Equitalia, abolizione o riforma? Ecco cosa dicono FMI ed OCSE

L’abolizione di Equitalia è possibile o è soltanto un altro slogan del Governo Renzi? L’ente di riscossione più temuto dai cittadini potrebbe essere arrivato al capolinea ma i report del FMI e dell’OCSE mostrano come abolire non è abbastanza.

A fine maggio il Premier Renzi ha annunciato attraverso i Social Network di essere intenzionato ad abolire Equitalia. Una riorganizzazione delle agenzie che comporterebbe la scomparsa dell’ente di riscossione accusato di essere troppo severo e vessatorio nei confronti dei cittadini debitori e il suo assorbimento nell’Agenzia delle Entrate. La volontà di abolire Equitalia è stata ripresa dallo stesso premier lo scorso 12 luglio nel corso di un’intervista ai microfoni della radio Rtl 102.5.

Ecco alcuni dati importanti sull’attività di riscossione di Equitalia e cosa si legge nei relativi rapporti OCSE ed FMI.

Bye bye Equitalia: cosa significa salutare l’ente di riscossione?

Equitalia, vale la pena ricordarlo, è una Spa a capitale totalmente pubblico, controllata per il 51% dall’Agenzia delle Entrate e per il 49% dall’Inps. L’ente, responsabile della riscossione dei crediti fiscali, procede inviando le cartelle esattoriali al contribuente incapiente, il quale ha a sua volta 60 giorni di tempo per contestare la notifica. Successivamente, il compito di Equitalia nel caso di mancato pagamento del debito, è quello di procedere alla riscossione coattiva, procedendo con l’ipoteca o il fermo amministrativo dei beni mobili e immobili. L’ente è entrato più volte tra i titoli della cronaca e nelle dichiarazioni pubbliche per la sua eccessiva severità e, a quanto pare, non smette di essere un tema di interesse. Ma, con la sua abolizione, chi si occuperebbe della riscossione del debito?

Equitalia e le misure alla lotta all’evasione in Italia: possiamo farne a meno?

Il tema dell’evasione fiscale in Italia è tutt’altro che semplice da affrontare. Lo dimostrano i due report consegnati dal FMI e dall’OCSE al Governo alla fine del 2015 e resi pubblici alla metà di luglio. Il report, disponibile sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze, mostra come il totale del debito di natura fiscale non riscosso da Equitalia ammonti a circa 760 miliardi. Una lettura analitica del dato mostra come di questa somma, circa 180 miliardi non sono dovuti, in quanto oggetto di annullamento o procedura giudiziale. Il restante debito è ben suddiviso dal report del FMI, il quale mostra come il 10% degli arretrati fiscali si riferisca a debitori insolventi, il 31% a debitori in bancarotta, deceduti oppure a ditte fallite e il 36% invece ad azioni coattive che non hanno ottenuto risultati in termini di riscossioni. Insomma, il 77% dei debiti arretrati risultano non esigibili. La somma di debiti che rimane, circa 115 miliardi, è a sua volta non esigibile poiché rateizzato o oggetto di sospensione. In sostanza, i debiti realmente non riscossi da Equitalia equivalgono a circa 60 miliardi, contro i 35 miliardi che, invece, sono rientrati nelle tasche del fisco. Alla luce di una situazione tanto complessa, viene da chiedersi quali possano essere le strategie per migliorare la riscossione del debito in Italia e per prevenire l’evasione fiscale.

L’abolizione di Equitalia è la soluzione?

I report consegnati al Governo mostrano sicuramente la necessità di un cambiamento in ambito di riscossione del debito da parte del fisco italiano. Quello che i due report presi in esame sottolineano è come la funzione dell’amministrazione fiscale in Italia sia eccessivamente frammentata, con funzioni e ruoli spesso sovrapposti. Numerosi organismi con regole diverse e spesso poco coordinati: il Dipartimento delle Finanze, il Ministero, l’Agenzia delle entrate, l’Agenzia delle dogane, la Guardia di Finanza, Equitalia e l’Inps. Quello che manca è una supervisione strategica in grado di delineare una modalità operativa che riesca a migliorare l’efficacia dell’amministrazione fiscale.

Ad oggi, sottolinea il report del FMI, Equitalia non ha accesso ai dati bancari del debitore, cosa che invece è possibile per i funzionari dell’Agenzia delle Entrate. L’azione congiunta e coordinata delle due agenzie permetterebbe di poter delineare un profilo del debitore, riuscendo quindi ad ottimizzare i tempi e i costi del recupero del debito. Fare un’analisi di priorità, basandosi sull’effettiva possibilità di riscuotere il debito, partendo dalle risorse disponibili del debitore, permetterebbe di ridurre i tempi e l’accumulo di debiti insoluti.

Ma, oltre al problema del recupero del debito, il passo più importante per la riduzione del problema evasione in Italia è sviluppare una strategia in grado di migliorare la Tax compliance, ovvero migliorare ed incentivare il rispetto delle leggi fiscali da parte dei cittadini, soprattutto per quel che riguarda gli obblighi fiscali dei grandi contribuenti. L’Italia, attualmente, occupa la posizione 137 su 189 paesi analizzati per l’indicatore “Pagamento delle tasse”.

Più che l’abolizione di Equitalia serve il coordinamento della riscossione

I due report, che forniscono un’analisi accurata oltre gli slogan di una politica in campagna elettorale permanente, dovrebbero fornire al Governo la base di partenza per una riforma nel settore della riscossione fiscale. Quel che appare evidente e che balza all’occhio è l’immensa mole di debiti non esigibili; per situazioni di difficoltà, nelle quali è evidente l’impossibilità di riscuotere il debito, almeno nell’’immediato, il FMI propone che la riforma si soffermi sulla possibilità di cancellazione del debito, da mettersi in campo in corso d’opera e caso per caso, di modo da non far sprecare alle agenzie di riscossione risorse alla ricerca di debiti non riscuotibili. L’azione di riscossione, al contrario, verrebbe velocizzata, riducendo i tempi di inizio che attualmente variano tra l’uno e i due anni.

Insomma, quel che appare necessario per rendere possibile la diminuizione e il recupero del debito è una riforma di coordinamento, più che di abolizione. Ma, se abolire Equitalia significa creare un sistema più tax friendly per il contribuente, ben venga il bye bye Equitalia affermato a gran voce dal Premier Renzi.

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FMI Equitalia OCSE

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