Effetto BCE sui tassi di Italia e Spagna: nuovi minimi storici, spread ancora giù

Nicola D’Antuono

10 Giugno 2014 - 06:16

Continua l’effetto BCE sui bond sovrani periferici europei: i rendimenti sul decennale di BTp e Bonos hanno aggiornato i minimi di sempre

Effetto BCE sui tassi di Italia e Spagna: nuovi minimi storici, spread ancora giù

Dopo l’annuncio da parte della BCE di una significativa serie di misure monetarie ultra-espansive nel corso del meeting di giovedì scorso, sui mercati obbligazionari non si ferma la discesa dei tassi sui bond sovrani della periferia europea. I rendimenti di BTp e Bonos sono ai minimi storici sulla parte della curva che va da 0 a 10 anni. Ieri i tassi sul titolo di stato italiano a dieci anni sono scesi sotto il 2,7%, mentre quelli sul Bonos spagnolo addirittura sotto il 2,6%.

Giù anche gli spread sovrani, sempre più ai minimi e diretti verso la soglia psicologica di 100 punti base. Da sottolineare come il rendimento del Bonos spagnolo decennale sia sceso su livelli più bassi di quelli attualmente evidenziati dal T-Note americano avente la stessa scadenza: un evento del genere non si verificava dal 2010, poco prima che scoppiasse definitivamente la crisi del debito pubblico in Europa.

In pratica non viene per ora considerato dagli investitori internazionali il differenziale di crescita economica tra la periferia europea e la prima potenza planetaria, nettamente a vantaggio degli Usa nonostante la caduta del pil nel primo trimestre, e nemmeno le forti differenze di rating: Italia e Spagna hanno un giudizio sul merito di credito pari alla Tripla B, mentre gli Stati Uniti hanno di recente ottenuto la conferma del giudizio AA+ di Standard & Poor’s (appena un livello più basso della Tripla A).

Il trend discendente dei tassi europei è chiaramente amplificato dalla recente decisione della BCE di tagliare i tassi di interesse centrali al minimo storico dello 0,15% (dal precedente livello dello 0,25%) e il tasso sui depositi overnight su valori negativi (da 0% a -0,1% per la prima volta da quando è stato introdotto l’euro), praticamente spingendo le banche europee a liberare liquidità dai forzieri della BCE e a riversarli nel sistema economico.