Durc fiscale, cos’è e chi può richiedere il Durf all’Agenzia delle Entrate

Durc fiscale per sfuggire alle nuove regole sulle ritenute in appalti e subappalti: cos’è e chi può richiedere il Durf all’Agenzia delle Entrate? Tutte le regole nel provvedimento del 6 febbraio 2020.

Durc fiscale, cos'è e chi può richiedere il Durf all'Agenzia delle Entrate

Durc fiscale, cos’è e chi può richiederlo?

Il primo banco di prova delle nuove regole sulle ritenute fiscali in appalti e subappalti è fissato al 17 febbraio 2020, ed è in vista di tale scadenza che è partita la corsa alla richiesta del Durf.

Il rilascio del documento di regolarità fiscale consentirà alle imprese di evitare gli adempimenti incrociati introdotti dal Decreto Fiscale 2020. Requisiti e tempistiche per ottenere il Durf o Durc fiscale sono contenuti nel provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 6 febbraio 2020.

La circolare n. 1/E del 12 febbraio 2020 fornisce inoltre ulteriori dettagli sugli esoneri dagli obblighi di verifica e certificazione delle ritenute operate in appalti e subappalti.

Le tempistiche per il rilascio del Durf dall’Agenzia delle Entrate sono tuttavia critiche, soprattutto considerando la scadenza per gli adempimenti a carico dei sostituti d’imposta fissata al 17 febbraio 2020.

Durc fiscale, cos’è e chi può richiedere il Durf all’Agenzia delle Entrate

Il Decreto fiscale 2020 ha stravolto le regole in materia di ritenute e compensazioni effettuate nell’ambito di appalti, subappalti e simili, di valore superiore a 200.000 euro.

In presenza di determinate condizioni, e per tutti gli appalti, subappalti o affidamento a consorzi di opere o servizi con prevalente utilizzo di manodopera presso le sedi di attività del committenti, con utilizzo di beni strumentali dello stesso committente o ad esso riconducibili in qualunque forma, scatteranno nuovi adempimenti dal ritmo serrato.

Ad analizzarli nel dettaglio è stata l’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 1/E del 12 febbraio 2020, che analizza anche i requisiti per il rilascio del Durf (o Durc fiscale).

Partendo dagli adempimenti, a partire dalle ritenute fiscali relative alle somme corrisposte dal 1° gennaio 2020, viene previsto l’obbligo dell’appaltatore di trasmettere entro 5 giorni dal versamento gli F24 al committente, contenenti i dati dei lavoratori impiegati nell’appalto, ore di lavoro prestate, importo delle retribuzioni e dettaglio delle ritenute operate.

La prima scadenza per la comunicazione degli F24 è fissata al 22 febbraio 2020.

Il committente sarà tenuto ad una verifica approfondita dei dati indicati.

Le nuove regole in materia di appalti, subappalti e simili non si applicano alle imprese che comunichino al committente il rispetto di determinati requisiti, certificati mediante il Durc rilasciato dall’Agenzia delle Entrate.

Durc fiscale, chi può richiedere il Durf all’Agenzia delle Entrate

Possono richiedere il Durc fiscale all’Agenzia delle Entrate i soggetti che:

  • risultino in attività da almeno tre anni,
  • siano in regola con gli obblighi dichiarativi;
  • abbiano eseguito nel corso dei periodi d’imposta cui si riferiscono le dichiarazioni dei redditi presentate nell’ultimo triennio versamenti complessivi, registrati nel conto fiscale per un importo non inferiore al 10 per cento dell’ammontare dei ricavi o compensi risultanti dalle dichiarazioni stesse;
  • che non abbiano iscrizioni a ruolo o accertamenti esecutivi o avvisi di addebito affidati agli agenti della riscossione relativi alle imposte sui redditi, all’Irap, alle ritenute e ai contributi previdenziali per importi superiori a 50 mila euro, per i quali i termini di pagamento siano scaduti e siano ancora dovuti pagamenti o non siano in essere provvedimenti di sospensione.

