Euro Dollaro in rialzo: crisi ucraina e politica Bce in focus, cosa aspettarsi

Violetta Silvestri

23/02/2022

23/02/2022 - 16:36

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Nella coppia EUR/USD la moneta unica sta guadagnando terreno. Alla base dei movimenti del tasso di cambio c’è ovviamente lo scenario ucraino, osservato speciale. Sotto i riflettori anche la BCE.

Euro Dollaro in rialzo: crisi ucraina e politica Bce in focus, cosa aspettarsi

L’EUR/USD si muove in territorio positivo a circa 1,1345 nella giornata di mercoledì 23 febbraio 2022: gli asset di rischio in ripresa stanno rendendo difficile per il biglietto verde trovare domanda.

In assenza di pubblicazioni di dati ad alto impatto, gli investitori continueranno a valutare gli ultimi sviluppi geopolitici sul valutario, con un orecchio sempre teso verso le diverse dichiarazioni di funzionari BCE.

La situazione ucraina ha senza dubbio messo in subbuglio i piani delle principali banche centrali mondiali, suscitando qualche perplessità in più sull’aggressività dell’inasprimento. Cosa farà la BCE il 10 marzo?

L’euro attende novità monetarie, nel pieno della crisi in Europa orientale. Alle ore 15.17 circa la coppia EUR/USD scambia a 1,1344 con un +0,17.

Euro Dollaro: i fattori Ucraina e BCE guidano la coppia

L’euro è salito rispetto al dollaro il 23 febbraio 2022, con gli investitori che si preparano a ulteriori sviluppi nella crisi ucraina dopo che i Paesi occidentali hanno annunciato sanzioni contro la Russia.

In questo momento così particolare per i mercati e la politica internazionale, anche il Forex guarda all’Europa Orientale.

“Il movimento a breve termine in tutte le coppie di valute è principalmente guidato dai livelli di escalation”, ha affermato Moritz Paysen, consulente forex e tassi di Berenberg.

La moneta unica ha messo in scena un leggero rimbalzo dal suo minimo rispetto a due settimane fa registrato ieri.

Ora, tutti i riflettori si sono accesi sull’incrocio di fattori provenienti dalla tensione geopolitica in Ucraina e dalle prossime mosse BCE (in riunione il 10 marzo) e su come essi influenzeranno l’euro.

Alcuni analisti, per esempio, si aspettano che la crisi ucraina influirà sulle decisioni a Francoforte.

“Un’ulteriore escalation sembra sempre più probabile e ci si può aspettare che motiverà un messaggio cauto da parte della BCE alla riunione del 10 marzo”, hanno affermato gli analisti del Gruppo SEB.

Secondo gli esperti di Commerzbank, “la politica monetaria sta passando in secondo piano e l’avversione al rischio è al posto di guida. Se la situazione in Ucraina dovesse degenerare ulteriormente, la coppia EUR-USD potrebbe quindi facilmente fare un altro tentativo verso 1,12.

Cosa significa questo? Da una parte la crisi russo-ucraina sta spingendo in alto ancora di più i prezzi energetici, mandando in tilt l’inflazione. Un dato che potrebbe spingere la BCE ad attivarsi con un rialzo dei tassi prima del previsto.

Tuttavia, il fattore scatenante l’impennata inflazionistica sarebbe esogeno, stando alle parole di Lagarde, e dunque non facilmente indirizzabile - nei tempi brevi almeno - dalla politica monetaria BCE. Quindi, la banca centrale potrebbe preferire mosse caute per preservare la ripresa economica, a maggior ragione di un’incertezza dilagante con la guerra.

L’euro, con maggiori rischi di guerra e con la prudenza BCE, non dovrebbe rafforzarsi.

Infine, sebbene la moneta unica possa trovare una certa domanda nel caso in cui l’umore del mercato continui a migliorare, un altro rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato statunitensi dovrebbe aiutare il dollaro a rimanere resiliente rispetto ai suoi principali rivali.

D’altro canto, è probabile che uno spostamento negativo nella percezione del rischio renda difficile per la moneta comune trovare domanda. In tal caso, EUR/USD potrebbe perdere guadagni, ma in modo limitato se anche i rendimenti dei T-bond statunitensi inizieranno a scendere.

Da considerare sempre, inoltre, il ruolo del biglietto verde come asset rifugio in tempi turbolenti.

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