Francia e Olanda a favore di una stretta sui colossi dell’high-tech

I governi francese e olandese sostengono gli sforzi della Commissione per regolamentare le grandi piattaforme high-tech

Francia e Olanda a favore di una stretta sui colossi dell'high-tech

In un documento comune, i governi di Francia e Olanda sostengono la necessità e urgenza di una normativa UE per la regolamentazione delle grandi compagnie high-tech che prevenga il loro monopolio e assicuri un’effettiva concorrenza nel mercato europeo.

La proposta franco-olandese prevede la creazione di un’autorità europea incaricata di controllare ed eventualmente sanzionare le grandi piattaforme digitali attraverso misure preventive e correttive che prevedano sanzioni adeguate al loro ruolo sistemico.

Le misure avanzate rappresentano un assist al lavoro della Commissione europea per una riforma delle regole sulla concorrenza nel settore dell’high-tech, come tassello della più ampia strategia UE di promozione del settore digitale europeo in risposta all’influenza preponderante dei colossi statunitensi e ai rischi relativi alla concentrazione dei dati personali.

Francia e Olanda contro i giganti dell’high-tech

Il ministro francese all’economia digitale, Cédric O, e il segretario di stato olandese agli affari economici, Mona Keijzer, hanno sottoscritto una proposta indirizzata a favore di un approccio restrittivo e interventista alla regolamentazione delle grandi compagnie dell’high-tech che, per il loro peso, sono di fatto in grado di controllare il mercato del digitale. I due governi dell’eurozona sostengono così il piano della Commissione per una nuova e più stringente normativa nel settore che garantisca la concorrenza all’interno del mercato europeo con misure di intervento decise contro le piattaforme digitali di rilevanza sistemica.

Francia e Olanda si schierano quindi a favore di misure preventive per impedire un’eccessiva concentrazione del mercato, la cui attuazione sia assicurata dall’istituzione di un’autorità sovranazionale UE con compiti di vigilanza e il potere di sanzionare le compagnie.

Il documento franco-olandese rimarca inoltre la necessità di considerare sanzioni “adeguate” e tali da non poter essere aggirate, aprendo a misure estreme come la ristrutturazione e semplificazione delle grandi compagnie dell’high-tech operanti nel mercato comune, qualora le loro dimensioni e posizione possano pregiudicare il mantenimento di un effettivo livello di concorrenza. Cresce così la coalizione europea per un confronto “muscolare” con i giganti statunitensi dell’high-tech, quale premessa per supportare la competitività delle compagnie europee nel quadro della più ampia strategia UE per il digitale.

I piani della Commissione

Secondo le indiscrezioni che trapelano da Bruxelles, il pacchetto legislativo in preparazione a Bruxelles, il Digital Services Act, punterebbe innanzitutto a imporre la condivisione di dati da parte delle grandi compagnie nell’ottica di un libero “mercato dei dati” in Europa, introducendo allo stesso tempo precise limitazioni al loro sfruttamento. Allo stesso tempo, la Commissione starebbe valutando nuove misure per la concorrenza nel mercato del digitale, come appunto il conferimento di nuovi poteri di vigilanza e intervento indirizzati alle grandi piattaforme.

Lo scorso marzo 2019, la commissaria europea alla concorrenza, Margrethe Vestager, aveva però messo le mani avanticontro lo strumento della ristrutturazione e semplificazione da imporre alle grandi compagnie, definendolo una soluzione estrema, di dubbia efficacia pratica ed alto rischio di contenziosi giudiziari, richiamando invece la centralità di misure preventive per regolamentare l’accesso ai dati da parte delle aziende dell’high tech.

Le proposte del documento franco-olandese

Il non-paper di Francia e Olanda segue l’approccio preventivo tracciato dalla Commissione, concentrandosi sugli interventi necessari a impedire che il mercato dei dati personali sia saldamente nelle mani di poche grandi piattaforme. Solo a queste ultime si rivolgono le proposte di regolamentazione dell’accesso al mercato europeo, prevedendo esplicitamente di non imporre “obblighi non necessari” a piattaforme digitali che non abbiano un peso significativo nei mercati di riferimento.

A questo scopo si raccomanda al legislatore europeo di adottare un approccio “caso per caso”, chiarendo che in questo caso i “metodi classici di definizione delle posizioni di mercato non posso essere applicati sempre con efficacia nel settore digitale”.

Un’autorità comune a livello europeo dovrebbe quindi, secondo i governi francese e olandese, avere la prerogativa di intervenire in base a un approccio flessibile e proporzionato che tenga conto dell’effettivo ruolo giocato dalle piattaforme. Come viene chiarito nella proposta: “un intervento proporzionato è necessario per preservare i benefici delle piattaforme e assicurare allo stesso tempo condizioni adeguate per la concorrenza. Interventi troppo intrusivi finirebbero per porre un freno all’innovazione”.

Per questo il document sostiene l’opportunità di introdurre obblighi e proibizioni basati su principi generali, tali da poter essere allargati al ventaglio ampio di rischi derivanti dalle grandi piattaforme digitali e adattati alle evoluzioni dei mercati. Nell’elenco delle possibili misure suggerite rientrano il rafforzamento del diritto alla portabilità dei dati personali (già previsto sotto la direttiva per la protezione dei dati personali); regole per assicurare contratti equi; il divieto alla pratica per le compagnie di promuovere unicamente i propri prodotti digitali (self-preferencing) e di bloccare l’accesso da parte di aziende terze.

Inoltre, la proposta franco-olandese sostiene la definizione di precisi requisiti per l’accesso al mercato europeo, come l’obbligo per le compagnie di condividere i dati dei propri clienti, come misure necessarie a impedire il monopolio dei colossi del digitale.

La prospettata autorità europea dei mercati digitali dovrebbe quindi assicurare il rispetto delle norme UE attraverso un sistema di sanzioni che siano “rilevanti” e adeguate a fare da deterrente credibile per i giganti dell’high-tech, abituati a considerare multe e risarcimenti come costi di impresa previsti nel bilancio. Secondo il documento “l’introduzione di adeguati meccanismi di deterrenza è della massima importanza perché ogni violazione delle regole potrebbe provocare danni seri e irreversibili”.

Proprio per questo, secondo indiscrezioni giornalistiche, il governo francese sarebbe favorevole a contemplare la ristrutturazione coatta delle compagnie sistemiche, come misura sanzionatoria da “ultima spiaggia”.

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