Giorgetti svuota il CONI, i soldi adesso li gestirà il governo. Malagò furioso

Nella legge di Bilancio un provvedimento voluto da Giorgetti toglie competenze e soldi al CONI: a gestire il tutto sarà la partecipata statale Sport e Salute spa.

Giorgetti svuota il CONI, i soldi adesso li gestirà il governo. Malagò furioso

La (brutta) sorpresa per il CONI è arrivata nell’ultima versione del testo della legge di Bilancio che si appresta ad arrivare in Parlamento. Il Comitato Olimpico guidato da Giovanni Malagò rischia infatti di uscire fuori ridimensionato e senza soldi dalla Manovra scritta dal governo gialloverde.

Giancarlo Giorgetti ha infatti voluto inserire nella legge di Bilancio un provvedimento che istituisce la Sport e Salute spa, una partecipata del governo che andrà a gestire il 90% dei fondi per quanto riguarda lo sport, compito questo che finora era stato da sempre ad appannaggio del CONI.

Giorgetti svuota il CONI

Giancarlo Giorgetti è l’attuale sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega allo Sport. Più in generale, l’esponente di spicco della Lega è considerato una sorta di “Mister Wolf”, quello che veniva chiamato per risolvere i problemi in Pulp Fiction, all’interno della maggioranza.

Da quando è arrivato a Palazzo Chigi, il sottosegretario è riuscito a imbastire insieme a Giovanni Malagò la candidatura in tandem di Milano e Cortina, con Torino che è rimasta fuori, per le Olimpiadi invernali del 2026.

Un affiatamento iniziale tra il nuovo governo e il CONI che però adesso potrebbe essere messo a rischio dall’ultima novità emersa dalla legge di Bilancio, che comunque potrà sempre essere modificata durante i passaggi parlamentari prima del voto finale di dicembre.

Il potente Giorgetti ha infatti inserito nella Manovra firmata Lega-Movimento 5 Stelle un provvedimento che istituisce la Sport e Salute spa, una partecipata dello Stato i quali vertici saranno di nomina governativa.

In pratica la maggior parte dei soldi che prima venivano gestiti dal CONI, saranno smistati nelle intenzioni del governo dalla Sport Salute e spa. Nel dettaglio su un budget di 410 milioni la nuova società ne gestirà 370.

Al CONI quindi non rimarrebbero che i restanti 40 milioni per la gestione ordinaria e per gestire il dossier olimpico. Giovanni Malagò di conseguenza si andrebbe a ritrovare con molti meno poteri e le casse praticamente svuotate.

Malagò furioso

Come trapelata la notizia della svolta decisa dal governo sul CONI, subito sono iniziate delle trattative per cercare di arrivare a una soluzione. Dialogo che però non sembrerebbe essere andato a buon fine viste le ultime dichiarazioni di Giovanni Malagò.

Questa non è la riforma dello sport italiano, non c’entra nulla - ha commentato il numero uno del CONI - Questo è un discorso in modo elegante di occupazione del comitato olimpico italiano. Lo stesso fascismo, pur non essendo estremamente elastico nell’acconsentire a tutti di esprimere le proprie opinioni, aveva rispettato quella che era stata la storia del CONI dall’epoca della sua fondazione”.

Parole molte dure con Malagò che poi ha spiegato come “se questa riforma fosse iniziata a fine 2019 mi sarei dimesso contestualmente. E se dico che mi dimetto mi dimetto, ma io non abbandono la mia barca a cinque mesi dalle Olimpiadi”.

Immediata è arrivata la replica di Giancarlo Giorgetti: “Ci sorprende l’atteggiamento del presidente Malagò che sa bene che l’autonomia dello sport non è in discussione. Stiamo seguendo un modello d’eccellenza già in vigore in molti paesi d’Europa e del mondo”. Il governo quindi stando alle parole del sottosegretario è intenzionato comunque ad andare avanti.

Con questa mossa il governo intende in maniera chiara giocare un ruolo più che mai attivo nella gestione dei contributi ai vari sport. Era facile intuire che la reazione del CONI potesse essere molto dura, ma per trovare un accordo ci sarà tempo fino all’approvazione definitiva della legge di Bilancio.

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