Perché l’INPS ha bisogno degli immigrati per pagare le pensioni

Boeri mette in guardia il Parlamento da una possibile riduzione dell’immigrazione regolare: “L’INPS ha bisogno dei lavoratori stranieri per sopravvivere”.

Perché l'INPS ha bisogno degli immigrati per pagare le pensioni

Tra il Presidente dell’INPS - Tito Boeri - e il Ministro dell’Interno - Matteo Salvini - è scoppiata una vera e propria polemica sul fronte migranti.

In occasione della sua relazione annuale in Parlamento - pronunciata davanti alla Camera - infatti, Boeri ha ribadito che senza l’immigrazione c’è il rischio che il sistema previdenziale italiano non regga.

Secondo Boeri gli italiani sottostimano la quota di popolazione sopra i 65 anni, alla quale quindi viene garantita una pensione (qualora se ne soddisfino i requisiti), mentre “sovrastimano la quota di immigrati”. Quindi, per il Presidente dell’INPS piuttosto che preoccuparsi di come mettere un freno all’immigrazione, bisognerebbe pensare ad un modo per salvaguardare le casse dell’Istituto in previsione di un aumento progressivo della spesa previdenziale italiana.

Mettendo un freno all’immigrazione regolare, infatti, c’è il rischio, come “la storia insegna”, di un aumento dei clandestini; nel dettaglio, i dati ci dicono che a fronte di una riduzione del 10% dell’immigrazione regolare ne deriva un aumento del 5% di quella clandestina.

Quello di Boeri quindi è un chiaro attacco alle ultime politiche attuate dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini, il quale non è un segreto che voglia ridurre gli sbarchi di immigrati sulle coste italiane. Stando a quanto dichiarato dal Presidente dell’INPS, però, ciò è altamente sconsigliato dal momento che il “sistema non regge senza nuovi ingressi”; ricapitolando, l’Italia ha bisogno degli immigrati - regolari - per pagare le pensioni.

Perché l’Italia ha bisogno degli immigrati

Parlando dei conti dell’INPS, Boeri ha dichiarato che il sistema pensionistico italiano è in grado di reggere alla “sfida della longevità”, visto anche il contributo fornito dall’adeguamento dei requisiti per la pensione con le aspettative di vita stabilito dalla Legge Fornero. Adeguamento che ricordiamo porterà a diverse novità dal 1° gennaio 2019.

Tuttavia non ci sono al suo interno dei “meccanismi” correttivi che permettano di far fronte ad un calo delle coorti d’ingresso nel mercato del lavoro, come ad esempio la riduzione delle nascite e il conseguente calo demografico alla quale è soggetta l’Italia da anni.

L’unico modo per contrastare il declino demografico - che secondo Boeri è “un problema molto più vicino nel tempo di quanto si ritenga” - nonché il calo delle entrate per le casse dell’INPS, è quello di aumentare il numero degli immigrati regolari, i quali potrebbero dedicarsi a quei lavori che “gli italiani non vogliono più fare”.

In questo modo, aumentando i lavoratori regolari, ci sarebbe un incremento delle entrate per l’INPS che di conseguenza avrebbe maggiore liquidità per affrontare le sfide future.

Dimezzando l’immigrazione, invece, in soli 5 anni si rischia di perdere una “popolazione equivalente a quella odierna di Torino”; circa 700mila persone con meno di 34 (e quindi dei potenziali lavoratori, e contribuenti, per i prossimi 30 anni) nell’arco di una sola legislatura.

A ciò bisogna aggiungere che nel frattempo potrebbe essere attuata la riforma delle pensioni annunciata dal Governo, che potrebbe portare ad avere, nell’immediato, circa 750mila pensionati in più con tutti i costi che ne conseguono.

Nel dettaglio, secondo Boeri, la Quota 100 - con soglia minima a 64 anni - da sola costerebbe 8 miliardi di euro, ma solo se si mantengono le norme vigenti per quanto riguarda i requisiti di anzianità contributiva indipendenti dall’età (niente Quota 41 per tutti). In caso contrario, invece, Quota 41 e Quota 100 insieme costerebbero fino a 18 miliardi di euro, una cifra oggi insostenibile per l’INPS.

Le reazioni

Se da una parte il Ministro del Lavoro - Luigi Di Maio - si è limitato a definire “un’opinione personale” quanto dichiarato da Boeri, non si è fatta attendere la dura risposta di Matteo Salvini il quale tramite un post pubblicato su Facebook ha dichiarato:

“Servono più immigrati per pagare le pensioni... cancellare la legge Fornero costa troppo... servono più immigrati per fare i tanti lavori che gli italiani non vogliono più fare...’. Il presidente dell’Inps continua a fare politica, ignorando la voglia di lavorare (e di fare figli) di tantissimi italiani. Dove vive, su Marte?”

Prima di concludere vi ricordiamo che presto la “collaborazione” tra Governo e Boeri sarà comunque destinata ad interrompersi; l’incarico del Presidente dell’INPS, infatti, scadrà nel 2019 e ad oggi una sua conferma è totalmente da escludere.

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