Il governo Conte rischia di cadere? Ecco quando si può tornare a votare

Il governo Conte è sempre più traballante: se dovesse cadere difficile trovare una nuova maggioranza, ma anche per le elezioni anticipate non sarebbe facile trovare una data tra referendum e semestre bianco.

Il governo Conte rischia di cadere? Ecco quando si può tornare a votare

Si fa sempre più in salita il cammino di Giuseppe Conte verso il 2023, anno in cui è prevista la scadenza naturale di questa legislatura nata con il sorprendente risultato delle urne, basti pensare agli exploit del Movimento 5 Stelle e della Lega, per poi proseguire con la crisi del Papeete e lo tsunami sanitario ed economico rappresentato dal coronavirus.

Come se non bastasse l’attuale emergenza totale nel nostro Paese, per la maggioranza adesso c’è anche un problema numerico al Senato, dove la maggioranza può contare su 160 senatori (uno in meno della maggioranza assoluta) e in pratica è aggrappato al voto dei senatori a vita e di alcuni esponenti del Misto.

Colpa questa dei fuoriusciti dal Movimento 5 Stelle, tanto che adesso sembrerebbe che i pentastellati siano pronti a “perdonare” chi è indietro nelle rendicontazioni pur di evitare nuovi addii o espulsioni.

Resta il fatto però che ci sarebbero altri tre senatori 5 Stelle pronti a passare con la Lega, eventualità questa che ha fatto ritornare in auge gli immancabili “responsabili”, questa volta provenienti da Forza Italia e pronti a salvare il governo pur di evitare le elezioni anticipate.

Il governo Conte può cadere?

Oltre ai problemi numerici della maggioranza al Senato, questione assolutamente non di poco conto, ci sono anche diverse questioni politiche che possono minare il prosieguo dell’esperienza giallorossa.

Dopo aver cercato di fronteggiare al meglio i mesi dell’emergenza coronavirus, il governo adesso sembrerebbe essere impantanato nella ripartenza, indeciso sul da farsi e bloccato dal fatto che i soldi del Recovery Fund si vedranno, se tutto va per il meglio, a inizio 2021.

A riguardo Giuseppe Conte sa bene che si giocherà tutto nella partita con l’Europa: senza un buon accordo per l’Italia, i malumori che serpeggiano nella maggioranza, nonostante la popolarità del premier tra gli italiani, potrebbero portare a un clamoroso cambio di inquilino a Palazzo Chigi.

Non bisogna poi dimenticare questioni come il MES che potrebbero mettere in grande difficoltà il governo, visto che in caso di un voto in Parlamento la maggioranza potrebbe andare sotto senza una garanzia bene definita di assenza di condizionalità nel prestito.

Alla luce di tutto questo sembrerebbe essere molto difficile l’attuale posizione di Conte. Ci sono però diversi fattori che possono in qualche modo rassicurarlo. Per prima cosa c’è l’incubo elezioni che serpeggia nel Movimento 5 Stelle e in Italia Viva.

Viste le percentuali dimezzate attribuite dai sondaggi ai pentastellati rispetto alle ultime politiche, tanti parlamentari del Movimento 5 Stelle non verrebbero rieletti senza contare che l’intera classe dirigente, da Di Maio a Fico passando per la Taverna e Bonafede, non si potrebbe candidare di nuovo per via della regola dei due mandati.

Italia Viva invece al momento viene addirittura attestata sotto la soglia di sbarramento del 3%, alla faccia della doppia cifra indicata come “minimo sindacale” da Matteo Renzi al momento della nascita del suo partito.

Anche l’ipotesi di un nuovo premier per il terzo governo in meno di tre anni appare difficile da realizzarsi, visto che all’orizzonte non sembrerebbe esserci una maggioranza capace di sostenere questo ribaltone.

Quando ci saranno le elezioni?

A rassicurare Giuseppe Conte c’è anche il calendario elettorale. Il prossimo 20 e 21 settembre infatti ci sarà l’election day dove, oltre per le regionali e il primo turno delle amministrative, si voterà pure per il referendum sul taglio dei parlamentari.

Se come sembra scontato dovesse vincere il Sì al referendum, si renderebbe di conseguenza necessario perlomeno modificare l’attuale legge elettorale, anche se l’intenzione sembrerebbe essere quella di farne una nuova.

In sostanza o questo governo cade nei prossimi giorni, andando così a votare per le politiche in concomitanza con l’election day, oppure se ne riparla almeno a primavera del 2021 quando sarà definito (si spera) il nuovo sistema elettorale.

A luglio 2018 però scatterà il semestre bianco, ovvero i sei mesi che precedono l’elezione del Presidente della Repubblica in cui non è possibile sciogliere le Camere. Così facendo si arriverebbe almeno a febbraio 2022.

Matteo Renzi nelle ultime ore ha dichiarato a La Repubblica come l’obiettivo del governo deve essere quello di arrivare unito all’elezione del prossimo Capo di Stato, così da evitare un nuovo Presidente a tinte sovraniste.

Anche se in politica non si può dare nulla per scontato, al momento le percentuali di poter tornare alle urne prima del previsto sono abbastanza basse, anche perché in Italia è ben nota la scarsa propensione dei vari peones a mollare la cadrega prima del previsto.

Iscriviti alla newsletter

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.

Money Stories