Guerra commerciale Usa-Cina, il documento ufficiale che accusa Trump

Guerra commerciale, il White Paper della Cina incolpa gli Stati Uniti di aver provocato la sospensione dei negoziati

Guerra commerciale Usa-Cina, il documento ufficiale che accusa Trump

Nelle ultime ore, la Cina ha pubblicato un White Paper che accusa ufficialmente gli Stati Uniti di Donald Trump di essere i soli artefici dell’inasprirsi della Guerra commerciale Usa-Cina.

Per Pechino, accusato di punto in bianco di aver abbandonato il tavolo delle trattative, gli Stati Uniti sarebbero negoziatori inaffidabili e unici responsabili per la sospensione dei colloqui commerciali tra i due paesi.

Guerra commerciale, colloqui allo stallo. Per la Cina la colpa è degli USA

Le divisioni commerciali tra Usa e Cina si fanno sempre più profonde. A inasprire i toni, c’è ora un documento ufficiale, pubblicato dall’ufficio informazioni del Consiglio di Stato cinese.

Nel testo ci sarebbe un’accusa ufficiale agli Stati Uniti, definiti un “negoziatore inaffidabile” che nelle trattative non si accontenta mai. A parlarne il viceministro del commercio estero cinese, Wang Shouwen che, nel corso di una conferenza stampa a Pechino, ha spiegato le ragioni che hanno portato allo stallo dei negoziati con gli Stati Uniti. Per la potenza orientale a causare uno strappo nei rapporti commerciali Usa - Cina sarebbe stato soltanto l’atteggiamento poco collaborativo del presidente Donald Trump.

Wang Shouwen, nel suo discorso alla stampa, ha sottolineato come gli Stati Uniti siano degli irresponsabili nel sostenere che sia stata la Cina a fare marcia indietro rispetto alle precedenti promesse.

Proprio nel White Paper, il governo cinese afferma che nonostante i numerosi compromessi accettati da Pechino, la Casa Bianca ha continuato a chiedere di più, insistendo anche per introdurre nell’accordo “requisiti obbligatori relativi agli affari sovrani della Cina”.

Nonostante questa situazione di stallo, Wang ha ricordato che la Cina potrebbe essere ancora disposta a risolvere le discrepanze attraverso negoziati e dialogo.

Il governo cinese in cambio chiede colloqui uguali, reciprocamente vantaggiosi e degni di fiducia. Fiducia che sarebbe stata tradita all’inizio di maggio, quando il presidente Donald Trump annunciò un aumento dei dazi dal 10% al 25% su beni cinesi per un valore di 200 miliardi di dollari.

La ciliegina sulla torta è stata la guerra tecnologica, avviata dopo che gli Stati Uniti hanno inserito Huawei in una lista nera che impedisce al gigante cinese delle telecomunicazioni di acquistare componenti da società statunitensi. La Cina ha risposto con minacce sulle terre rare e ora sta indagando su FedEx.

Il colosso marittimo statunitense avrebbe dirottato i pacchi destinati agli indirizzi Huawei in Asia, causando gravi danni alla società. Wang ha anche annunciato che qualsiasi società straniera che agirà contro la legge cinese sarà soggetta a indagini.

I funzionari cinesi sostengono che l’obiettivo di Washington è impedire alla Cina di rafforzarsi, per questo motivo continuano a prepararsi per una disputa che, a loro avviso, durerà decenni.

Trump e il presidente cinese Xi Jinping, intanto, potrebbero rincontrarsi in occasione del G20 di fine di giugno. Ma il viceministro del commercio estero per ora non ha confermato alcuna eventualità in tal senso.

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