Divorzio: chi tiene i figli a Natale e Capodanno?

Isabella Policarpio

23 Dicembre 2020 - 12:58

23 Dicembre 2020 - 13:06

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Come gestire le viste ai figli a Natale e nei giorni di festa tra genitori separati e divorziati? Se manca l’accordo, serve l’intervento del giudice tutelare. Ecco le regole.

Divorzio: chi tiene i figli a Natale e Capodanno?

Per padri e madri divorziati o separati stabilire il calendario delle visite ai figli durante le feste può significare litigi e incomprensioni. A pagarne le spese sono sempre i figli, specie se minori.

Il governo ha precisato che, nonostante la stretta agli spostamenti a causa del Covid, ai genitori divorziati o separati è sempre consentito andare a trovare i figli (o condurli presso la loro casa) anche se vivono in un altro comune, regione o all’estero. Gli incontri, però, devono avvenire nel rispetto di quanto stabilito dagli accordi tra i genitori o dal giudice tutelare.

Se tra padre e madre non corre buon sangue, può essere molto difficile decidere con chi i figli debbano passare la Vigilia, Natale e Capodanno. Per questo, talvolta, serve l’intervento del giudice.

Chi tiene i figli a Natale e Capodanno? Se manca l’accordo, decide il giudice

Spesso, dopo il divorzio o la separazione, i genitori non riescono a mantenere buoni rapporti con l’ex, cosa che si ripercuote negativamente nella gestione dei figli.

E a Natale, periodo dell’anno privilegiato per trascorrere del tempo a casa in famiglia, le cose si complicano ancora di più.

Può capitare che i figli siano “contesi” da entrambi i genitori oppure che, al contrario, un coniuge cerchi di affidarlo all’altro poiché ha preso altri impegni.

Se ogni tipo di accordo o tentativo di conciliazione fallisce, si dovrà chiedere necessariamente l’intervento del giudice tutelare. Ecco quali sono i criteri di determinazione del calendario delle visite di cui il giudice tiene conto:

  • assicura che i figli trascorrano metà dei giorni di festa con il papà e metà con la mamma (salvo impegni lavorativi particolari o improvvisi di uno dei due);
  • considera la ripartizione dei turni degli anni passati (in genere si usa il principio di un Natale a testa);
  • prende la decisione che più di tutte possa salvaguarda il benessere del minore;
  • ascolta il parere del figlio, se hanno compiuto il 12° anno di età.

La gestione dei figli piccoli è una cosa molto delicata, per questo il giudice non potrà applicare un metodo puramente “matematico” nella suddivisione dei giorni di festa, ma, al contrario, dovrà sempre e comunque privilegiare l’interesse del minore e la sua volontà, ove sia in grado di esprimerla.

Turni del giudice e accordo dei genitori: quale prevale?

Il calendario delle visite stabilito dal giudice, a Natale e Capodanno e nel resto dell’anno, perde di valore se gli ex coniugi riescono ad accordarsi diversamente.

La calendarizzazione degli incontri genitore-figlio, infatti, non deve essere pensata come qualcosa di rigido e immodificabile, ma, piuttosto come una “linea guida” per una gestione equa della prole. Per cui gli accordi dei genitori prevalgono sul calendario stabilito del giudice.

Naturalmente non vanno prese decisione contrarie alla volontà del minore.

Altra ipotesi in cui il calendario del giudice tutelare può non essere rispettato è quando i figli vogliono decidere autonomamente con quale genitore trascorrere Natale, Capodanno e le altre festività.

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