Erasmus tra Nord a Sud: cos’è la proposta delle Sardine

Mattia Santori, leader delle Sardine, propone un progetto Erasmus interno tra Nord e Sud. Lo scopo è aumentare l’integrazione e la comunicazione tra studenti e Atenei di tutta Italia, ma per alcuni si tratta di una “follia”.

Erasmus tra Nord a Sud: cos'è la proposta delle Sardine

Un Erasmus tra Nord a Sud Italia, questa la proposta delle Sardine al Ministro per il Sud e la Coesione territoriale Giuseppe Provenzano. In questo modo gli studenti universitari di Torino potrebbero trascorrere un semestre a Napoli, quelli di Bolzano a Palermo e così via. L’idea di Mattia Santori riguarda tutti gli Atenei sparsi per lo stivale e si estende a qualsiasi indirizzo di studi e specializzazione.

L’Erasmus da Nord a Sud non piace a tutti, anzi molti esponenti politici e alcuni giornalisti lo stanno criticando duramente, in quanto sarebbe un’idea grossolana e troppo simile alla commedia “Benvenuti al Sud”, e non certo la soluzione ideale per aumentare la cooperazione tra meridione e settentrione.

Dall’altra parte però, c’è anche chi ha accolto l’idea con entusiasmo e ne vede un’ottima occasione per mettere in contatto gli studenti italiani, accrescere le conoscenze e aumentare le collaborazioni universitarie.

Erasmus tra Nord e Sud: la proposta delle Sardine

In occasione dell’incontro tra gli esponenti del movimento delle Sardine e il Ministro del Sud Giuseppe Provenzano, Mattia Santori ha proposto la sua ricetta per diminuire le disparità tra Nord e Sud ed accrescere la cooperazione studentesca: un Erasmus interno che permetterà agli studenti del Sud Italia di trascorrere parte dell’anno accademico al Nord, e viceversa. Funzionerà allo stesso modo del normale progetto Erasmus, vale a dire che gli studenti universitari potranno seguire le lezioni e dare gli esami in un altro Ateneo, e poi chiedere il riconoscimento dei crediti sostenuti una volta tornati.

Lo si apprende dalle dichiarazioni di Mattia Santori:

«Tra le nostre proposte, per cambiare il paradigma, perché non ripristinare fin dall’Università una sorta di Erasmus tra regioni del sud e del nord? - ha spiegato Santori - Perché un napoletano non può farsi sei mesi al Politecnico di Torino e un torinese sei mesi a Napoli o a Palermo per studiare archeologia, arte, cultura o diritto? Un’altra cosa che abbiamo chiesto, visto che c’era il nostro rappresentante pugliese, sarebbe bello portare a Taranto l’Unione europea per spiegare cos’è questo Green New Deal, attraverso un summit con esperti internazionali, per spiegare alla cittadinanza la complessità di un problema che coniuga ambiente, salute e lavoro».

Idea geniale o pessimo remake di Benvenuti al Sud? L’opinione politica e studentesca è divisa sulla concreta utilità dell’Erasmus interno. Per alcuni potrebbe rivelarsi un metodo utile per avvicinare realtà molto distanti tra loro, per molti altri però si tratta dell’ennesimo cliché.

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