestione decennale con Intesa Sanpaolo.

Il conferimento di Capital Light Bank in Intrum permetterà a Intesa si registrare una plusvalenza da 400 milioni di euro che sarà contabilizzata nel bilancio 2018 come capital gain. Ricordiamo che i crediti UtP rimarranno nel perimetro di Intesa San paolo che cercherà di valorizzare con gestione interna.

L’operazione consente a Intesa di portare l’incidenza degli Npl lordi sul totale dei crediti al di sotto del 10%, fino al 9,6%, dall’11,9% a fine 2017 e di «rispondere alle aspettative dei regolatori in merito alla riduzione di Npl del sistema bancario italiano», ha scritto l’istituto.

Deal migliore rispetto alle condizioni di mercato, analisti positivi

La comunità finanziaria ha accolto la notizia di questa operazione con favore. Così Equita Sim in un report fatto circolare questa mattina, prima che si tenesse il Cda della banca: "i termini del deal, in parte già contenuti nei prezzi, sono leggermente migliori delle attese”, hanno scritto gli analisti, aggiungendo che “il prezzo corrisponde a un multiplo sulle masse di circa 150 punti base: la valutazione ci sembra leggermente più favorevole rispetto a quella registrata in operazioni recenti o a quella implicita nei prezzi di mercato dei peer”.

Secondo quanto riportato nel report di Equita Sim, gli analisti ritengono ragionevole ipotizzare che la transazione si perfezioni con una securitization e l’utilizzo di Gacs. Infine, concludono gli analisti, «la cessione di Npl consente a Intesa Sanpaolo di abbassare del 30% lo stock e raggiungere la metà dell’obiettivo di taglio di 26 miliardi degli Npe (esposizioni non performanti, ndr) previsto dal piano industriale (6% Npe ratio al 2021)».

Anche Mediobanca Securities accoglie con favore la notizia del possibile deal. “La plusvalenza che verrebbe generate consentirebbe ad Intesa di supportare i dividendi del 2018”, si legge nel report firmato dagli esperti di Mediobanca.

Consensus su Intesa Sanpaolo positivo

Oggi in Borsa Intesa Sanpaolo sale dell’1,45% a 3,12 euro rafforzando il trend rialzista del titolo che va avanti da ormai più di 12 mesi. Il titolo nell’ultimo anno ha fatto registrare una performance di oltre il 27% mentre da inizio anno guadagna il 12,5 per cento.

Fra gli analisti finanziari che offrono copertura sulle azioni Intesa Sanpaolo prevale ottimismo. Ben 19 sono posizionati su raccomandazione d’acquisto (Buy), 11 sul mantenimento in portafoglio (Hold) e solo uno suggerisce la vendita del titolo (Sell).

Il target price medio espresso dal consensus Bloomberg negli ultimi 12 mesi è pari a 3,44 euro, prezzo che incorpora un upside potenziale del 10,6 per cento rispetto alle attuali quotazioni del titolo.

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