Dividendi Piazza Affari: le cedole più remunerative nel 2019

Quest’anno il ritorno medio promesso dai titoli del FTSE Mib è superiore rispetto a quello dello scorso anno, ma è meno conveniente se messo in relazione ad un investimento “privo di rischio”. Fra le 40 big cap, Intesa Sanpaolo è l’unica società a prezzare un dividend yield atteso a due cifre

Dividendi Piazza Affari: le cedole più remunerative nel 2019

Intesa Sanpaolo e Azimut si confermano ai vertici della classifica delle 40 big cap di Piazza Affari più remunerative sotto il profilo dividend yield.

Gli analisti si aspettano da entrambe le società una conferma delle cedole pagate lo scorso anno, pari rispettivamente a 0,20 e 1 euro per azione. In particolare, la banca guidata da Carlo Messina è l’unica del FTSE Mib a prezzare un rendimento atteso sul dividendo a doppia cifra.


Elaborazione Ufficio studi Money.it

Al terzo posto, con un ritorno sui dividendi atteso dell’8,64% (cedola 1,30 euro per azione), troviamo FCA che torna a remunerare i propri soci dopo diversi anni di astinenza, così come fortemente voluto dall’ex amministratore delegato Sergio Marchionne. Il dividendo di FCA include la cedola straordinaria promessa dopo la cessione di Magneti Marelli ai giapponesi della Calsonic Kansei (a loro volta controllati dal fondo Usa Kkr).

Fra le azioni meno adatte ad investitori che vogliono ottenere, grazie ai dividendi, un flusso reddituale almeno superiore al tasso risk-free, troviamo le azioni appartenenti ai settori più ciclici dell’economia, ossia Moncler, Campari, ma anche STM e Amplifon. Per tutte queste società il consensus stima dividend yield nettamente inferiori rispetto alla media del FTSE Mib attesa quest’anno, che si dovrebbe aggirare attorno al 3,8%.

Cedole più sostanziose per Ferrari (+40%), taglio per Atlantia

Abbandonando la logica del dividend yield, possiamo notare un notevole incremento nel dividendo che Ferrari andrà a pagare: i 71 centesimi distribuiti nel 2018 (a valere sull’esercizio 2017) diventano 1 euro per azione quest’anno, sull’onta degli ottimi risultati trimestrali messi in luce proprio questa settimana (clicca qui per approfondire).

Atlantia riduce di 5 centesimi da 0,65 a 0,60 euro il dividendo, dopo le vicissitudini passate nel corso dell’anno con le vicende legate al Ponte Morandi.

Le società che invece non distribuiranno dividendi durante questo 2019, secondo le stime, sono solamente quattro: Juventus, nonostante le forti performance messe in fila negli ultimi mesi, Pirelli, Saipem e Telecom Italia.

Si comprime il vantaggio relativo verso il risk-free

Quest’anno il ritorno medio promesso dai titoli del FTSE Mib è superiore rispetto a quello medio dello scorso anno, ma è meno conveniente se messo in relazione ad un investimento “privo di rischio”.

Se infatti guardiamo i rendimenti dei benchmark “risk free”, ossia quelli dei BOT o dei BTP decennali, vediamo che la distanza fra questi e il ritorno medio sui dividendi del FTSE Mib quest’anno si è notevolmente ridotta. La causa è, come sappiamo, il rialzo sostenuto degli yield prezzati dai nostri titoli sperimento nel corso del 2018.

Gli acconti

Da citare anche il tema degli acconti, sulle 40 società quotate sul FTSE Mib, quelle che hanno deciso di remunerare gli azionisti “a rate” sono Atlantia, Enel, Eni, Recordati, STM e Tenaris. Queste aziende distribuiranno gli utili con cadenza semestrale, ad eccezione di STMicroelectronics, che remunererà i suoi azionisti in quattro tranche trimestrali.

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