HouseParty, problema sicurezza: dove finiscono i nostri dati personali?

HouseParty è l’app del momento, ma prima di scaricarla e usarla è bene sapere come usa i nostri dati e quelli dei nostri amici.

HouseParty, problema sicurezza: dove finiscono i nostri dati personali?

In tempi di coronavirus e quarantena forzata, Houseparty è il trend del momento. L’applicazione, che consente di fare videochiamate di gruppo (fino a 8 partecipanti) e di giocare online, esiste da qualche anno ma ora che impazza in rete, ci si interroga sulla questione privacy.

Al momento dell’installazione infatti l’app chiede diverse autorizzazioni, oltre che l’accesso a Facebook e alla rubrica contatti che può rappresentare un problema per i dati di chi la scarica e di tutti i suoi contatti.

Lanciata dalla casa di sviluppo californiana Life on Air nel 2016, Houseparty è disponibile per dispositivi Android, iOS e macOS. A luglio 2019 è stata acquistata da Epic Games (la stessa che possiede Fortnite) per una cifra non divulgata. Già prima dello scoppio della pandemia l’app di videochat aveva un grande bacino di utenti, ma è in queste ultime settimane che ha avuto il boom di download in tutto il mondo. Oggi ha oltre 20 milioni di utenti.

Houseparty: nuovo allarme sicurezza?

Houseparty è indubbiamente un servizio utile e divertente per affrontare il distanziamento sociale imposto dall’emergenza sanitaria, ma cosa dire della sicurezza e le politiche sulla privacy?

È vero che Houseparty è stata progettata per evitare alcuni problemi di privacy tipici delle app social e chat: il proprio profilo non è pubblico e possiamo solo aggiungere persone che già conosciamo o che abbiamo su Facebook o in rubrica.

Come la maggior parte delle applicazioni di social media e chat, però, Houseparty raccoglie molti dati personali. Quando si installa l’app, vengono richieste diverse autorizzazioni (numero di telefono, posizione, videocamera e microfono, contatti, email, numero di telefono), di cui alcune essenziali all’utilizzo, e il dubbio che l’app possa raccogliere informazioni anche senza esplicito consenso è lecito. Nella recente storia di internet, casi del genere non sono fantascienza.

Per fare un esempio, quest’estate sono state scoperte centinaia di app per Android che bypassavano il no degli utenti alla condivisione dei dati, raccogliendo dati di geolocalizzazione e rubando dati personali di nascosto. Scoperte del genere dimostrano quanto sia difficile proteggere la propria privacy quando ci si collega alla rete da smartphone e app mobile.

Houseparty ha un problema di privacy

Per aggiungere amici su Houseparty bisogna autorizzare l’app ad accedere alle proprie liste contatti e, a scelta, all’elenco di amici di Facebook. Ciò rende più facile trovare i nostri amici con cui giocare, ma concediamo l’autorizzazione ad accedere a informazioni come nome, nome utente e ID utente, immagini del profilo, liste di amici, reti alle quali ci connettiamo e altre informazioni che rese pubbliche sul nostro profilo Facebook.

Di conseguenza consideriamo che stiamo regalando i dati dei nostri amici allo sviluppatore dell’app, Life on Air, inclusi nomi, numeri di telefono e altre informazioni che potrebbero essere disponibili tramite i loro account social.

Un’altra questione preoccupante riguarda i limiti d’età. Secondo i termini di utilizzo, ci si può iscrivere ad Houseparty solo se si ha almeno 13 anni. Il problema è che l’app fa ben poco per impedire a chi ha un’età inferiore di falsificare la propria identità e iscriversi lo stesso.

Sebbene l’app sia relativamente sicura per i minorenni in quanto è possibile creare stanze private e scegliere le persone con cui parlare, bisogna bloccare una chat room e attivare i filtri della privacy nelle impostazioni per non fare incontri indesiderati e mantenere private le proprie sessioni di video chat.

