A breve il gruppo Fiat Chrysler Automobiles si fonderà con i francesi di PSA dando origine a Stellantis. Questo sarà il quarto gruppo automobilistico al mondo per numero di auto immatricolate. L’obiettivo sarà quello di crescere ancora diventando il primo gruppo al mondo superando anche Volkswagen e Toyota. Non tutti però sono contenti di questa operazione.

Cresce la preoccupazione sul futuro di Fiat Chrysler in Italia

La Fiom di Torino nelle scorse ore ha parlato di lenta eutanasia per Fiat Chrysler. Edi Lazzi, segretario generale della Fiom ha espresso non poche preoccupazioni per il polo automobilistico piemontese. A Mirafiori al momento l’unica certezza è rappresentata dalla Fiat 500 elettrica ma secondo il sindacalista ciò non basta. A Mirafiori invece per il momento non vi sono certezze per il futuro.

Preoccupa il fatto che nel 2020 tra Grugliasco e Mirafiori si siano prodotte meno di 8 mila auto. Sicuramente il lockdown per il coronavirus ha influito su questi numeri, ma in ogni caso siamo lontani dalla produzione degli scorsi anni che comunque veniva considerata già all’epoca non sufficiente. Anche la fusione con PSA non piace molto alla Fiom di Torino. Secondo Lazzi più che di fusione si può parlare di acquisizione di Fiat Chrysler da parte di PSA.

Lazzi mette in evidenza come nel futuro consiglio d’amministrazione di Stellantis la maggioranza sia rappresentata dai membri di PSA compreso anche il futuro amministratore delegato. Dunque non stupisce il fatto che la nuova Fiat Punto sarà fatta in Polonia e che nessuna nuova piattaforma sarà prodotta in Italia.

Lazzi chiede maggiore concretezza a John Elkann e ricorda alla famiglia Agnelli di essere debitori nei confronti di Torino. Vedremo dunque se qualcuno in Fiat Chrysler rassicurerà lavoratori e sindacati sul futuro del gruppo italo americano in Italia ed in particolare su quello che accadrà nei prossimi anni a Mirafiori e Grugliasco.