Didattica a distanza: rifiuto verifica online possibile. Ecco quando

Didattica a distanza: il rifiuto della verifica online è possibile. Lo studente infatti potrebbe sottrarsi alla valutazione del docente. Vediamo quando.

Didattica a distanza: rifiuto verifica online possibile. Ecco quando

Didattica a distanza: il rifiuto della verifica online è possibile. Ma quando? Le lezioni online sono ormai una realtà in tutto il Paese dal momento che le scuole di ogni ordine e grado sono chiuse per l’emergenza da coronavirus.

Così dalla scuola primaria fino all’ultimo anno della scuola secondaria di II grado i docenti attraverso diverse piattaforme cercano, chi più chi meno e anche con qualche difficoltà, di fare lezione.

Le verifiche sono un altro punto fondamentale della didattica a distanza ed è il Miur, in una nota, che invita alla valutazione costante anche se a distanza. Allo stesso tempo è la nota Miur a chiarire che didattica a distanza non vuol dire solo assegnare compiti.

In mancanza di una spiegazione e nel caso quindi in cui il docente non adempia al suo lavoro, l’alunno potrebbe, a ragione rifiutare la verifica online. Vediamo cosa dice la nota del Miur.

Didattica a distanza e rifiuto verifica online: quando è possibile

Quando è possibile il rifiuto della verifica online? Nella didattica a distanza non significa, chiariamolo subito, rifiutare il voto assegnato dal professore per poi riprovarci come avviene all’università. Non significa neanche disobbedienza dell’alunno né anarchia.

A tal proposito, per capire cosa si intenda per rifiuto della verifica online prendiamo la nota esplicativa del Miur pubblicata il 17 marzo, giorno in cui è entrato in vigore il decreto Cura Italia che tra le altre cose ha stabilito lo stanziamento di 85 milioni di euro proprio per il supporto della didattica a distanza.

Il rifiuto della verifica online non viene chiaramente definito e incoraggiato dalla nota Miur, ma si può desumere dal momento che la stessa dà delle precise indicazioni su cosa debba essere la didattica a distanza e come deve avvenire.

Il ministero chiarisce infatti che essa non può ridursi a una mera assegnazione dei compiti inviati agli alunni senza una debita spiegazione. Pertanto possiamo desumere che, data la difficoltà dello strumento e del nuovo approccio una mancata spiegazione e chiarimenti da parte dell’insegnanti all’alunno bisognoso può portare questo al rifiuto della verifica online. Lo studente può rifiutarsi nel momento in cui l’insegnante non ha fornito la spiegazione. La didattica a distanza, come si legge nella nota del Miur deve avvenire:

“attraverso videoconferenze, videolezioni, chat di gruppo; la trasmissione ragionata di materiali didattici, attraverso il caricamento degli stessi su piattaforme digitali e l’impiego dei registri di classe in tutte le loro funzioni di comunicazione e di supporto alla didattica, con successiva rielaborazione e discussione operata direttamente o indirettamente con il docente, l’interazione su sistemi e app interattive educative”

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La nota poi specifica chiaramente che:

“il solo invio di materiali o la mera assegnazione di compiti, che non siano preceduti da una spiegazione relativa ai contenuti in argomento o che non prevedano un intervento successivo di chiarimento o restituzione da parte del docente, dovranno essere abbandonati, perché privi di elementi che possano sollecitare l’apprendimento.”

Nel caso in cui la didattica a distanza operata dal docente si riduca a quanto appena detto può portare, si presume, l’alunno abbandonato a sé stesso al rifiuto della verifica.

Obbligo verifica online e valutazione

Esiste l’obbligo di verifica online da parte del docente perché necessaria e la valutazione conseguente per garantire quella continuità tra la didattica in classe e quella a distanza ora che il coronavirus lo impone e non si sa quanto la chiusura delle scuole durerà. Sempre nella nota del Miur si legge chiaramente che:

“è necessario che si proceda ad attività di valutazione costanti, secondo i principi di tempestività e trasparenza che, ai sensi della normativa vigente, ma più ancora del buon senso didattico, debbono informare qualsiasi attività di valutazione.”

La nota continua affermando:

“Se l’alunno non è subito informato che ha sbagliato, cosa ha sbagliato e perché ha sbagliato, la valutazione si trasforma in un rito sanzionatorio, che nulla ha a che fare con la didattica, qualsiasi sia la forma nella quale è esercitata. Ma la valutazione ha sempre anche un ruolo di valorizzazione, di indicazione di procedere con approfondimenti, con recuperi, consolidamenti, ricerche, in una ottica di personalizzazione che responsabilizza gli allievi, a maggior ragione in una situazione come questa.”

Dunque la verifica e la relativa valutazione dello studente è compito dell’insegnante e dovere fondamentale. Allo stesso tempo però, pur fornendo le direttive, la nota Miur lascia all’insegnante la libertà di scegliere le modalità di valutazione degli alunni nella didattica a distanza così come avviene ordinariamente.

“Le forme, le metodologie e gli strumenti per procedere alla valutazione in itinere degli apprendimenti, propedeutica alla valutazione finale, rientrano nella competenza di ciascun insegnante e hanno a riferimento i criteri approvati dal Collegio dei Docenti.”

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