Falsa malattia: i rischi per datore di lavoro e dipendenti

Falsa malattia: vediamo i rischi per datore di lavoro e dipendenti. Quando scatta il licenziamento e quando addirittura il carcere.

Falsa malattia: i rischi per datore di lavoro e dipendenti

Falsa malattia: quali sono i rischi per il datore di lavoro? E per i dipendenti? Da un mese circa ormai siamo in isolamento in tutta Italia. Le fabbriche, aziende e la maggior parte delle attività sono chiuse a causa dell’emergenza coronavirus.

Questa emergenza ci pone di fronte a una questione fondamentale e vale a dire la falsa malattia e i rischi a questa connessi per datore di lavoro e per i dipendenti. Abbiamo visto che proprio all’inizio di questa emergenza si sono registrati casi di false malattie e ferie obbligate ai dipendenti.

In questo articolo cerchiamo di capire in linea generale perché la falsa malattia è una truffa ai danni dell’INPS e quindi dello Stato e quali sono i rischi in cui può incorrere il datore di lavoro e anche il dipendente.

Falsa malattia: rischi datore di lavoro e dipendenti

Parlando di falsa malattia partiamo dal considerare quali sono i rischi per il datore di lavoro e per i dipendenti che vengono meno al rispetto delle regole in materia.

Il datore di lavoro potrebbe indurre il suo sottoposto a un congedo per problemi di salute facendo sì che a pagare (in una situazione di emergenza come quella da coronavirus per esempio) sia l’INPS.

Ovviamente si tratta di istigazione a commettere quella che a tutti gli effetti è una truffa. Inoltre anche il lavoratore che da non malato si concede quella che a tutti gli effetti è una falsa malattia rischia un procedimento penale.

Il datore di lavoro che chiede a un dipendente di mettersi in malattia può essere denunciato dallo stesso. Altresì è lo stesso datore di lavoro che può denunciare e licenziare un lavoratore che esibisce un certificato di falsa malattia.

Il lavoratore che richiede la malattia senza alcun problema di salute rischia molto: non solo un procedimento civile, ma anche quello penale come conferma una sentenza della Cassazione del 2018.

Per quanto riguarda il procedimento di carattere civile possiamo dire che il lavoratore incorre nel licenziamento. Infatti anche per un solo giorno di falsa malattia il datore di lavoro può decidere di licenziare il dipendente per giusta causa e quindi senza alcun preavviso.

Il datore di lavoro deve però attivare un procedimento disciplinare a carico del dipendente che avrà 5 giorni di tempo per fornire le proprie giustificazioni in merito. All’esito del procedimento disciplinare il datore di lavoro può procedere al licenziamento senza il preavviso dovuto secondo il contratto collettivo di riferimento.

Vediamo allora perché il lavoratore che usufruisce di un periodo di falsa malattia può rischiare anche un procedimento penale.

Falsa malattia: il dipendente rischia anche il penale

Vi è anche il caso in cui il dipendente in falsa malattia rischia il penale. Produrre un certificato medico falso è infatti un reato e per quanto l’INPS possa cercare di fare i suoi debiti controlli inviando il medico fiscale presso il domicilio del dipendente malato, non sempre vi riesce.

Tuttavia il lavoratore in falsa malattia non solo può essere licenziato per giusta causa, ma lo stesso datore di lavoro può denunciarlo per truffa. Questa di fatti è ai danni dello Stato dal momento che è l’INPS a pagare l’indennità al lavoratore malato (immaginario).

A confermarlo è di fatto anche una sentenza della Cassazione, la numero 47286 del 7 ottobre 2018 in cui ha condannato il dipendente a 9 mesi di reclusione e 150 euro di multa per falsa malattia.

Il dipendente non solo aveva truffato lo Stato e moralmente anche il datore di lavoro con la falsa malattia pur certificata, ma contemporaneamente, e questo ha permesso di incastrarlo, lavorava nel periodo di malattia presunta per un’altra azienda. Un rischio altissimo dunque dal momento che la falsa malattia si configura come un reato vero e proprio civile e penale.

Ricordiamo che la Cassazione più volte si è espressa in merito alla possibilità di lavorare durante la malattia, ma questo può avvenire non quando questa sia falsa, ma quando la malattia sia accertata, ma ovviamente entro certi limiti:

  • il secondo lavoro non deve essere in concorrenza con il primo;
  • il secondo lavoro non deve compromettere in alcun modo la guarigione del dipendente in malattia e quindi il suo rientro sul posto di lavoro.

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1 commento

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Cristina Ciccarelli • 31 marzo

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