George Soros agli USA: “Voglio pagare più tasse”. Ma poi preferisce i paradisi fiscali

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George Soros agli USA: “Voglio pagare più tasse”. Ma poi preferisce i paradisi fiscali

Il famoso speculatore Soros, insieme a centinaia di altri milionari, chiede al Congresso statunitense di aumentare l’aliquota fiscale sui super-ricchi. Ma poi preferisce i paradisi fiscali.

George Soros ha partecipato ad una petizione per evitare i tagli alle tasse previsti per gli americani più ricchi all’interno della nuova riforma fiscale. Tuttavia, il miliardario a suo tempo preferì l’Irlanda, dove il suo hedge fund ha pagato solo 962 dollari di tasse nel 2013, secondo delle fonti di Bloomberg, mentre ora sfrutta il meglio che le agevolazioni fiscali nelle Cayman possono offrire.

Quattrocento super-ricchi hanno fatto appello al Congresso degli Stati Uniti, invitando i legislatori repubblicani a non tagliargli le tasse. Ritengono che il GOP non dovrebbe tagliare le tasse ai più ricchi quando il debito statunitense è ai massimi di tutti i tempi e la disuguaglianza sta aumentando.

Nella lettera, i firmatari chiedono al Congresso di non far passare una riforma fiscale che “esalta ancora di più la disuguaglianza” e aumenta il debito nazionale. Sottolineano poi che la perdita in ricavi “potrebbe portare a tagli importanti in servizi chiame come l’istruzione e sanità e ostacolerebbe la capacità della nostra nazione di riorganizzare gli investimenti nella nostra popolazione e nelle comunità”.

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I milionari specificano inoltre che la riforma fiscale repubblicana beneficia in modo sproporzionato i ricchi, mentre aumenta di almeno 1.500 miliardi l’attuale debito pubblico.

Questo deficit “ci renderebbe incapaci di soddisfare le attuali esigenze del nostro paese e limiterebbe la promozione di investimenti futuri”, prosegue la lettera.

I firmatari fanno parte del cinque per cento degli americani con un patrimonio di almeno 1,5 milioni di dollari in attività o con un reddito $250.000 e oltre all’anno.

Soros e le tasse: la “strana coppia”

Uno dei super-ricchi che ha firmato il documento è George Soros, che da sempre ribadisce che le persone ricche dovrebbero pagare più tasse. Tuttavia, preferisce non pagare le tasse negli Stati Uniti, ma in Paesi con regimi fiscali più favorevoli.

Nel 2015 Bloomberg ha riferito che l’hedge fund di Soros ha pagato 962 dollari in Irlanda su 3.851 dollari di reddito netto nel 2013, mentre i restanti 7,2 miliardi di dollari sono stati destinati agli investitori.

Un anno dopo, Soros ha deciso di chiudere la società irlandese per crearne un’altra in un altro paradiso fiscale, le Isole Cayman.
Al momento della creazione della nuova società, Soros ha riferito di aver versato 13,3 miliardi di dollari in tasse, il che significa che aveva evitato di pagare quasi 7 miliardi di dollari in imposte se la sua attività fosse stata interamente collocata negli Stati Uniti.

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A guidare l’iniziativa è il gruppo liberale Responsible Wealth, che ha raccolto le firme di personaggi come Ben Cohen e Jerry Greenfield (co-fondatori di Ben & Jerry), il miliardario George Soros, il filantropo Steven Rockefeller e la stilista Eileen Fisher.

Il Washington Post rende noto che molti altri milionari firmatari non hanno un nome importante, ma almeno 1 milione di dollari nel proprio patrimonio.

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