La circolare inoltre chiarisce che nel caso in cui il committente sia una pubblica amministrazione la sussistenza dei requisiti potrà essere oggetto di autocertificazione.

Durc fiscale, come si ottiene: richiesta presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate

È il provvedimento del 6 febbraio 2020 ad illustrare come ottenere il Durc fiscale.

Agenzia delle Entrate - provvedimento del 6 febbraio 2020
Approvazione dello schema di certificato di sussistenza dei requisiti previsti dall’articolo 17-bis, comma 5, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241

Il Durf sarà messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate a partire dal terzo giorno lavorativo di ogni mese e ha validità di quattro mesi dalla data del rilascio.

La certificazione dei requisiti che consentono di sfuggire ai nuovi adempimenti nell’ambito di appalti e subappalti verrà rilasciata previa verifica dei dati presenti in Anagrafe Tributaria e, nello specifico:

Tabella A – Requisiti previsti alla lettera a) 1 comma 5, art. 17-bis, D.Lgs. 241/97 Requisiti lettera a)Verifica requisito
Esistenza in vita da almeno tre anni Si verifica con riferimento all’ultimo giorno del mese oggetto della richiesta, procedendo a ritroso di tre anni
Regolarità degli obblighi dichiarativi Si verifica che risultino presentate le dichiarazioni dei redditi nell’ultimo triennio, procedendo a ritroso con riferimento all’ultimo giorno del mese oggetto della richiesta
Versamenti in conto fiscale non inferiori al 10 per cento dei ricavi e compensi Per effettuare il confronto tra versamenti registrati in conto fiscale e ricavi e compensi percepiti si considerano i periodi di imposta cui si riferiscono le dichiarazioni presentate nell’ultimo triennio. Si verifica che il totale dei versamenti in conto fiscale registrati nei periodi di imposta cui si riferiscono le dichiarazioni presentate nell’ultimo triennio non sia inferiore al 10% del totale complessivo dei ricavi o compensi risultanti dalle dichiarazioni medesime

Inoltre verrà effettuata la seguente verifica:

Tabella B – Requisiti previsti alla lettera b) 2 comma 5, art. 17-bis, D.Lgs. 241/97 Requisiti lettera b)Verifica requisito
Assenza debiti non soddisfatti “Rilevano le iscrizioni a ruolo o accertamenti esecutivi o avvisi di addebito affidati agli agenti della riscossione relativi alle imposte sui redditi, all’imposta regionale sulle attività produttive, alle ritenute e ai contributi previdenziali per importi superiori ad euro 50.000, per i quali i termini di pagamento siano scaduti e siano ancora dovuti pagamenti o non siano in essere provvedimenti di sospensione. Le disposizioni di cui al periodo precedente non si applicano per le somme oggetto di piani di rateazione per i quali non sia intervenuta decadenza”. Per tale requisito rilevano esclusivamente i debiti riferiti imposte, ritenute e contributi previdenziali, escludendo interessi, sanzioni ed oneri diversi. La sussistenza del requisito deve essere verificata con riferimento all’ultimo giorno del mese oggetto della richiesta

Bisognerà quindi recarsi presso gli uffici presenti sul territorio per ottenerlo. I tempi sono davvero stretti, considerando l’ormai imminente scadenza per le ritenute di gennaio fissata al 17 febbraio per il versamento ed al 22 febbraio per la comunicazione degli F24, e si segnalano le prime difficoltà da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Non è quindi detto che si riesca ad ottenere il Documento di regolarità fiscale nei tempi previsti. È per questo che sono diverse le imprese che hanno chiesto al Ministro dell’Economia, Gualtieri, di prorogare le nuove regole in materia di ritenute negli appalti. Per il momento, però, non si segnalano aperture.

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