Immigrati, bufala 35€ al giorno: quanti soldi ricevono veramente dopo il decreto Salvini

Una bufala sempre di moda è quella degli immigrati che ricevono 35€ al giorno dallo Stato: ecco quanto percepisce veramente chi è ospitato nel nostro paese dopo i tagli del decreto Sicurezza voluto da Matteo Salvini.

Immigrati, bufala 35€ al giorno: quanti soldi ricevono veramente dopo il decreto Salvini

Sul tema dell’immigrazione l’ultima bufala in ordine di tempo è quella dei migranti che si fanno investire dalle auto per spillare dei soldi. Una invece sempre evergreen e buona per tutte le stagioni è quella dei 35€ al giorno, che andrebbe direttamente a percepire chi è ospitato in Italia.

Da sempre la questione dei 35€ è al centro di strumentali polemiche contro gli immigrati, con bufale a riguardo costruite ad hoc che da anni circolano tramite i canali social.

Per fare chiarezza una volta per tutte soprattutto dopo i tagli imposti dal decreto Sicurezza di Matteo Salvini, vediamo quanto percepisce un migrante ogni giorno e a quanto ammonta la spesa per l’accoglienza sostenuta annualmente dall’Italia.

Quanto percepisce al giorno un migrante?

Tra i tanti luoghi comuni che ormai fanno parte del vocabolario popolare nostrano c’è da diverso tempo anche quello dei 35€ al giorno dati ai migranti. Un mantra questo che viene tirato in ballo quasi in ogni occasione.

I nostri terremotati sotto la neve e i migranti al caldo con 35€ al giorno”.

Questa è soltanto una delle solite litanie che si sentono sull’argomento, al pari di quella dove il confronto è con i disoccupati italiani. Queste strumentalizzazioni, da parte di chi magari si è solo riempito la bocca con la parola “terremoto”, servono unicamente ad aumentare la tensione.

Giusto per chiarire le cose, ogni terremotato abitante nelle zone rosse è stato fatto alloggiare in appartamenti oppure hotel della costa marchigiana. Quando in passato avete visto immagini di persone che dormono in macchina o in roulotte nei pressi dei paesi colpiti dal sisma, si tratta di scelte personali di chi pur avendo un alloggio sostitutivo ha deciso per svariati motivi (affetto, lavoro o paura degli sciacalli) di non allontanarsi da ciò che resta delle proprie case.

Naturalmente ci sono ritardi e disagi che ancora investono le popolazioni terremotate, ma l’idea di uno Stato che lascia per strada un terremotato è una bufala che serve solo ad aumentare un qualunquismo di cui si può fare tranquillamente a meno.

Tornando ai migranti, ad aprile 2018 in Italia in totale erano 173.000 quelli ospitati. Di questi, 139.000 erano dislocati nelle varie strutture temporanee, 10.000 nei centri di prima accoglienza, 25.000 negli SPRAR e infine 500 negli hotspot.

Prima del decreto Salvini, per ciascun migrante lo Stato ogni giorno sosteneva un costo che poteva variare a secondo dello status dell’ospite. Per i minori sono 45€ al giorno, per un richiedente asilo sono 35€ mentre per tutti gli altri migranti la spesa è di 32,5€.

Di questa somma, i migranti ricevono direttamente soltanto il cosiddetto pocket money pari a 2,5€ al giorno, mentre in alcune regioni la somma è stata diminuita a 2€. In media quindi nelle tasche di un immigrato presente nei nostri centri finiscono circa 75€ al mese.

Soldi questi che servono per le spese minime di una persona (fare una telefonata o acquistare una bibita), mentre tutto il resto (circa 32€ al giorno) viene elargito alla struttura ospitante che con questi soldi provvede al vitto, all’alloggio e ai vari progetti di inserimento.

Quando si parla di soldi dati ai migranti, per non inciampare in una bufala, bisogna fare una chiara distinzione tra quanto lo Stato versa per la sua permanenza e quanto finisce direttamente nelle tasche dell’ospite.

Come cambia la spesa dopo il decreto Salvini

Chiarito che un migrante riceve direttamente poco o nulla in termini di denaro, senza dubbio resta il fatto che tutto il sistema riguardante la gestione dell’immigrazione ha un costo per il nostro paese.

