Euro-dollaro, previsioni Fed: target price e possibili reazioni in attesa della Yellen

Matteo Bienna

21/09/2016

21/09/2016 - 10:21

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Il cambio euro-dollaro nelle ore della riunione Fed: tassi di interesse USA ago della bilancia, euro in fase di lieve calo. Cosa accadrà?

Il cambio euro-dollaro ha testato durante la giornata di ieri quota 1,12 prima di scendere nuovamente sotto l’1,115, mentre aumentano le tensioni con l’avvicinarsi delle 20:00 di oggi.

Le ore della riunione Fed sono ormai arrivate e presto si saprà se il dibattito nel FOMC porterà o meno ad un rialzo dei tassi di interesse USA, con Barclays e BNP che scommettono su un intervento da parte della Yellen.

Gli ultimi dati sull’inflazione USA hanno restituito vigore a chi crede possibile una stretta monetaria nella riunione di settembre, sebbene la maggior parte degli operatori si schieri ancora con chi ritiene troppo avventata e prematura una presa di posizione già da stasera.

Dopo aver visto le reazioni dello yen alla riunione della Bank of Japan, capiamo ora come euro-dollaro si appresta ad affrontare le poche ore che lo separano dalla decisione della Fed.

Cambio euro-dollaro in vista della riunione Fed: focus su tassi di interesse

Il cambio euro-dollaro fallisce il tentativo di rialzo nella giornata di ieri e torna a testare il supporto a 1,1128, in un chiaro movimento attendista.

I giorni della riunione Fed sono infatti arrivati e proprio in queste ore i membri del FOMC stanno discutendo la possibilità di rialzare o meno i tassi di interesse.

Anche se le parole della Yellen nella conferenza stampa delle 20:30 saranno importanti per capire le prospettive future della Fed, è palese come la pubblicazione dei tassi di interesse rappresenti il focus principale per i mercati.

Attualmente fermi al +0,50% hanno costituito per tutto il 2016 l’oggetto di un lungo dibattito che ha visto più membri del FOMC schierarsi nei partiti opposti, con il mercato che rimane scettico su un possibile rialzo nella serata odierna.

Il cambio euro-dollaro è quindi pronto a reagire e a rompere la situazione di stallo che porta avanti da dopo la Brexit:

Nel grafico giornaliero è possibile osservare come EUR/USD si sia mantenuto in questo inizio di settimana al di sopra del supporto di 1,115, incapace però di risalire al di sopra della media mobile a 20 periodi, in celeste, e di quota 1,12.

Con le prime ore di oggi si è però manifestato un accenno di ribasso che ha portato il cambio a gravitare tra l’,115, ora resistenza, e il supporto ancora più rilevante a 1,1128.

Il movimento di consolidamento tra le due medie mobili si è quindi interrotto ma sarà destinato ad essere stravolto dall’intervento della Yellen e in particolar modo da un eventuale intervento sui tassi di interesse.

Un aumento dei tassi al di sopra del +0,50% si tradurrebbe in un rafforzamento deciso del dollaro USA, con il mercato che sarebbe colto per lo più di sorpresa.

L’afflusso di ordini di acquisto verso la valuta a stelle e strisce porterebbe euro-dollaro verso la parete inferiore del triangolo di accumulazione, in blu, e verso quota 1,10.

In particolare 1,1128 e 1,1070 sono i due principali supporti in caso di ribasso, la cui violazione li renderebbe resistenze per eventuali tentativi di ritracciamento.

La stretta monetaria, se dovesse avvenire, avrebbe ripercussioni a breve e a medio termine, conducendo con ogni probabilità la moneta unica a tornare anche al di sotto dell’1,10, verso i valori abbandonati lo scorso dicembre.

L’attesa che continua ad accompagnare ogni riunione della Fed è infatti in costante crescita, viste le numerose promesse arrivate dalla Yellen e da altri membri del FOMC, così un intervento che finalmente si manifesti non potrebbe che irrompere con decisione sul cambio euro-dollaro.

Se le cose dovessero rimanere così come sono, con i soliti toni dovish e un rinvio al mese di dicembre, sarà lecito attendersi un recupero da parte dell’euro sul dollaro. In questo caso il movimento dovrebbe essere meno intenso rispetto al primo caso, in quanto previsto dal mercato, ma capace di testare almeno la parte alta di 1,12 e la parete superiore del triangolo.

Guardando al rialzo sono 1,1240 e 1,1286 i due livelli chiave per uscire dalla figura di accumulazione, con quota 1,13 a quel punto possibile punto di partenza per le successive giornate.

Ora il prezzo viaggia intorno alla metà del range di prezzo coperto con gli ultimi swing, segnale di evidente incertezza da parte del mercato. Ma spesso è proprio l’incertezza la premessa più adeguata a grossi cambiamenti.

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