L’Intelligenza Artificiale che sfida Picasso e dipinge come un vero artista

Questi dipinti generati automaticamente da un computer non hanno niente da invidiare a un Picasso, Modigliani o Monet. Se i robot sanno creare arte, cosa ci resta?

L'Intelligenza Artificiale che sfida Picasso e dipinge come un vero artista

Sempre più si parla di Intelligenza Artificiale come di una rivoluzione che abbraccerà tutti i campi delle attività umane. A intervalli regolari, poi, si riaffaccia il consueto allarme dei robot che ci ruberanno il lavoro. Avrete anche sentito che gli ultimi bastioni dell’eccezionalità umana saranno probabilmente creatività e giudizio artistico. E se invece il prossimo grande scossone fosse proprio opera delle macchine in grado di creare capolavori d’arte?

In effetti un software di Intelligenza Artificiale che genera splendidi dipinti originali è stato sviluppato e ha già trovato largo uso tra studiosi d’arte, artisti e programmatori.
L’algoritmo noto come GAN (rete generativa avversaria) consiste in due reti neurali che interagiscono tra loro per migliorare i risultati. Una crea, l’altra la giudica e l’algoritmo va avanti fino al raggiungimento del risultato desiderato. L’AI è addestrata su 81.500 dipinti per capire la differenza tra quelle che l’uomo considera opere d’arte e quelle che sono solo immagini, ma le viene insegnato anche a riconoscere diversi stili, come cubismo, rococò, astrattismo... Oltre alla pittura, sta imparando anche a comporre musica.

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Credits foto: Mario Klingemann

Alcuni dipinti sono anche stati esposti in gallerie d’arte, a partire da The Painting Fool, progetto di creatività computazionale fondato da Simon Colton nell’ormai lontano 2001.

L’arte creata dalle reti neurali è ormai diventata un campo a sé stante, fatta di algoritmi di addestramento per emulare volti, paesaggi, nature morte e persino nudi. Prendiamo Mario Klingemann, che ha costruito un generatore di volti fotorealistici basato sull’algoritmo pix2pixHD di NVIDIA e ha “allenato” il computer su migliaia di dipinti di artisti prevalentemente europei del 1900. Il risultato è straordinario: non c’è quasi differenza tra il dipinto dell’AI e l’olio su tela di un famoso pittore.

Credits foto: Mario Klingemann

Si può ancora definire arte?

Sembra improbabile che qualsiasi computer possa autonomamente creare opere d’arte che suscitino sentimento o risonanza. Come si può essere creativi senza aver vissuto davvero?

Una stampa prodotta in serie della Gioconda di Leonardo vale meno del dipinto originale e il motivo risiede nell’unicità dell’opera: esiste soltanto un originale. Ma l’intelligenza art-ificiale è in grado di creare altre 1.000 opere d’arte uniche a ogni tocco del tasto Invio.

Questa situazione ci porrà davanti a un mare di dubbi. Chi pagherà per acquistare opere che non sono frutto di sforzi umani? Qual è il valore dell’opera d’arte generata dall’AI? L’automazione è già sulla buona strada per cambiare il mondo del lavoro di tassisti, commessi, camerieri, giornalisti... Perché, allora, artisti e musicisti dovrebbero essere esentati da questo processo? Nasceranno associazioni e verranno fatte leggi per regolamentare il tutto o, semplicemente, attribuiremo sempre più valore all’arte prodotta dall’uomo piuttosto che dalla macchina? Probabilmente lo scopriremo quando non sapranno chi chiamare sul palco per conferire l’ArtPrize.

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