Google privacy e servizi: cosa cambia dal 22 gennaio

Google aggiorna termini e condizioni riguardante la privacy degli utenti e i servizi: cosa cambierà dal 22 gennaio 2019.

Google privacy e servizi: cosa cambia dal 22 gennaio

Google cambia: dal 22 gennaio entreranno in vigore le modifiche ai termini e condizioni per i servizi della grande G e le norme sulla privacy, che subiranno alcuni nuovi cambiamenti per quanto riguarda la policy aziendale e gli utenti. I cambiamenti in questione vedono protagonista l’area economica europea, dobbiamo preoccuparci?

Se di recente avete avvistato una notifica navigando su Google o accedendo a Gmail, nella parte superiore della vostra pagina web, non preoccupatevi: si tratta di alcune modifiche strutturali riguardo la raccolta di dati personali e la fornitura dei vari servizi dell’azienda (come appunto la email, Google Drive, YouTube, Google Play a tanti altri.

Vediamo insieme quali saranno i principali cambiamenti apportati da Google e cosa cambierà per noi utenti.

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Google: cosa cambierà dal 22 gennaio

Tra i cambiamenti più grandi abbiamo quello che vede il cambio di sede, per gli utenti residenti in Europa, a Dublino, presso il Google Ireland Limited, per quanto riguarda la fornitura di servizi a consumo: in pratica, tutte quelle funzioni come la ricerca organica via browser Google, la casella di posta Gmail, Google Maps, la suite e di Google Drive ecc.

Attualmente, e prima della fatidica data, la sede principale anche per quanto riguarda l’Europa era situata negli Stati Uniti, mentre la novità vede un accentramento europeo per quanto riguarda la grande G.

La compagnia ha annunciato tutti i cambiamenti lo scorso dicembre tramite un post sul blog che spiega punto per punto i motivi dei vari cambiamenti, la richiesta di dati da parte delle forze dell’ordine europee verrà, ad esempio, gestita dal ufficio di Dublino. Tutto questo conferma gli sforzi di Google per conformarsi alle nuove norme emesse dal Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR), dovendo adeguarsi al nuovo statuto.

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Nel suo post, a firma di Anne Rooney, public policy manager di Google, l’azienda aggiunge: «Stiamo modificando il modo di controllare i dati per facilitare l’impegno con le autorità di protezione dei dati dell’Unione Europea attraverso il One Stop Shop, un meccanismo del GDPR creato per assicurare la coerenza delle decisioni normative riguardanti le aziende e i cittadini europei. È importante sottolineare che queste modifiche non vanno ad alterare in alcun modo il funzionamento dei nostri prodotti o il modo in cui raccogliamo ed elaboriamo i dati degli utenti all’interno dei servizi Google».

Google rimarca quindi l’importanza dei propri servizi gratuiti e il trattamento dei dati personali degli utenti, mettendo al primo posto proprio la sicurezza della privacy (un tema sempre più scottante, visti anche i recenti scandali con protagonista Facebook e la chiusura di Google Plus a causa di un massiccio furto di dati).

In sostanza quindi, per noi utenti cambierà il modo in cui verranno gestiti i nostri dati personali, modifiche amministrative che forniranno una garanzia in più alla nostra sicurezza online ma che non andranno a minare in alcun modo la nostra user experience. Continueremo a navigare e scrivere email con Google allo stesso modo, ancora per un bel po’.

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