EUR/GPB: gli effetti sulla sterlina dopo l’annuncio sul QE della BCE

Flavia Provenzani

24/01/2015

Come reagisce la sterlina inglese nel mercato del forex dopo l’annuncio dell’arrivo e dell’ammontare del Quantitative Easing della BCE? Il pound sale al livello record di 7 anni.

EUR/GPB: gli effetti sulla sterlina dopo l’annuncio sul QE della BCE

L’arrivo del QE cambia le carte in tavola: ecco come la sterlina inglese reagisce alla notizia dell’ammontare del Quantitative Easing e gli effetti sul cambio EUR/GBP.

La sterlina è salita a livelli da record di quasi sette anni contro l’euro dopo che la Banca Centrale Europea - BCE - ha annunciato che avrebbe messo in atto un Quantitative Easing di più di 1000 miliardi di euro nell’economia dell’eurozona, attraverso l’acquisto di debito pubblico dei Paesi.

Questo è il terzo movimento al rialzo della sterlina contro l’euro, situazione aiutata anche dalla notizia che il tasso di disoccupazione del Regno Unito è sceso ai minimi di sei anni fa e che le vendite di dicembre sono aumentate in modo inatteso.

La sterlina è invece scesa al livello più basso in 18 mesi contro il dollaro, dopo che i dettagli dell’ultima riunione della BOE - Bank of England - hanno mostrato un’unanimità il no all’aumento dei tassi d’interesse, continuando a mantenerli allo 0.5%.

«Siamo riusciti a rimpere dei livelli di supporto e resistenza molto importanti sul cambio EUR/GBP»

ha affermato Peter Kinsella, strategist per la Commerzbank AG di Londra.

«Con l’arrivo del QE e la chiara volontà della BCE di impegnarsi per aumentare il bilancio dell’eurozona, è molto probabile che il movimento verso il basso sul cambio euro sterlina inglese continuerà. Non ha alcun senso ora comprare l’euro sotto un punto di vista di investimento.»

EUR/GPB; gli effetti del QU sulla sterlina
La sterlina è aumentata dell’1,8% a 75,02 pence per 1 euro durante la sessione di Londra di ieri alle 04:55.
Lo stesso giorno ha toccato i 74,28 pence, il livello più forte da febbraio 2008.
La sterlina si è invece indebolita dello 0,8% dal 23 gennaio a 1,5029 dollari, dopo aver sfiorato l’1,4952 dollari lo stesso giorno, il più basso dal luglio 2013.

La valuta britannica si rafforzerà e arriverà a 72 pence per 1 euro entro fine anno, come dicono le previsioni di Peter Kinsella.

Il presidente della BCE Mario Draghi ha annunciato a Francoforte nella giornata di giovedì che la banca centrale comprerà titoli pubblici e privati per un valore di ben 60 miliardi di euro (68 miliardi dollari) al mese, e che il QE è destinato a funzionare fino a settembre 2016.
Ciò implica che ci sarà circa 1 miliardo di euro in più nel mercato, che indebolirà l’euro contro la sterlina e altre valute.

L’euro è sceso del 2.5% a 1,1276 dollari nel corso della settimana ed è arrivato ad un minimo di 1,1115 dollari, un record di 11 anni.

I membri della BOE Martin Weale e Ian McCafferty hanno rinunciato al loro appello per un aumento dei tassi di interesse, voluto per arginare il rischio che il calo dei prezzi del petrolio possa portare ad un’inflazione più debole, come risulta dal verbale della riunione della BOE del 7 e 8 gennaio, pubblicato lo scorso mercoledì a Londra.

Il tasso di interesse di riferimento è fissato al 0,5%, come da marzo 2009.