Anche i diamanti sono a rischio con le sanzioni contro Mosca

Violetta Silvestri

08/04/2022

08/04/2022 - 15:45

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Si allarga il campo delle sanzioni occidentali contro la Russia e anche la strategica produzione di diamanti è stata colpita: cosa significa per il mercato delle gemme più preziose al mondo?

Anche i diamanti sono a rischio con le sanzioni contro Mosca

Diamanti, sanzioni, Russia: un altro triangolo di pressione si sta delineando contro lo Stato di Putin.

Le azioni quotate a Mosca del minatore di diamanti controllato dallo Stato, Alrosa, infatti, sono scese del 5% venerdì 8 aprile, dopo che gli Stati Uniti hanno esteso le sanzioni alla società, con l’obiettivo di tagliare ulteriori fonti di reddito al budget della Russia.

Alrosa, il più grande produttore mondiale di diamanti grezzi e che compete con l’unità angloamericana De Beers, ha prodotto 32,4 milioni di carati nel 2021, circa il 30% del totale mondiale. Esporta principalmente in Belgio, India ed Emirati Arabi Uniti.

Gli Usa hanno deciso di colpirla, dando un colpo a un settore cruciale per la Russia. Il mercato dei diamanti subirà il colpo?

Usa contro i diamanti russi: nuove sanzioni

Gli Stati Uniti hanno inserito Alrosa nella lista Specially Designated Nationals, che di fatto espelle una società sanzionata dal sistema bancario statunitense e ne vieta il commercio con gli americani, complicando le operazioni nel mercato globale dei diamanti.

La società estrae le pietre preziose dai giacimenti nell’estremo oriente russo, nella Yakutia siberiana soprattutto.

“I diamanti sono una delle prime 10 esportazioni non energetiche della Russia in termini di valore, con esportazioni nel 2021 per un totale di oltre 4,5 miliardi di dollari”, ha affermato l’Office of Foreign Assets Control (OFAC) del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti.

Per questo, gli Usa hanno deciso di agire. Diversamente, le sanzioni Ue riguardano solo l’esportazione di diamanti europei verso la Russia, non le importazioni immensamente più significative dalla Russia all’Ue.

Quanto vale il settore dei diamanti per Putin?

Il settore delle gemme preziose ha un peso rilevante per le casse dello Stato russo.

Le miniere della Russia, infatti, sono il cuore dell’industria dei diamanti mondiale.

Alrosa estrae quasi tutti i diamanti russi, la più grande compagnia di estrazione di diamanti al mondo, responsabile di oltre il 90% della produzione nazionale delle pietre. Un terzo della partecipazione della società è di proprietà dello Stato russo, un terzo della repubblica di Yakutia, dove si trovano molte miniere, e un altro terzo di azionisti di minoranza.

L’azienda ha attualmente 27 operazioni minerarie in Russia ed è azionista del 41% della miniera CATOCA in Angola, che è la quarta più grande al mondo, oltre ad essere impegnata in altre attività di esplorazione in Angola, Zimbabwe e nella Repubblica Democratica di Congo.

Non solo, la Russia ha anche una riserva di diamanti detenuta nel Gokhran, un deposito statale di pietre preziose, diamanti e metalli che opera sotto il Ministero delle Finanze.

L’obiettivo di questa speciale istituzione è proteggere le risorse del Paese. Essa si impegna ad acquistare diamanti per sostenere l’industria russa e prevenire una diminuzione dei prezzi delle gemme. La dimensione delle scorte di Gokhran è un segreto di Stato; pertanto, è impossibile stimare quanto introito potrebbe generare la federazione russa mettendo sul mercato questa riserva.

Da sapere, inoltre, che l’amministratore delegato di Alrosa è Sergei Ivanov, uno dei cinque oligarchi presi di mira dal primo round di sanzioni statunitensi e una delle figure chiave della cerchia ristretta di Putin. È figlio di Sergei Borisovich Ivanov, ex ministro della Difesa russo, generale del KGB e capo di stato maggiore di Putin.

Il legame tra Alrosa e lo stato russo è ovvio: poiché è una società statale de facto, milioni di dividendi e tasse confluiscono nel tesoro russo ogni anno.

In qualità di azionista del 33%, la Federazione Russa riceve reddito e accesso alla valuta estera dalla produzione di diamanti russa (e angolana) di Alrosa, che può finanziare direttamente o indirettamente l’aggressione illegale della Russia contro l’Ucraina.

Inoltre, con Gokhran, la Russia può vendere le sue azioni di diamanti per generare entrate pubbliche.

Questa fonte di entrate/valuta estera potrebbe diventare sempre più importante per la Russia, poiché il commercio di diamanti sta diventando uno dei pochi settori a non essere molto colpito dalle sanzioni.

Finora, solo gli Stati Uniti hanno adottato misure per limitare l’importazione di diamanti russi. Tuttavia, gli effetti sul mercato globale di questa mossa sono tutti da valutare.

Innanzitutto, per la complessità e frammentarietà della filiera. E poi perché si rischia una scappatoia: quasi nessun diamante usato in gioielleria e venduto in America è legalmente classificato come russo perché in genere subisce una trasformazione in un altro Paese attraverso il processo di taglio e lucidatura.

Poiché circa il 95% dei diamanti del mondo viene tagliato e lucidato in India, questo è il Paese di origine ufficiale secondo le normative doganali statunitensi.

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# Russia

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