In totale la spesa prevista nel Def riguardante il 2018 era di 4,7 miliardi. Di questi, 3,4 miliardi erano i soldi destinati al sistema dell’accoglienza, ovvero per i famosi 35€ al giorno.

I restanti 1,3 miliardi invece sono stati utilizzati soprattutto per le spese legate ai soccorsi (sia logistici che sanitari) in mare e quelli relativi al primo approdo. Inoltre erano previste spese anche in materia istruzione.

Uno dei problemi di fondo è che l’Europa ha contribuito per queste spese con delle autentiche briciole: circa 80 milioni per il 2018. Anche in questo campo, si può dire che Bruxelles abbia lasciato l’Italia da sola ad affrontare l’emergenza.

Nel decreto Sicurezza sono state inserite poi le linee guida dei tagli al sistema di accoglienza, che hanno poi trovato concretezza nella legge di Bilancio 2019 approvata lo scorso dicembre.

Fonte Piùculture

Dal 2019 il costo giornaliero di un migrante passerà da 35€ al giorno a 26,35€, con un taglio quindi del 25%. Per i centri di accoglienza diffusa la cifra si abbasserà ulteriormente fino a 21,35€ al giorno.

Fonte Piùculture

Il pocket money rimarrà di 2,5€ al giorno, ovvero quello che finisce direttamente nelle tasche dell’immigrato, mentre la scure si dovrebbe abbattere su diversi servizi (corsi di italiano, disinfestazione e attività ludiche) e su alcune figure professionali (mediatore, medico, psicologo e assistente sociale).

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2 commenti

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aculus • Dicembre 2019

Uno dei problemi di fondo è che l’Europa ha contribuito per queste spese con delle autentiche briciole: circa 80 milioni per il 2018 ... non è un Problema di EUROPA ...bensì un problema di BUDGET e stanziamento per il problema migrazione. Va discusso di aumentare incentivi, ma in tempi di Brexit e tagli al bilancio sarà difficile. Bisognerebbe creare un fondo extra. Ma c’è anche da dire che la Germania spende molto di più ed investe per scolarizzare gli immigranti. Cosa che l’Italia non fa.

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RobertoDelpopolo • Dicembre 2019

Questo articolo è stato scritto con mentalità di altri tempi. I terremotati non c’entrano nulla con gli immigrati perchè i terremotati si sono fregati i soldi delle accise permettendo una tassa (IVA) sulle accise e cioè truffando a coloro che poi dovevano andare a fare il pieno al distributore. Truffando perciò i propri benefattori. Ecco perchè le accise sono finite sulla destra che ora se le intasca e non si sa dove finiscono.
Mentre per gli immigrati i «pocket money» non si devono proprio dare per niente perchè uno deve guadagnarsi i soldi che gli servono giornalmente offrendosi di aiutare a prestare servizi per i suoi coetanei immigrati. Perciò si possono fare turni di lavoro dove uno cucina per gli altri o fa i letti e pulisce l’albergo ed il giardino oppure fa qualche lavoretto di manutenzione. Salvini invece non ci capisce niente di economia perchè voleva portare il costo a 12 euro al giorno. Ma se costa solo minimo 15 euro al giorno per dare da mangiare decente ad una persona, allora che gli danno da mangiare? L’acqua con le vitamine? Poi quando muoiono gli dicono: «che fessi! Mo che si erano abituati sono morti!»
Bisogna capire che l’operazione è commerciale e che chi offre questi servizi non ha una paga dal governo, non ha stipendio fisso. Ma anche con stipendio fisso, pensate che qualcuno voglia fare il campo di Aushwitz? Si deve calcolare il costo di chi deve imparargli la lingua italiana e dargli una formazione, si deve calcolare il costo di tutte le persone che stanno intorno agli immigrati per offrire i servizi e di tutte le cose che gli devono passare: dentifrici, lenzuola pulite, sciampi, eccetera. Si può forse ridurre di qualche euro ma mai esagerare. Però Salvini è bravo in altre cose. Per i calcoli dei soldi degli immigrati...proprio no.

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