Flavio Cattaneo come Brad Pitt; guadagnati oltre 30 milioni di euro in un anno

Simone Micocci

29 Luglio 2017 - 18:00

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Flavio Cattaneo lascia Telecom con un assegno da 30,2 milioni di euro: ottime capacità di negoziazione o era tutto concordato con Vivendi?

Cosa accomuna Flavio Cattaneo, ex amministratore delegato di Telecom, e la star hollywoodiana Brad Pitt? Lo stipendio; infatti nell’ultimo anno sia Cattaneo che Brad Pitt hanno guadagnato una cifra di poco superiore ai 30 milioni di euro.

Se per Brad Pitt non c’è da meravigliarsi visto che da diversi anni lo troviamo nella top ten degli attori più pagati di Hollywood, per Flavio Cattaneo il discorso è differente. L’ex amministratore delegato di Tim, che qualche giorno fa ha rescisso consensualmente il suo contratto, in soli 471 giorni alla guida della compagnia telefonica è riuscito a guadagnare 30,2 milioni di euro, ma il merito non è tutto delle sue doti manageriali.

Infatti, buona parte del guadagno percepito in poco più di un anno è frutto dal premio che Cattaneo ha ricevuto una volta rescisso il contratto che lo legava con Tim.

Un fatto che sta facendo discutere e non solo perché quanto guadagnato da Cattaneo in un solo anno va contro ogni principio etico, ma anche perché sembra che quanto successo in questi giorni fosse concordato da tempo con i vertici di Vivendi.

Quanto ha guadagnato Flavio Cattaneo grazie a Tim?

In soli 471 giorni di attività come amministratore delegato di Tim, Flavio Cattaneo si porta a casa un assegno da 30,2 milioni di euro.

Come si è arrivati ad una cifra del genere? Tanto per cominciare Cattaneo ha ricevuto un bonus entrata di 2,5 milioni, versati da Telecom per strapparlo ad Italo. A questo si aggiungono 2,7 milioni di euro che l’ex amministratore delegato di Tim ha percepito nel 2016 sotto forma di retribuzione fissa.

In totale siamo a 5,2 milioni, ai quali si somma il premio che Cattaneo ha ricevuto una volta rescisso il contratto. Nell’aprile del 2016, infatti, questo ha raggiunto un accordo con i francesi in merito ad un premio - con importo massimo di 40 milioni di euro - che avrebbe ricevuto alla scadenza del contratto nel 2020 qualora avesse superato tutti gli obiettivi prefissati.

Come confermato dal comunicato stampa di Tim di poche ore fa i risultati raggiunti dall’amministrazione Cattaneo sono molto buoni, tant’è che l’ad lascia l’azienda con un fatturato un aumento del 7,4%, un ebitda al +10,4% e un indebitamento sceso di 2,4 miliardi.

Probabilmente questo è uno dei motivi per cui Flavio Cattaneo è riuscito ad ottenere il premio - per la quasi totalità dell’importo - nonostante la rescissione anticipata del contratto. Nel dettaglio, tra 22,9 milioni di Special Award 2016-2017 e 2,1 milioni sotto forma di patto di non concorrenza per un anno, Cattaneo ha abbandonato Tim con un assegno di 25 milioni di euro in tasca. In totale ha guadagnato 30,2 milioni in meno di un anno e mezzo, uno stipendio di circa 64mila euro al giorno.

Cifre sorprendenti, alla pari di quanto percepito ogni anno da una star di Hollywood (Brad Pitt nel 2016 ha guadagnato 31,5 milioni di dollari) o da un calciatore di fama internazionale (Cristiano Ronaldo ne riceve 32 milioni dal Real Madrid).

Flavio Cattaneo lascia Tim: era già stato deciso?

Leggendo le cifre della risoluzione del contratto di Flavio Cattaneo da Tim in molti si sono chiesti come è stato possibile che un manager esperto come Arnaud de Puyfontaine abbia acconsentito a riconoscere 25 milioni di premio ad un amministratore delegato per un solo anno di lavoro.

Si tratta di un errore del manager parigino oppure dietro alle dimissioni di Cattaneo si nasconde qualcosa? C’è chi è convinto che quanto successo in queste ore fosse già stato deciso da tempo.

Infatti, è probabile che la scelta di Cattaneo come amministratore delegato sia stata forzata, poiché quello che sarà il nuovo chief operating officier di TIM - il manager israeliano Amos Genish - lo scorso anno non poteva firmare perché vincolato da un patto di non concorrenza con la compagnia spagnola Telefonica.

Ed è per questo che i francesi hanno ripiegato su Cattaneo affidandogli il compito di tagliare tutti i costi possibili così da lasciare un’azienda in salute al suo successore designato. Un compito che probabilmente il manager italiano poteva accettare solo dietro la promessa che sarebbe stato ampiamente ripagato per il lavoro svolto.

Potrebbe essere andata così, oppure semplicemente Cattaneo ha messo in campo tutta la sua abilità di negoziazione per ricevere il premio nonostante la rescissione anticipata; probabilmente, però, non sapremo mai la verità.

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