Modello Iva 2015 per esportatori abituali: la compilazione del quadro VC e l’utilizzo del plafond

Federico Migliorini

4 Marzo 2015 - 15:31

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Nel modello Iva 2015 il quadro VC è riservato agli esportatori abituali per l’indicazione degli acquisti ed importazioni effettuati senza applicazione dell’imposta con utilizzo del plafond. Come compilare il quadro VC?

Il quadro VC del modello Iva 2015, destinato ad accogliere i dati per l’anno 2014, è riservato agli esportatori abituali i quali devono indicare l’ammontare degli acquisti e delle importazioni effettuati in ciascun mese senza applicazione dell’imposta con utilizzo del “plafond” disponibile, e devono anche indicare i dati relativi al volume d’affari e alle esportazioni effettuate nei medesimi periodi, al fine di verificare il mantenimento nel tempo dello “status” di esportatore abituale. Vediamo, adesso, gli aspetti particolari dei quadro.

Gli esportatori abituali: chi sono?
Gli esportatori abituali sono quei soggetti che, nell’anno solare precedente o nei dodici mesi precedenti, hanno registrato esportazioni e altre operazioni assimilate - cessioni all’esportazione di cui alle lett. a) e b) del comma 1 dell’art. 8 del DPR n. 633/72, e/o operazioni assimilate alle cessioni all’esportazione (art. 8 -bis del DPR n. 633/72) e/o servizi internazionali (art. 9 del DPR n. 633/72) e/o altre operazioni non imponibili di cui agli artt. 71 e 72 del DPR n. 633/72 e/o cessioni intracomunitarie o prestazioni intracomunitarie (artt. 40 e 41 del D.L. n. 331/93) - per un ammontare superiore al 10% del volume d’affari, determinato senza tenere conto delle cessioni di beni in transito o depositati nei luoghi soggetti a vigilanza doganale.

Il contribuente che effettua abitualmente cessioni all’esportazione o altre operazioni assimilate, si troverebbe in una tendenziale situazione di credito verso l’Erario, con intuibili effetti negativi di carattere finanziario.

Per evitare questo inconveniente è stabilito che l’acquirente di beni e servizi, che assume la predetta qualità di esportatore abituale, può chiedere ai propri fornitori, sotto la propria responsabilità, di effettuare le operazioni senza applicazione dell’imposta, nei limiti massimi del plafond disponibile; a tal fine, deve essere rilasciata a ciascun fornitore una dichiarazione d’intento prima dell’effettuazione delle operazioni e devono essere posti in essere ulteriori adempimenti contabili.

Nell’ipotesi di importazioni, la dichiarazione di intento deve essere rilasciata, per ciascuna singola importazione, alla Dogana competente. A differenza di quanto avveniva in passato, non è richiesta l’indicazione sui registri IVA dei dati relativi al plafond disponibile. Tuttavia il contribuente, ove richiesto dagli organi di controllo, deve essere in grado di fornire i relativi dati. Tali dati potranno quindi essere liberamente annotati o essere resi disponibili su supporto informatico.

La compilazione del quadro VC nel modello Iva 2015
La normativa vigente (art. 10 del DPR n. 435/01), stabilisce l’obbligo, per gli esportatori abituali, di annotare “in un apposito prospetto della dichiarazione annuale IVA”, distintamente per mese:

  • l’ammontare delle esportazioni, di cui alle lett. a) e b) dell’art. 8 del DPR n. 633/72;
  • l’ammontare delle operazioni assimilate;
  • l’ammontare delle operazioni intracomunitarie effettuate; nonché
  • l’ammontare degli acquisti;
  • l’ammontare delle importazioni fatte senza pagamento dell’imposta ai sensi dell’art. 8, lett. c), del DPR n. 633/72 e risultanti dalle relative fatture e bollette doganali.

Utilizzo del plafond
Nei righi VC1 A VC12 deve essere indicato per ciascun mese solare (da gennaio a dicembre) l’utilizzo mensile che è stato fatto del plafond, suddividendo la parte utilizzata per acquisti interni o intracomunitari, da quella utilizzata all’importazione.

L’utilizzo del plafond per acquisti intracomunitari, anche se formalmente ammesso, resta tuttavia praticamente inapplicato nella generalità dei casi, stante la perfetta neutralità fiscale dell’acquisto intracomunitario; è possibile infatti esercitare il diritto alla detrazione dell’imposta nella stessa liquidazione nella quale la medesima imposta è calcolata a debito.

Ciò comporta l’assoluta irrilevanza di utilizzare il plafond per gli acquisti intracomunitari, in quanto si tradurrebbe per il contribuente nell’inutile sperpero di una preziosa risorsa. È importante precisare che ai fini della compilazione dei righi assume rilevanza il momento di effettuazione degli acquisti e non quello della registrazione delle singole fatture passive o delle bollette doganali di importazione (registrazione che può avvenire anche a distanza di tempo rispetto al momento di effettuazione dell’operazione).

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