Ferie durante il preavviso: conseguenze, sanzioni ed eccezioni

Simone Micocci

23/09/2021

23/09/2021 - 10:37

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Si può godere del preavviso durante le ferie? Sì, ma ci sono delle conseguenze sulle quali è bene essere informati.

Ferie durante il preavviso: conseguenze, sanzioni ed eccezioni

Il lavoratore che rassegna le dimissioni deve sottostare a determinate regole: una di queste riguarda l’obbligo del preavviso (non necessario in alcune occasioni, come ad esempio per le dimissioni per giusta causa), il quale non si può aggirare prendendo in considerazione l’opzione ferie.

Ci sono lavoratori che potrebbero pensare: “Rassegno le dimissioni e le ferie residue le sfrutto nel periodo di preavviso”. Ebbene, non è così: la normativa riconosce al datore di lavoro questa tutela, interrompendo il decorso del preavviso nel caso si fruisca delle ferie, come pure in altre occasioni.

Proprio la ratio del preavviso dimissioni, infatti, impedisce al lavoratore di sfruttare ferie e permessi in questo periodo. D’altronde, questo strumento è stato introdotto proprio per dare all’azienda il tempo di organizzarsi all’uscita del lavoratore, ad esempio per cercare un sostituto, senza andare a intaccare sulla produzione. Vale, quindi, il principio per cui il preavviso deve essere lavorato.

Preavviso di dimissioni: cos’è e quanto dura

Il rapporto di lavoro può essere interrotto sia per volontà del dipendente che del datore di lavoro, con il licenziamento o con le dimissioni. In entrambi i casi la cessazione del rapporto lavorativo avviene dopo un lasso di tempo che viene detto “preavviso”, che serve all’azienda per trovare un nuovo dipendente o al lavoratore per trovare una nuova occupazione.

La durata del periodo di preavviso è fissata dal CCNL di categoria, e dipende anche dall’anzianità e dal livello d’inquadramento raggiunto dal lavoratore.

Durante il preavviso delle dimissioni il lavoro prosegue regolarmente, significa che il lavoratore continua a lavorare percependo la normale retribuzione.

Le ferie durante il preavviso sono possibili, ma ci sono delle conseguenze

Attenzione però: nonostante quanto appena detto non significa che il lavoratore debba rinunciare al godimento delle ferie durante il preavviso. Questo può comunque richiederle, e fruirne, ma in tal caso deve essere consapevole che il decorrere del preavviso si ferma, per poi riprendere al momento del ritorno in ufficio.

Dal momento che il preavviso deve essere lavorato, infatti, questo si sospende in tutte quelle occasioni in cui il dipendente non si presenta in ufficio, come ad esempio per:

  • Malattia;
  • Infortunio;
  • Maternità;
  • Richiamo alle armi;
  • Ferie e permessi.

Anche la malattia rinvia i termini del preavviso, figuriamoci le ferie.

Per capire meglio cosa succede al lavoratore che fruisce delle ferie durante il preavviso possiamo fare un esempio. Pensiamo al dipendente che rassegna le dimissioni con preavviso obbligatorio di un mese, per il quale l’ultimo giorno di lavoro dovrebbe essere il 1° ottobre.

Questo a settembre fruisce di due settimane di ferie autorizzate dall’azienda: ebbene, il preavviso si sospende per tutto il periodo, dunque l’ultimo giorno di lavoro viene rinviato al 14 ottobre.

Quando le ferie non sospendono il preavviso

Potrebbe comunque esserci un accordo tra datore di lavoro e dipendente, dove a quest’ultimo viene data la possibilità di fruire delle ferie residue senza andare a sospendere il periodo di preavviso.

D’altronde potrebbe essere nell’interesse dell’azienda far smaltire tante più ferie residue possibili, in quanto altrimenti queste dovrebbero essere pagate alla fine del rapporto di lavoro.

Va detto, però, che un tale accordo andrebbe fatto per iscritto e firmato da entrambe le parti, con il datore di lavoro che dunque rinuncia alla possibilità che tutto il preavviso debba essere lavorato, autorizzando dunque il godimento delle ferie.

Cosa succede se nonostante le ferie non si rinvia il preavviso

Senza accordo scritto tra datore di lavoro e dipendente, non è possibile godere delle ferie senza sospendere il preavviso. O meglio, è possibile ma in quel caso bisognerà rispondere al datore di lavoro del pagamento della cosiddetta indennità di mancato preavviso.

Nel dettaglio, la legge prevede che la parte che recede dal rapporto di lavoro senza rispettare il preavviso contrattuale, in questo caso il dipendente, debba farsi carico dell’indennità di mancato preavviso. Questa ha un importo pari alla retribuzione che il lavoratore avrebbe percepito durante il periodo di preavviso non prestato.

Torniamo all’esempio precedente dunque: il lavoratore va in ferie per 14 giorni ma anziché rinviare il termine del preavviso al 14 ottobre decide comunque di andarsene il 1° ottobre. Ebbene, in tal caso questo - non avendo lavorato per tutto il periodo del preavviso - dovrà pagare un’indennità per mancato preavviso d’importo pari allo stipendio percepito in 14 giorni di lavoro.

Quando il preavviso di dimissioni non è necessario

Prima di concludere, ricordiamo in quali casi il lavoratore dimissionario non è soggetto all’obbligo del preavviso. Ciò è possibile nel caso delle dimissioni per giusta causa, come pure per le dimissioni nel periodo di maternità.

Non è dovuto il preavviso neppure durante in caso di dimissioni al termine del periodo di prova, come pure per la risoluzione consensuale del rapporto.

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