Divorzio, chi tiene i figli a Natale e Capodanno?

Per divorziati e separati le feste natalizie possono voler dire problemi e liti nella gestione dei turni dei figli. Quando manca l’accordo, a decidere è il giudice tutelare, sempre nel rispetto della volontà dei minori. Ecco come funziona l’organizzazione di Natale e Capodanno quando manca l’accordo tra gli ex coniugi.

Divorzio, chi tiene i figli a Natale e Capodanno?

Natale e Capodanno e gli altri giorni di festa sono ormai alle porte e, come tradizione, la maggior parte degli italiani passeranno il periodo natalizio in famiglia. Per gli ex coniugi però questi giorni di festa possono rivelarsi un incubo a causa del mancato accordo sulla gestione dei figli.

Quando i genitori sono in buoni rapporti non ci sono grossi problemi perché si decide di comune accordo da chi i figli minori passeranno il Natale e l’ultimo dell’anno. Il problema si pone quando tra gli ex coniugi non corrono buone acque e manca una pianificazione condivisa dei turni delle feste natalizie; e a pagarne le conseguenze, purtroppo, sono sempre i figli.

Cosa fare in questi casi? A chi bisogna rivolgersi? Se è davvero impossibile stabilire in modo pacifico a chi e quando spetterà passare del tempo con i figli, in questi casi deve intervenire il giudice tutelare il quale stabilirà un calendario per le vacanze natalizie.

Vediamo nel dettaglio come funziona la gestione dei figli durante le vacanze natalizie quando gli ex coniugi sono in disaccordo.

Divorzio, chi tiene i figli a Natale e Capodanno: lo decide il giudice

Le feste di Natale, un momento di gioia per tutte le famiglie, possono rivelarsi un grande problema per chi è separato e divorziato e ha dei figli minori a carico.

Spesso i genitori non riescono a mantenere buoni rapporti con l’ex, cosa che si ripercuote negativamente nella gestione dei figli. E a Natale, periodo dell’anno privilegiato per passare del tempo a casa in famiglia, le cose si complicano ancora di più. Può capitare che i figli siano “contesi” da entrambi oppure che, al contrario, un coniuge cerchi di affidarlo all’altro poiché ha preso già altri impegni.

Quando ogni tipo di accordo o tentativo di conciliazione fallisce, si dovrà chiedere necessariamente l’intervento del giudice tutelare. Il calendario delle visite, salvo circostanze eccezionali (ad esempio impegni lavorativi improvvisi dei genitori) è gestito in modo da assicurare che i figli trascorrano metà dei giorni di festa con il papà e metà con la mamma, andando anche a vedere la ripartizione dei turni degli anni passati (in genere si usa il principio di un Natale a testa).

Naturalmente la gestione dei figli minori è una cosa assai delicata, per questo il giudice non potrà applicare un metodo puramente “matematico” nella suddivisione dei giorni di festa, ma al contrario dovrà sempre e comunque privilegiare l’interesse del minore e la sua volontà, ove sia in grado di esprimerla (in genere raggiunti i 12 anni).

Turni del giudice, prevale sempre l’accordo dei genitori

Il calendario delle visite stabilito dal giudice, a Natale e Capodanno come anche durante il resto dell’anno, perde di valore se gli ex coniugi riescono ad accordarsi diversamente. La calendarizzazione degli incontri con i figli, infatti, non deve essere pensata come qualcosa di rigido ma piuttosto come una linea guida per una gestione equa.

Inoltre il calendario può non essere rispettato se i figli coinvolti non sono d’accordo con quanto stabilito e vogliono decidere autonomamente con chi trascorrere Natale e Capodanno e quando vedere l’uno o l’altro genitore.

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