Divieto di asporto dopo le 18: cosa cambia con il nuovo Dpcm

Laura Pellegrini

3 Marzo 2021 - 10:17

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Il primo DPCM firmato da Mario Draghi elimina il divieto di asporto dopo le ore 18, ma solo per le enoteche e simili. Quali sono le regole sugli asporti in vigore per bar, ristoranti e pub?

Divieto di asporto dopo le 18: cosa cambia con il nuovo Dpcm

Introdotto dal Governo guidato da Giuseppe Conte, il divieto di asporto di bevande e alcolici da bar e pub senza cucina dopo le ore 18 era pensato per evitare il formarsi di pericolosi assembramenti all’esterno dei locali o nelle piazze.

In un primo momento, con il nuovo DPCM firmato da Mario Draghi, pareva che tale divieto fosse stato cancellato definitivamente. Ma una precisazione di Palazzo Chigi ha tolto ogni dubbio: il divieto c’è e rimane fino al 6 aprile con alcune eccezioni.

Quali sono le regole per gli asporti per bar, ristoranti, enoteche e pub? Che cosa cambia con il nuovo DPCM? Ecco come funziona il divieto di asporto dopo le ore 18 previsto dal Governo Draghi e quali attività ne sono escluse.

Nuovo DPCM, cosa cambia per il divieto di asporto?

Il nuovo DPCM non cancella il divieto di asporto dopo le ore 18, ma semplicemente esclude alcune attività da tale divieto. In particolare, nel testo del provvedimento firmato da Mario Draghi si legge: “In tutte le zone è stato eliminato il divieto di asporto dopo le ore 18 per gli esercizi di commercio al dettaglio di bevande da non consumarsi sul posto”.

In un primo momento la norma era stata interpretata come valida anche per i bar e i pub, ma una precisazione necessaria arrivata a tarda serata da Palazzo Chigi ha chiarito che il divieto di asporto rimane in vigore fino al 6 aprile per bar, pub e birrerie (codice Ateco 56.3) ed è invece stato cancellato solo per le enoteche o gli esercizi di commercio al dettaglio di bevande (codice Ateco 47.25).

Inoltre, vige ancora il divieto di consumare le bevande o i cibi acquistati da asporto sul posto, nelle vicinanze, nelle vie o nelle piazze.

Confermato anche l’impianto di classificazione delle Regioni in zona rossa, arancione, gialla e bianca: soltanto nelle ultime due zone i bar e i ristoranti possono accogliere i clienti nei locali dalle ore 5 alle ore 18, per un massimo di 4 persone per ciascun tavolo “salvo che siano tutti conviventi”. In zona arancione, arancione scuro e rossa, invece, sono possibili soltanto le vendite da asporto o le consegne a domicilio.

La polemica del Presidente dell’Anci

Quando ancora c’era confusione in merito alle nuove regole sugli asporti per bar, pub e birrerie, il Presidente dell’Anci, nonché sindaco della città di Bari, Antonio Decaro, aveva sollevato una polemica.

Commentando la decisione del Governo in merito alla chiusura delle scuole non soltanto in zona rossa, ma anche nelle zone dove i contagi superano la soglia di 250 ogni 100 mila abitanti, Decaro ha detto: “Con una mano si chiudono le scuole e con l’altra si elimina il divieto di asporto per tutti dopo le 18, favorendo così di fatto gli assembramenti nei luoghi della movida e nei pressi di bar e locali frequentati per lo più dai ragazzi”.

E ancora: “Gli stessi ragazzi che il Governo dice di voler preservare dai luoghi del contagio, consentendo la sospensione delle lezioni in presenza, vengono autorizzati ad affollare i luoghi della movida. Così non va”.

In realtà, però, si trattava solo di un’imprecisione del Ministro della Salute Roberto Speranza che, presentando le nuove regole, non aveva chiarito per quali attività fosse stato eliminato il divieto di asporto dopo le ore 18. Una polemica che è stata dunque placata sul nascere, grazie a un chiarimento arrivato in tarda serata.

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