Donald Trump vincerà le elezioni negli Stati Uniti, è ora di ammetterlo

Donal Trump vincerà le elezioni e diventerà il prossimo presidente degli Stati Uniti ma nessuno ha il coraggio di ammetterlo.

Donald Trump vincerà le elezioni negli Stati Uniti, è ora di ammetterlo

Donald Trump vincerà le elezioni e diventerà il prossimo presidente degli Stati Uniti. Nessuno lo dice, nessuno lo ammette, ma è molto più che una reale possibilità.
Donald Trump può, e lo farà, battere Hillary Clinton e salire alla guida della prima potenza economica mondiale.

Per quanto i media internazionali e le élite politiche continuino ad attaccare Trump e a tifare la Clinton, il magnate statunitense - candidato repubblicano - è sulla buona strada per vincere le elezioni presidenziali di novembre grazie al suo messaggio popolare, al record di vittorie portate a casa alle primarie repubblicane e all’impopolarità crescente di Hillary. Aggiungiamoci le voci (e qualche prova) che la Clinton sarebbe molto malata e il gioco è fatto.

I giornali manipolano l’informazione

Per prima cosa, estrema attenzione (sempre) a cosa leggiamo sui giornali. È chiaro che gli editori delle grandi testate hanno dei vantaggi (e non pochi) a seguire una determinata linea politica, quella mainstream.

Gli esperti e le grandi potenze internazionali dei media non riescono proprio a concepire che uno come Donald Trump possa diventare davvero il prossimo presidente degli Stati Uniti.

Vedono la disonestà di Hillary Clinton e sanno bene quanto la candidata democratica abbia forti difficoltà a connettersi con il tipico americano medio, ma non importa.
Si preferisce dare un peso al fatto che i fondi per la campagna della Clinton siano sproporzionati rispetto al budget di Trump e al boom della democratica dopo l’ultima convention nazionale.

Ma la corsa alle elezioni è ben lontana dall’essere finita.

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Cosa dicono i sondaggi?

Nel 1988, Michael Dukakis concluse la sua convention con un vantaggio assai più grande di quello odierno della Hillary Clinton. Ma avete mai sentito parlare di Dukakis? La storia ci dice che il democratico non è mai riuscito ad arrivare alla Casa Bianca.

I nuovi sondaggi condotti dall’Emerson College mostrano Trump in recupero nel Michigan e in Pennsylvania, mentre oscilla ancora in Ohio. Il sondaggio di L.A. Times vede Trump con un piccolo vantaggio nazionale sulla Clinton e un recente sondaggio UPI mostra Trump dominare la sua avversaria.

I sondaggi indicano che la sfida tra i due è ormai un testa a testa sia a livello nazionale che tra gli Stati ancora indecisi.
Dando per scontato, tuttavia, che i modelli utilizzati per i sondaggi elettorali stiano sottostimando il supporto della popolazione a Trump. Hillary Clinton ha evidenziato alcuni punti che legano Trump a spiriti razzisti nella società. È possibile che qualche istituto di sondaggi voglia ostacolare la verità sulle preferenze della popolazione per Trump per paura di essere etichettato anch’esso come razzista?

La sua lotta al sistema

L’approccio “contro il sistema” di Trump ha sfruttato con successo la diffidenza del pubblico americano nei confronti delle élite di Washington. Si possono dire molte cose sulle dichiarazioni controverse di Trump che hanno influito sulla sua campagna elettorale, ma il suo messaggio generale per cui la classe media americana è stata ferita dalle politiche governative che favoriscono le elite di Washington ha colpito i nervi giusti.

Quando attacca i leader di Washington, sia democratici che repubblicani, per incompetenza e auto-favoreggiamento, il popolo americano applaude. Ed Hillary Clinton è l’incarnazione di tutto ciò che che il popolo odia del governo federale.
Il messaggio anti-sistema ha aiutato Trump a sconfiggere candidati migliori e più brillanti che il Partito Repubblicano aveva da offrire. Trump ha utilizzato dibattiti per sconfiggerli uno ad uno.

L’abilità di Trump nei dibattiti non ha eguali

I dibattiti possono fare la differenza. Ce ne sono altri tre in programma prima della chiamata alle urne, e il primo tra questi non avrà luogo prima della fine di settembre.
Non dimentichiamoci le ultime elezioni, quando Mitt Romney ha vinto il primo dibattito a Denver nell’autunno del 2012. Al presidente Obama quasi costò l’elezione. Romney riuscì a passare da uno svantaggio del 5% alla parità nei tre giorni successivi al dibattito.

Trump è un oratore eccellente e molto di più “paravento” di Romney ed ha battuto tre senatori anti-sistema fortissimi in lizza per la nomination.

Consideriamo inoltre che Trump nelle primarie ha ricevuto il maggior numero di voti di ogni candidato repubblicano nella storia, con oltre 13 milioni di voti contro una linea molto forte di altri candidati. Le abilità oratorie di Trump e la sua capacità di mettere in difficoltà alcuni politici molto esperti non devono essere sottovalutate.

Troppe bugie per la Clinton

Poi c’è l’elemento a favore di Trump più grande in assoluto: non è Hillary Clinton.
Se riuscirà a spostare il focus della campagna su tutti i fallimenti della Clinton, Trump vincerà. L’ultimo scandalo solo in ordine di tempo vede l’allora segretario di Stato Hillary Clinton concedere l’accesso speciale al Dipartimento di Stato per i grandi donatori in esclusiva alla Fondazione Clinton.

La Clinton è poi accusata di aver raccontato versioni differenti sul caso Bengasi e le ragioni per cui aveva un server personale durante la carica a segretario di Stato. Il popolo americano riconosce che Hillary ha difficoltà a dire la verità.

In breve: il messaggio anti-sistema di Trump, il boom alle primarie repubblicane e i molteplici scandali della Clinton preannunciano la vittoria Donald Trump questo autunno.

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