Sul mantenerle davvero sicure, invece, possiamo sorvolare in quanto c’è sempre la possibilità che foto, screenshot e registrazioni video delle sessioni di video chat vengano condivisi con terzi in rete, e su questo Houseparty non si assume alcuna responsabilità. Il consiglio per i genitori è quello di impostare filtri di protezione e bloccare le stanze utilizzando il tasto di blocco in basso a sinistra nella home dell’app, in modo che nessun estraneo possa unirsi o essere invitato alla chat room dei propri figli. Inoltre si consiglia di disattivare, sempre dalle impostazioni, la ricerca basata sulla posizione.

Quali dati personali raccoglie l’applicazione

Per sapere nel dettaglio che tipo di dati personali vengono raccolti dalla società proprietaria di House Party dobbiamo scorrere fino al punto 3.1 dei Termini di servizio e privacy policy. Documento aggiornato al 2018 e in cui, tra le altre cose, non si fa cenno alla GDPR.

Qui viene riportato che l’app potrebbe raccogliere informazioni personali che vengono fornite dall’utente come nome, indirizzo email e numero di telefono quando ci si registra o si chiede supporto tecnico.

HouseParty accede anche alle informazioni dei contatti presenti sulla rubrica del telefono: i contatti vengono utilizzati dall’app per identificare altri utenti che potremmo conoscere o con i quali potremmo volerci connettere e partecipare a una sessione di video chat. L’accesso ai contatti avviene anche se scegliamo di invitare gli amici a iscriversi a HouseParty.

“Tieni presente, tuttavia, che non condivideremo mai il tuo numero di telefono o i numeri di telefono dei tuoi contatti con nessun altro, afferma la società”, si legge. Allora come utilizza le nostre informazioni personali e i dati raccolti? As usual, si spiega che gli obiettivi principali nella raccolta di informazioni personali sono il fornire e migliorare i nostri servizi e consentire all’utente un’agile e godibile navigazione. I dati personali vengono quindi usati ufficialmente per fornire prodotti, servizi o informazioni richiesti; finalità amministrative; vendita di prodotti e servizi; direct marketing, ricerche di mercato, sondaggi ecc…

Ovviamente le nostre informazioni personali vengono condivise con gli altri utenti dell’applicazione: si può vedere sia l’ultima volta che eravamo online sia le nostre connessioni (con chi abbiamo videochattato).

Per quanto riguarda la divulgazione dei dati con terze parti, la società spiega che questa avviene solo in determinati casi ritenuti necessari (ad esempio per motivi di sicurezza, in caso di indagini giudiziarie, dietro richieste delle forze dell’ordine o per ragioni di sicurezza nazionale). O ancora, i nostri dati saranno ceduti in caso di fusioni, vendite o altri trasferimenti di attività. Se ad esempio l’app viene acquistata, anche i nostri dati verranno trasferiti come parte della transazione. Ma non è finita qui. Al punto 4.2 leggiamo:

“Tutte le informazioni personali raccolte possono essere archiviate in qualsiasi parte del mondo, inclusi a titolo esemplificativo Stati Uniti, Unione europea e altre giurisdizioni internazionali, nel cloud, sui nostri server, sui server delle nostre affiliate o i server dei nostri fornitori di servizi”.

Qualche punto dopo si precisa che vengono adottate “misure per garantire che le tue informazioni vengano trattate in modo sicuro e in conformità con la presente Informativa sulla privacy. Sfortunatamente, non è possibile garantire che Internet sia sicuro al 100% e non possiamo garantire o garantire la sicurezza delle informazioni che ci fornite. Non accettiamo responsabilità per divulgazione involontaria”.

Come proteggersi

Allo stato attuale non possiamo dire con certezza che Houseparty non è sicuro, ma visto il boom di download di questi giorni, le preoccupazioni relative alla protezione della privacy non sono così infondate.

Se volete videochiamare i vostri amici lontani e giocare con loro online, il consiglio - almeno finché non ne sapremo di più - è quello di usare app come FaceTime e WhatsApp, evitando di installare l’ennesima applicazione che richiede una registrazione e l’uso di cam (e occupa spazio in memoria).

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