Draghi, Palazzo Chigi e poi il Quirinale: elezioni nel 2022?

Alessandro Cipolla

05/02/2021

10/02/2021 - 09:17

condividi
Facebook
twitter whatsapp

Mario Draghi potrebbe restare a Palazzo Chigi soltanto un anno: quando a febbraio 2022 si voterà per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica, potrebbe sostituire Sergio Mattarella al Colle con le elezioni politiche che così si terrebbero con un anno di anticipo.

Draghi, Palazzo Chigi e poi il Quirinale: elezioni nel 2022?

Da quando si è innescata questa crisi di governo, di ipotesi e dietrologie ne sono state scritte e dette anche troppe, il tutto mentre i ristori sono fermi come il Recovery Plan, con il piano vaccini rallentato dalle inadempienze delle aziende farmaceutiche interessate e la curva dei contagi che sta tornando a salire anche da noi.

Adesso lo stallo sembrerebbe essere stato rotto dal mandato a Mario Draghi che, dopo una diffidenza iniziale più di facciata, adesso sembrerebbe aver conquistato anche i partiti più scettici, tutti pronti a salire sul carro del nuovo governo a eccezione di Fratelli d’Italia e forse qualche parlamentare sparso come Gianluigi Paragone.

Nel Risiko delle consultazioni con i partiti che adesso starebbero spingendo per un governo misto tecnico-politico, con buona pace del Presidente Mattarella che aveva auspicato un esecutivo di “alto profilo e senza colore politico”, c’è però uno scenario che merita di essere preso in considerazione.

Mario Draghi potrebbe presto insediarsi a Palazzo Chigi, restandoci però solo un anno visto che a febbraio 2022, quando si dovrà eleggere il nuovo Presidente della Repubblica, potrebbe traslocare al Quirinale con le elezioni politiche che così si terrebbero con un anno di anticipo rispetto la scadenza naturale di questa legislatura.

Draghi: prima Palazzo Chigi e poi il Quirinale?

Il governo Draghi potrebbe durare poco più di un anno. Anche se ancora deve ottenere la fiducia, già si parla della data di scadenza di questo esecutivo che sarà chiamato ad affrontare nei prossimi mesi le dure sfide della pandemia, del piano vaccini e del Recovery Plan.

Portando avanti la legislatura, questo Parlamento in seduta congiunta insieme ai rappresentanti delle Regioni a febbraio 2022 sarà chiamato a eleggere il nuovo Presidente della Repubblica, vista la scadenza dei sette anni di Sergio Mattarella.

Tolte le ipotesi di politici come Silvio Berlusconi e Dario Franceschini, sempre che non rispunti fuori Romano Prodi dopo il tiro mancino del 2015, la candidatura più autorevole per il Colle rimane sempre quella di Mario Draghi.

Se come pare il banchiere dovesse guidare un governo sostenuto da una ampia, quasi totale, maggioranza parlamentare, ci potrebbero essere i numeri per una sua elezione al Quirinale anche alla prima tornata delle votazioni.

Una eventuale nomina a Presidente della Repubblica per Draghi andrebbe così a far cadere il suo governo. A questo punto le strade sarebbero due: un nuovo premier con la stessa maggioranza o le elezioni anticipate.

Elezioni politiche nel 2022?

Visto che la Lega ha molta fretta di andare a votare, così come si sussurra Giuseppe Conte che potrebbe guidare una coalizione giallorossa, l’opzione più logica con Mario Draghi al Colle sarebbe quella delle elezioni anticipate nel 2022, un anno prima della scadenza naturale della legislatura.

Ci sono però due problematiche potenziali. La prima riguarda la situazione sanitaria: nel 2022 si spera che l’emergenza in Italia sia rientrata, ma anche sul piano della ripresa economica il tutto è un grande punto interrogativo.

Tra un anno così, come in questo momento, potrebbe essere più utile per il Paese proseguire con un esecutivo pienamente operativo invece che con uno in carica soltanto per gli affari correnti, visto che tra lo scioglimento delle Camere e la formazione di un nuovo governo potrebbero volerci diversi mesi.

C’è poi un’altra questione, più veniale ma che non è da sottovalutare. I parlamentari al loro primo mandato, al fine di maturare i requisiti per la pensione devono essere in carica almeno per quattro anni, sei mesi e un giorno.

Se quindi si votasse nella primavera del 2022 molti peones vedrebbero sfumare la pensione per pochi mesi, con in più il concreto rischio di non essere rieletti vista la sforbiciata del taglio dei parlamentari che entrerà in vigore dalla prossima legislatura.

Se un possibile passaggio di Mario Draghi da Palazzo Chigi al Quirinale potrebbe essere assai probabile, resterebbe però da capire quando si potrebbe tornare a votare, anche se da qui a un anno visti i tempi potrebbe veramente succedere di tutto.

Iscriviti alla newsletter

Money Stories