Disoccupazione percepita all’estero: così gli stranieri hanno truffato l’INPS

Ben 30 cittadini extracomunitari sono stati denunciati per truffa aggravata per aver percepito indebitamente la Naspi durante la loro permanenza all’estero senza aver comunicato il loro allontanamento all’INPS come previsto dal regolamento.

Disoccupazione percepita all'estero: così gli stranieri hanno truffato l'INPS

Denunciati per truffa aggravata 30 stranieri che percepivano indebitamente il sussidio di disoccupazione Naspi fuori dall’Italia senza aver comunicato all’INPS il loro allontanamento: in tutto avevano intascato 200.000 euro lordi.

Alcuni cittadini stranieri che hanno vissuto e lavorato in Italia svolgendo le mansioni lavorative tra le più disparate, al termine del rapporto di lavoro hanno richiesto la Naspi e l’hanno ottenuta, senonché non hanno comunicato come previsto dal regolamento INPS la loro permanenza momentanea fuori dal nostro paese.

Sono stati necessari i controlli incrociati da parte della Polizia sui passaporti dei 30 extracomunitari coinvolti nella truffa per far venire la questione allo scoperto: dei 31 stranieri passati al setaccio, 30 non avevano comunicato all’INPS la loro nuova residenza.

L’inadempimento dei requisiti

Gli stranieri scoperti della Squadra Mobile e dell’ufficio immigrazione della Questura sono 30, tutti di età compresa tra i 25 e i 63 anni: dodici donne e diciotto uomini denunciati per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

La polizia ha analizzato le istanze di rinnovo dei passaporti di alcuni stranieri residenti in provincia e ha scoperto che questi negli ultimi anni avevano usufruito di sussidi da parte dell’INPS, pur non vivendo più nel nostro paese ma avendo fatto ormai ritorno alla propria nazione di origine.

In questo modo i 30 cittadini stranieri hanno violato uno dei requisiti del regolamento dell’ente previdenziale: quello della territorialità. Secondo questo principio coloro che beneficiano dell’indennità di disoccupazione devono comunicare all’INPS un eventuale allontanamento dal territorio nazionale per qualsiasi ragione esso avvenga.

Per sapere quali sono gli altri requisiti necessari per ottenere e mantenere il diritto al sussidio di disoccupazione rimandiamo alla lettura del nostro articolo.

Le indagini

Grazie all’attività investigativa e agli accertamenti portati a termine della squadra Mobile, dall’ufficio immigrazione e dall’Istituto erogatore è stato possibile accertare le irregolarità e calcolare l’ammontare della somme erogate e percepite in modo indebito. Il totale dei sussidi ricevuti ammonta a circa 200.000 euro; in particolare uno dei trenta dovrà restituire da solo 8.000 euro di Naspi che non gli spettavano.

Ovviamente l’erogazione del sussidio è stata subito interrotta dall’Inps che ha già comunicato ufficialmente agli interessati l’avvio delle procedure di recupero dei crediti indebitamente percepiti. Il dirigente della Squadra Mobile, il vicequestore aggiunto Massimiliano Ortolan ha spiegato: “Stiamo procedendo con ulteriori verifiche per valutare se esistano altri casi analoghi”.

Un caso particolare

Le storie dei 30 stranieri coinvolti nella truffa sono tante e disparate: c’è un cuoco egiziano che al termine del lavoro stagionale svolto a Lignano è rientrato al Cairo, c’è poi una badante ucraina che dopo aver assistito per due anni un anziano a Udine è rientrata a casa.

Tra tutte queste storie che più o meno si somigliano ce n’è una molto particolare: un operaio specializzato russo che dopo aver lavorato presso un’azienda di Udine era riuscito a iscriversi alla lista di collocamento, percependo direttamente dalla patria di appartenenza a cui aveva fatto ritorno più di 20.000 euro di un sussidio che non gli spettava in alcun modo.

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