Guerra Ucraina: è il giorno delle sanzioni, cosa ha deciso l’UE?

Violetta Silvestri

25 Febbraio 2022 - 08:42

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Preso atto della mossa aggressiva di Putin, l’Occidente risponde con sanzioni economiche. In un Consiglio straordinario, l’UE ha lanciato le sue misure pesanti contro Mosca: di cosa si tratta?

Guerra Ucraina: è il giorno delle sanzioni, cosa ha deciso l'UE?

La guerra in Ucraina scatenata dalla Russia sta mettendo a dura prova l’Occidente e l’Europa: quale risposta dare all’invasione - per Mosca operazione militare speciale - ordinata di Putin?

I leader dell’UE hanno sostenuto un pacchetto di sanzioni di vasta portata contro Mosca in un vertice straordinario di giovedì sera. Il blocco deve affrontare la più grande minaccia alla sicurezza in Europa dalla Seconda Guerra Mondiale e la strada scelta per bloccare le mire di Putin, per ora, è quella sanzionatoria.

Dopo aver concluso sei ore di discussioni nelle prime ore di stamane, i leader europei hanno voluto sottolineare l’unità nella risposta alla guerra. Le misure concordate dovrebbero essere formalmente adottate entro venerdì 25 febbraio, oggi.

“Riterremo responsabile il Cremlino...Il pacchetto di sanzioni massicce e mirate approvato stasera dai leader europei dimostra chiaramente che avrà il massimo impatto sull’economia russa e sull’élite politica”, ha affermato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Cosa stabiliscono le sanzioni europee contro la Russia e perché l’UE è - di nuovo - divisa su alcune misure?

Guerra Russia-Ucraina: scattano le sanzioni UE

Il comunicato ufficiale diffuso al termine della riunione straordinaria UE spiega così le intenzioni sanzionatorie europee:

“Il Consiglio europeo concorda oggi, in stretto coordinamento con i nostri partner e alleati, ulteriori misure restrittive che avranno enormi e gravi conseguenze per la Russia a causa delle sue azioni. Tali sanzioni riguardano il settore finanziario, i settori dell’energia e dei trasporti, i beni a duplice uso nonché il controllo e il finanziamento delle esportazioni, la politica in materia di visti, ulteriori inserimenti in elenco di persone di cittadinanza russa e nuovi criteri di inserimento in elenco.”

Cosa significa? Ursula von der Leyen ha affermato che le misure sarebbero composte da cinque pilastri rivolti al settore finanziario - con il 70% del mercato bancario russo interessato - nonché alla politica dell’energia, dei trasporti e dei visti. Una serie di controlli sulle esportazioni colpirebbe anche il settore high-tech del Paese, minando la sua capacità di costruire un “futuro prospero”.

Secondo quanto riporta il Financial Times, le misure estenderebbero l’elenco delle banche russe bloccate dai finanziamenti dell’UE ad Alfa-Bank e Bank Otkritie, due istituti di credito privati, oltre a cinque istituzioni statali.

Il prestito e l’acquisto di titoli sarebbero vietati per una serie di imprese russe di proprietà statale, comprese le società del settore aerospaziale e della difesa, della navigazione e della costruzione navale.

I russi non sarebbero in grado di effettuare nuovi depositi superiori a 100.000 euro nelle banche dell’UE.

Le sanzioni comprendono anche un regime ad ampio raggio di controlli sulle esportazioni di merci che possono essere utilizzate dai militari, nonché di articoli di tecnologia avanzata tra cui elettronica, sensori, telecomunicazioni, applicazioni marine e laser.

Le misure vieterebbero anche la vendita di aeromobili e parti di jet alla Russia, bloccherebbero la vendita di attrezzature necessarie per aggiornare le raffinerie di petrolio e sospenderebbe l’esenzione dal visto per i titolari di passaporti diplomatici russi.

In esame anche ritorsioni contro la Bielorussia, che ha consentito alle truppe russe di operare dal suo territorio.

UE divisa: questa sanzione - per ora - non ci sarà

I leader UE per ora non hanno dato il via libera all’esclusione della Russia dal sistema di pagamenti internazionali SWIFT. Quest’ultima sta diventando una sanzione molto dibattuta in sede europea.

Mentre gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e alcune capitali dell’UE hanno indicato di essere favorevoli a un divieto per il sistema di pagamenti internazionale, altri Paesi europei, come Germania, Italia e Austria hanno segnalato che non vogliono giocare tutte le loro carte sanzionatorie in questa fase.

Parte del motivo, affermano i funzionari, è che le nazioni UE utilizzano SWIFT per pagare il gas russo, da cui dipendono fortemente.

Arrivato al vertice di Bruxelles giovedì sera, il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha indicato ai giornalisti che l’UE dovrebbe il divieto SWIFT non dovrebbe essere messo sul tavolo ora.

In una conferenza stampa alla Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti ha indicato che l’UE è il principale ostacolo a questa sanzione. “È sempre un’opzione, ma in questo momento non è la posizione che il resto d’Europa vuole prendere”, ha detto Biden.

Si attendono, quindi, ulteriori sviluppi sul fronte europeo per quanto riguarda le azioni sanzionatorie, con un interrogativo su tutti: riusciranno davvero a fermare il piano di Putin?

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