Grillo propone un doppio Euro, proprio come i tedeschi. E dice sì al referendum

Due euro diversi e separati, uno per l’Europa del Nord e uno per quella del Sud: la proposta di Grillo assomiglia al piano, mai confermato, della Germania.

Grillo propone un doppio Euro, proprio come i tedeschi. E dice sì al referendum

Due euro diversi, uno per l’Europa del Nord e uno per quella del Sud. Ne parla Beppe Grillo, comico e fondatore del Movimento 5 Stelle, al giornale statunitense Newsweek.
Dopo aver rinnovato il suo sostegno all’idea di un referendum che definisca l’adesione alla moneta unica da parte dell’Italia, Grillo torna sull’argomento dell’euroscetticismo, ribadendo che - così - l’Unione Europea non va.

Non è la prima volta che sentiamo parlare di un’Europa a due velocità, una di seria A - quella del Nord - e una di serie B - quella del Sud - incapace di tenere il ritmo e seguire i vincoli imposti dalla Commissione.

Potrebbe essere una buona idea avere due Euro, per due regioni economiche più omogenee. Uno per l’Europa settentrionale e uno per l’Europa meridionale”, ha dichiarato Beppe Grillo in occasione dell’intervista.
Per il garante del M5S, ad oggi l’UE “è disfunzionale, ha bisogno di riforme”. Uno dei problemi più grandi ha a che fare con il Parlamento Europeo, che “non ha alcun potere” perché le decisioni sono prese dai commissari. E dietro ogni commissione, secondo Grillo, troviamo le lobby.
E aggiunge:

“Siamo favorevoli a un referendum consultivo sull’Euro”.

Tuttavia, Beppe Grillo manca di definire quali potrebbero essere i vantaggi dell’operazione per l’Italia. Tuttavia, un euro più debole sarebbe capace di avvantaggiare il Belpaese sul fronte del commercio extra-UE.

Due euro divisi, la proposta di Grillo assomiglia al piano tedesco

Ma non è la prima volta che si parla di due euro differenti: la questione è stata al centro del programma elettorale del 2013 di Alternativa per la Germania, partito euroscettico e conservatore, e nel 2016 si è diffusa la convinzione che tale progetto fosse nei piani della cancelliera Angela Merkel, spinta dal ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble.

Secondo le voci, mai confermate, la Germania avrebbe già sviluppato un programma con l’obiettivo di dividere in due l’Eurozona e la moneta unica, creando un euro forte per i membri del Centro-Nord Europa, guidati de facto dalla Germania stessa, e un euro debole per i deboli Paesi del Sud Europa, tra cui l’Italia.

Secondo il piano, a Germania, Francia, Austria, Olanda e tutti i Paesi membri che possono vantare un’economia solida spetterebbe l’utilizzo di un euro di serie A mentre ad Italia, Spagna, Portogallo e Grecia una moneta di serie B.

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