Fondi pensione, extradeducibilità fino a 7.950 euro con la Legge di Bilancio 2026

Pietro Pisello

30/01/2026

L’aumento della deducibilità porta con sé anche l’innalzamento della cosiddetta "extradeducibilità” dei Fondi Pensione fino a 7.950 euro annui.

Fondi pensione, extradeducibilità fino a 7.950 euro con la Legge di Bilancio 2026

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto numerose novità in materia di previdenza complementare. Tra le più rilevanti spicca senza dubbio l’aumento del tetto di deducibilità fiscale dei contributi versati ai fondi pensione, che passa da 5.164,57 euro a 5.300 euro annui.

Si tratta di una notizia positiva, ma tutto sommato di impatto limitato, almeno per quanto riguarda il risparmio fiscale: un lavoratore con un reddito medio, infatti, può arrivare a risparmiare circa 50 euro l’anno aumentando i versamenti fino al nuovo massimo consentito.

Ma c’è un’altra questione a cui si sta dando ancora poca enfasi. Ed è qui che la riforma diventa davvero interessante: l’aumento della deducibilità porta con sé anche l’innalzamento della cosiddetta “extradeducibilità” riservata ai neoassunti, che ora può arrivare fino a 7.950 euro annui. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Fondi Pensione: le nuove regole su deducibilità ed extradeducibilità

Come già accennato, la Legge di Bilancio 2026 interviene in modo significativo sulla normativa di riferimento in materia di fondi pensione, ossia il Decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252. Le modifiche riguardano, in particolare, l’articolo 8: da un lato il comma 4, che disciplina l’innalzamento del tetto di deducibilità fiscale dei contributi fino a 5.300 euro annui; dall’altro — come diretta conseguenza — il comma 6, relativo alla cosiddetta extradeducibilità dei contributi versati dai lavoratori neoassunti.
In particolare, quest’ultimo comma stabilisce che:

Ai lavoratori di prima occupazione successiva alla data di entrata in vigore del presente decreto e, limitatamente ai primi cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari, è consentito, nei venti anni successivi al quinto anno di partecipazione a tali forme, dedurre dal reddito complessivo contributi eccedenti ((il limite di cui al comma 4 pari all’ammontare complessivo dei contributi deducibili nei primi cinque anni di partecipazione ma non effettivamente versati e comunque per un importo non superiore alla metà del predetto limite annuo di cui al comma 4)).

In altre parole, se nei primi 5 anni di iscrizione non si è raggiunta la soglia massima deducibile, la differenza non utilizzata può essere sfruttata nei 20 anni successivi. Ma come funziona e quanto posso dedurre al massimo?

Cos’è l’extradeducibilità dei fondi pensione e come funziona dopo la Legge di Bilancio 2026

L’extradeducibilità rappresenta un vantaggio fiscale spesso poco considerato, ma che può diventare molto rilevante se sfruttato correttamente. Con le nuove soglie introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, il potenziale risparmio fiscale aumenta ulteriormente.
Per poterne beneficiare è necessario essere iscritti a una forma di previdenza complementare e aver versato, nei primi cinque anni di adesione al fondo, importi inferiori al limite ordinario di deducibilità. La differenza tra quanto effettivamente versato ogni anno e il tetto massimo consentito viene infatti “accantonata” e genera una sorta di bonus fiscale.
Questo bonus può essere utilizzato a partire dal sesto anno di adesione al fondo e per i venti anni successivi, con un limite annuo pari alla metà della deducibilità ordinaria. In altri termini, l’extradeducibilità massima annua è ora pari a 2.650 euro (la metà di 5.300 euro). Ne consegue che il nuovo tetto complessivo, dato dalla somma tra deducibilità ordinaria ed extradeducibilità, raggiunge i 7.950 euro annui.

Un esempio aiuta a chiarire meglio il funzionamento del meccanismo.
Immaginiamo un lavoratore che aderisce a un fondo pensione e che, nei primi cinque anni, versi 2.400 euro all’anno. Considerando un limite ordinario di deducibilità pari a 5.300 euro, ogni anno rimane una quota di deducibilità non utilizzata pari a 2.900 euro. Al termine del quinquennio, il lavoratore avrà quindi maturato una capienza complessiva di 14.500 euro, che rappresenta il suo “credito” di extradeducibilità.
A partire dal sesto anno di adesione al fondo pensione — e per ciascuno dei venti anni successivi — il lavoratore potrà superare il limite ordinario di deducibilità di 5.300 euro, beneficiando di un’ulteriore deduzione fino a 2.650 euro annui. L’extradeducibilità potrà essere utilizzata progressivamente fino a completo esaurimento della capienza accumulata, pari, nel nostro esempio, a 14.500 euro.
Si tratta di un meccanismo pensato per consentire ai lavoratori di sfruttare pienamente i benefici fiscali della previdenza complementare, compensando i versamenti più contenuti effettuati nei primi anni di carriera. La logica della norma è semplice: si presume che i giovani lavoratori dispongano inizialmente di minori risorse economiche, che tendono ad aumentare nel corso del tempo. L’extradeducibilità offre quindi la possibilità di “recuperare” negli anni successivi quanto non versato all’inizio.
Attenzione però: i nuovi limiti si applicano esclusivamente ai contributi versati a partire dal 2026. Per gli anni precedenti restano validi i tetti di deducibilità previgenti.