Coronavirus: FCA e Ferrari fabbricheranno respiratori?

FCA e Ferrari contribuiranno alla lotta al coronavirus iniziando a fabbricare respiratori?

FCA e Ferrari potrebbero mettere i propri stabilimenti a disposizione per incrementare la produzione di ventilatori per la respirazione assistita.

Si tratta di macchinari medicali che si stanno rivelando di importanza cruciale per combattere la sintomatologia più grave causata dalla COVID-19 e necessari a potenziare la risposta delle terapie intensive negli ospedali.

Il coronavirus, infatti, colpisce principalmente il sistema respiratorio, causando gravi polmoniti, che possono essere tenute sotto controllo soprattutto aiutando i pazienti a non subire fatali carenze di ossigeno tramite questi dispositivi.

FCA e Ferrari contro il coronavirus: le novità

La tecnologia medicale e quella automotive hanno in comune molti processi produttivi, in particolare, per quanto riguarda le componenti elettroniche e meccaniche. Per questo, l’industria dei motori è anche quella che meglio si presta a una possibile e celere conversione.

Con le cause auto, secondo quanto riferito da Milano Finanza e dall’agenzia Reuters, sarebbe in trattative la Siare Engineering, una società del bolognese specializzata proprio nella produzione di macchinari per la terapia intensiva.

La natura degli accordi è ancora incerta

Non è chiaro ancora di che natura saranno gli accordi, ma le opzioni possibili sono due: la prima è che le società automobilistiche contribuiscano a potenziare la capacità produttiva di Siare Engineering, la seconda è che venga trasferita parte della produzione negli impianti di FCA e Ferrari, approfittando anche della forza commerciale di queste ultime per l’approvvigionamento di componenti e materiali necessari alla produzione su scala.

Intanto, anche Elon Musk, amministratore delegato di Tesla, ha dichiarato di essere pronto a produrre ventilatori per la respirazione, qualora fosse necessario.

MF riferisce, infine, che potrebbero essere destinati allo stesso scopo anche gli impianti del Lingotto in USA. Secondo alcune indiscrezioni, anche Donald Trump avrebbe chiesto alle più importanti realtà automotive del Paese, quindi anche Ford e General Motors, di impegnarsi nello stesso progetto.
La decisione è attesa nelle prossime ore.

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