Oggi i mercati mondiali trattengono il fiato in attesa della decisione: la decisione del Parlamento Greco. L’esecutivo ellenico potrà finalmente votare su una nuova serie di misure di austerità necessaria ad ottenere un altro pacchetto di salvataggio.
Perché un altro piano di salvataggio? Ricordiamo che nel mese di aprile 2010 la Grecia aveva chiesto formalmente all’Unione europea (UE) e al Fondo Monetario Internazionale (FMI) ulteriori aiuti finanziari. La Grecia ha ricevuto un fondo di salvataggio da 45 miliardi di euro, la cui erogazione è stata posta sotto condizione: per beneficiarne il governo dovrà infatti essere in grado di attuare una serie di misure di austerità.
Ora, quasi un anno e mezzo dopo, la Grecia è ancora a corto di soldi , e ne chiede altri e di piu alle autorità. Ma questa volta, l’UE e il FMI non sarnno i soli a consegnare il denaro.
La Grecia deve prima «promettere» di implementare ulteriori misure di austerità. Questo è difficile non solo perché i cittadini greci stanno già manifestando, esprimendo il loro malcontento per le strade con le loro proteste, ma anche perché lo stesso Parlamento è diviso sulle reali possibilità di realizzare la nuova serie di misure, che significherebbero stringere ulteriormente la cinghia .
Di che cosa esattamente parleranno nelle ore di lunga sessione i parlamentari greci? Permettetemi di darvi un resoconto del progetto di bilancio del Ministero delle Finanze che è stato presentato al Parlamento il 9 giugno scorso.
Nel previsto piano quinquennale di austerity, il governo spera di raccogliere 6,4 miliardi di euro, solo nel 2011, abbattendo la spesa per l’istruzione, la difesa, e la salute. Si stima inoltre che il settore dei servizi pubblici dovrà licenziare circa 175.000 lavoratori nei prossimi anni. Nel corso del triennio successivo, i tagli della spesa pubblica, che saranno a rotazione, sono stimati al 3% del PIL e fdovrebbero consentire un risparmio pari a circa 28 miliardi di euro.
In aggiunta agli interventi di cui sopra, il ministro delle Finanze Papaconstantinou propone anche di far pagare ai dipendenti del governo la «solidarity tax», che rientrerebbe in una forbice tra l’1% e il 4%, a seconda del reddito. I soldi così incassati verrebbero utilizzati per istituire un fondo di emergenza per i disoccupati.
Oltre a questo, anche coloro che possiedono grandi proprietà, e beni di lusso, dovranno pagare una tassa d’emergenza. Nel frattempo,nell’ambito del piano di bilancio, le imposte sul valore aggiunto pagate da ristoranti e bar saliranno al 23% rispetto al livello attuale del 13% .
Un’altra parte della proposta del Governo è di vendere alcune delle sue attività al settore privato. Aeroporti, banche, aziende statali e immobili sarebbero venduti per procurare 50 miliardi di euro in privatizzazioni entro il 2015.
Sembra che il piano non sia esattamente una passeggiata.
Se il primo ministro greco George Papandreou mantenesse abbastanza voti per l’approvazione delle misure di austerità, il governo sarebbe un passo più vicino perchè il Paese possa dirsi fuori dalle strade battute del debito.
La fase successiva sarebbe probabilmente quella di ottenere un «pollice alzato» dalle agenzie di rating del credito e convincerle a non tagliare il rating del credito ai livelli predefiniti.
D’altra parte, se non dovessimo vedere un Parlamento greco unito, forsesarebbe il momento di dire «bye-bye» all’ EUR/USD per tutta la strada, in discesa, fino a 1.4000.