Grecia, Eurogruppo: c’è l’accordo. Sbloccati €10.3 mld, intesa su ristrutturazione debito

Arriva l’accordo tra Grecia, Eurogruppo e FMI sul debito greco. Sbloccata una nuova rata da €10.3 miliardi, intesa sulla ristrutturazione del debito

I creditori europei e la Grecia hanno trovato un accordo per sbloccare altri 10.3 miliardi di euro grazie ad una significativa marcia indietro del Fondo Monetario Internazionale sulla sua richiesta di riduzione del debito ellenico che sta portando il Paese in una profonda recessione.

L’accordo tra i creditori internazionali della Grecia è arrivato dopo 11 ore di trattative a Bruxelles nelle prime ore della notte di mercoledì, in cui sono stati delineati i punti necessari per la ristrutturazione del debito per alleviare il debito ellenico di €321 miliardi, che vale il 180% della produzione economica annuale del paese.

Eurogruppo: ok alla tranche di 10,3 miliardi

I negoziati per un accordo sul debito della Grecia hanno iniziato a procedere in modo spedito quando i ministri della zona euro hanno deciso di concedere alla Grecia altri €10,3 miliardi in fondi di salvataggio, divisi in due rate: €7,5 miliardi a giugno e €2,8 miliardi nel mese di settembre.

I €10,3 miliardi saranno dunque la seconda rata a lungo ritardata del terzo piano di salvataggio della Grecia concordato lo scorso agosto, del valore totale di €86 miliardi.

Il ministro delle Finanze della Grecia, Euclide Tsakalotos, ha detto di aver visto «una base di ottimismo» per trasformare «il circolo vizioso della Grecia di recessione-misure-recessione in un luogo in cui gli investitori hanno un chiaro interesse ad investire».

Grecia: accordo sulla riduzione del debito ma FMI è deluso

Nelle prime ore di mercoledì mattina, il FMI e la zona euro si sono trovate d’accordo su una serie di misure di riduzione del debito nel breve termine, come ad esempio il blocco dei tassi di interesse a livelli bassi e uno smussamento della rigidità sulle scadenze delle rate.

Nulla da fare per le altre richieste inoltrate dal FMI per un piano di riduzione del debito e rinnovate lunedì, quando l’istituzione di Washington ha avvertito che la Grecia con il passare del tempo pagherà per il peso dell’enorme debito da ripagare.

Poul Thomsen, direttore del programma europeo del FMI, ha dichiarato che il FMI ha fatto «un grande concessione».

«Avevamo sostenuto che [le misure di riduzione del debito] dovessero essere approvate precedentemente e [ora] abbiamo convenuto che dovranno essere effettuate alla fine del periodo del programma.»

Il progetto del fondo è stato bloccato dalla situazione di stallo con la Germania, fermamente convinta che la riduzione del debito non potrà essere considerata prima della fine del piano di salvataggio corrente da €86 miliardi che avrà conclusione a metà del 2018.

La riluttanza della Germania è dovuta anche all’avvicinarsi delle elezioni federali, in programma nel mese di ottobre 2017.

La Grecia conquista la fiducia dell’Eurogruppo con l’austerity

Atene aveva aperto le strade alla nuova tranche di aiuti all’inizio di questo mese, quando ha concordato le misure di emergenza richieste dai creditori all’interno del piano di salvataggio - tra cui i tagli di spesa e il rialzo delle tasse del valore di €3,6 miliardi - che entreranno in vigore qualora il Paese non riuscisse a raggiungere gli obiettivi di bilancio.

Diversi ministri delle Finanze della zona euro si sono trovati d’accordo nel dire che la Grecia ha fatto abbastanza per ricevere la nuova rata compresa nel piano di salvataggio - soprattutto grazie alle ultime misure di austerità, tra cui il tanto impopolare aumento delle tasse approvato dal Parlamento greco nella notte di domenica.

Alludendo agli eventi della scorsa estate, Jeroen Dijsselbloem, il ministro delle Finanze olandese che presiede l’Eurogruppo, ha detto che il nuovo accordo è stato «un momento importante nel programma greco. Abbiamo avuto una grave crisi di fiducia tra noi...e la fiducia sta iniziando a tornare».

La ricerca dell’accordo sull’erogazione di un nuovo prestito alla Grecia è stata ostacolata soprattutto dalle differenze di valutazione tra creditori del paese.

All’interno di un comunicato pubblicato alla vigilia della riunione, il FMI ha ribadito che la Grecia non ha alcuna possibilità di rispettare i termini del suo piano di salvataggio attuale senza una riduzione del debito.

Secondo le previsioni del Fondo Monetario Internazionale, la Grecia sarà gravata dai debiti per un valore del 250% del PIL entro il 2050 se non ci sarà «una riprofilatura sostanziale» delle condizioni previste sui prestiti.
Secondo il fondo, l’estensione dei termini di pagamento e dei tassi d’interesse a livelli bassi potrebbero ridurre il peso del debito della Grecia al 100% del PIL entro il 2050.

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