Il programma di Renzi su lavoro e fisco: la ricetta giusta per la ripresa?

Era l’8 gennaio quando scrivevamo: il 2014 sarà l’anno di Matteo Renzi? Non sono passati neanche due mesi e abbiamo avuto la risposta.

Sta per iniziare ufficialmente il Governo Renzi, alle prese non solo con il totoministri, ma con tante spinose questioni da affrontare, prime tra tutte quelle più care ai cittadini, perché fondamentali per la ripresa: lavoro e fisco.

Quale sono le idee di Renzi su questi temi caldi? Ora che ha in mano il potere di agire il Rottamatore continuerà a mostrarsi deciso e risoluto, agirà in tempi stretti per porre le basi della ripresa o si ammalerà anch’egli della smania del potere, degli inciuci, delle chiacchiere che corrono lungo i corridoi dei palazzi del potere?

Il suo slogan è spesso stato: Adesso! Vediamo davvero adesso che cambia.

Lavoro: il programma di Renzi

Marzo 2014: Riforma Lavoro Renzi. Qual è il piano lavoro di Renzi? Le sue idee sul lavoro sono racchiuse nel suo ormai noto Job Act: una controriforma Fornero?

L’obiettivo è quello di stabilizzare il lavoro. Come ricorderete Renzi ha parlato spesso del contratto unico a tutele progressive per i neoassunti. Che significa? Che nei primi 3 anni di assunzione, i dipendenti, pur avendo un contratto a tempo indeterminato, non godranno delle tutele contro il licenziamento previste dal famoso art. 18 dello Statuto dei Lavoratori.

L’idea è stabilizzare il lavoro, evitando che il contratto a tempo indeterminato immediato diventi una giustificazione per non avere il giusto atteggiamento al lavoro, la cui sicurezza rimane comunque in bilico per 3 anni, trascorsi i quali il lavoratore godrebbe delle tutele piene.

I dettagli a riguardo sono ancora da definire e il nodo più importante da sciogliere è: il contratto unico sostituirebbe le forme atipiche di lavoro attualmente esistenti o sarebbe una semplice alternativa alle stesse?

Il fatto che Renzi si sia dichiarato favorevole ad una semplificazione del diritto del lavoro fa immaginare che il contratto unico non si risolva semplicemente in un nuovo contratto tra tanti, ma abbiamo imparato a non sorprenderci più di nulla, quindi...attendiamo conferme e/o smentite.

Nel piano lavoro di Renzi non rientra sono il contratto unico:

  • un altro capitolo importante è quello degli ammortizzatori sociali. I sussidi di disoccupazione dovrebbero essere estesi anche a coloro che oggi non ne beneficiano (contratti flessibili, a progetto,etc.), probabilmente per la durata di 2 anni e a patto che la persona interessata frequenti un corso di formazione professionale e che non rifiuti una proposta di lavoro. Con quali soldi? Usando parte delle risorse destinate alla cassa integrazione straordinaria, ma i sindacati non sembrano accogliere questa ipotesi con interesse, anche perché i numeri parlano chiaro: dal 2008, inizio della crisi, sono state autorizzate ben 5,4 miliardi di ore di Cig, un vero record. 1.075,8 milioni di ore di cassa integrazione sono state registrate solo nel 2013, il terzo peggiore anno,dopo il 2012 (1.090,6 milioni di ore) e il 2010 (1.203,6 milioni di ore);
  • tra i piani di Renzi potrebbe esserci anche una possibile revisione della Cig, a cui potrebbero accedere solo le aziende in grado di mostrare segnali di ripresa evidenti e concreti;
  • l’istituzione di un’Agenzia Unica Federale con il compito di coordinare i centri per l’impiego e l’erogazione degli ammortizzatori sociali è un altro aspetto da sviluppare. Intervenire sui centri per l’impiego rappresenta sicuramente una priorità, visto che, a parità di condizioni, spesso gli studenti italiani trovano più difficoltà di quelli europei a trovare lavoro per l’inefficienza delle strutture che dovrebbero fornirgli aiuto, assistenza, insomma un collegamento efficace col mondo del lavoro.

Riforma del Fisco di Renzi

Maggio 2014: Riforma Fisco Renzi. La strada che il nuovo Premier seguirà sul fronte lavoro, si intersecherà inevitabilmente con quella del Fisco, soprattutto per quanto riguarda il cuneo fiscale. Come tagliare il costo del lavoro?

  • ridurre l’IRAP del 10%;
  • ridurre le aliquote IRPEF sui salari medio-bassi (tra gli 8.000 e i 15.000 euro) e su quelli dei neoassunti under 30?

Renzi vuole intervenire anche nella lotta contro l’evasione fiscale e mira a semplificare gli adempimenti, mentre sulle tasse sulle casa non si è pronunciato, il che fa presagire che tutto rimarrà come previsto dalla Legge di Stabilità 2014.

Il programma fiscale di Renzi comprende altresì:

  • una riforma di Equitalia, che assumerebbe le vesti di una specie di banca dati,in grado di incrociare i dati fiscali e individuare i potenziali evasori;
  • un aumento della tassazione finanziaria, ma solo per i grandi patrimoni;
  • riduzione dell’1% della spesa pubblica ordinaria (dove sono inclusi stipendi dei manager pubblici);
  • proseguimento della spending review.

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