Draghi vuole rivoluzionare il Patto di Stabilità?

Violetta Silvestri

13 Maggio 2021 - 15:48

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Lo ha accennato più volte Mario Draghi: il Patto di Stabilità va cambiato. Nel suo ultimo intervento alla Camera le regole di bilancio europee sono state definite inadeguate.

Draghi vuole rivoluzionare il Patto di Stabilità?

Mario Draghi ha scandito con parole decise il suo pensiero sul Patto di Stabilità: “le attuali regole sono inadeguate, lo erano e lo sono di più per l’uscita dalla pandemia.”

L’impressione è che il Presidente del Consiglio abbia intenzione di lottare in prima linea per l’abbandono dei vincoli di bilancio finora utilizzati in Europa: deficit inferiore al 3% del Pil e debito sotto il 60%. Non solo in tempi difficili, ma per sempre.

Mentre Gentiloni ha confermato la sospensione delle regole del Patto di Stabilità almeno fino a tutto il 2022, il tema è la sua riforma. Che si preannuncia rivoluzionaria nelle parole - e intenzioni - di Draghi.

Draghi darà la spinta alla riforma del Patto di Stabilità

Durante il question time in Parlamento, mercoledì 12 maggio, Mario Draghi è intervenuto anche sulle questioni finanziarie europee, con parole precise sul Patto di Stabilità:

“Voglio essere molto chiaro. È fuori discussione che le regole sul Patto di Stabilità dovranno cambiare. La mia linea è che le attuali regole sono inadeguate, lo erano e lo sono di più per l’uscita dalla pandemia. Dovremo concentrarsi su un forte slancio della crescita per assicurare la sostenibilità dei conti pubblici”

Se l’economia globale e dei singoli Paesi è stata sconvolta dalla pandemia e nulla potrà tornare davvero come prima, allora si fa urgente un cambio di visione. La parola d’ordine, in Europa, non può essere più rigore, ma investimento. Il tutto, per garantire la crescita e lo sviluppo.

Questo può essere il riassunto del pensiero di Draghi, che ha sottolineato quanto:

“la revisione delle regole deve assicurare margini di azione più ampi alla politica di bilancio nella sua funzione di stabilizzazione anticiclica. In particolare, dobbiamo incentivare gli investimenti, soprattutto per favorire la trasformazione digitale ed ecologica...Allo stesso tempo, le nuove regole devono anche puntare a ridurre le crescenti divergenze tra le economie degli Stati membri e a completare l’architettura istituzionale europea”

Consentire agli Stati di spendere e incentivare così la crescita è fondamentale. Non a caso la svolta per l’Europa - e l’Italia in particolare - ci sarà solo con l’attivazione delle risorse del NextGenerationEu. Ovvero di riforme, progetti nuovi, investimenti: tradotto, debito “buono”.

Proprio su queste basi, rappresentate dagli oltre 200 miliardi di euro del Recovery Fund, l’Italia potrà sperare in un balzo di oltre il 4% del PIL, superando la Germania.

Un nuovo Patto di Stabilità, regole meno austere e parametri incentrati sulla crescita, quindi, dovranno guidare i bilanci dei 27 Paesi UE: questo il disegno di Draghi.

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