Di Maio stoppa la Lega: “1 milione soglia alta per Pace Fiscale”. La Lezzi invece attacca Tria

Pressing del Movimento 5 Stelle sulla legge di Bilancio. Di Maio stoppa la Pace Fiscale formato condono, la Lezzi punge di nuovo il ministro Tria.

Di Maio stoppa la Lega: “1 milione soglia alta per Pace Fiscale”. La Lezzi invece attacca Tria

Si entra nel momento clou della definizione della legge di Bilancio 2019 e il Movimento 5 Stelle si scatena. Nel mirino dei pentastellati questa volta c’è la Pace Fiscale come ipotizzata dagli alleati della Lega, in pratica un maxi condono, oltre al solito ministro dell’Economia Giovanni Tria.

Ecco dunque Luigi Di Maio ribadire come la soglia di 1 milione per rientrare nei termini della Pace Fiscale sia troppo alta, mentre Barbara Lezzi punta il dito contro Palazzo Tesoro reo di “non guardare in faccia nessuno”.

Di Maio stoppa il condono

Nonostante il viaggio istituzionale in Cina, Luigi Di Maio è sempre ben vigile su cosa sta accadendo all’interno del governo sul tema della legge di Bilancio. I tempi infatti si stanno iniziando a stringere visto che il 27 settembre dovrà essere presentata la nota di aggiornamento del Def.

Ecco dunque che mentre nei giorni scorsi il sottosegretario Giancarlo Giorgetti, autentico uomo ovunque della Lega, aveva parlato di un tetto per la Pace Fiscale che “dovrebbe essere più vicino a 1 milione che a 100.000 euro”, arriva adesso lo stop del leader del Movimento 5 Stelle.

Un milione di euro è una soglia troppo alta - ha spiegato Di Maio - chi evade il fisco deve andare in galera, sta nel contratto quindi si deve fare. D’accordo su uno scudo fiscale, non vogliamo far rientrare i capitali dei mafiosi e dei corrotti dall’estero”.

La questione quindi si fa spinosa. Nel contratto di governo infatti si parla di una Pace Fiscale per cartelle fino a 100.000 euro e solo per chi si trova in una situazione di comprovata difficoltà economica.

Alzando il tetto fino fino a 1 milione come vorrebbe la Lega, da un lato senza dubbio si andrebbero a garantire maggiori introiti, ma dall’altro sirealizzarebbe quello che a tutti gli effetti sarebbe un maxi condono.

Difficile che il Movimento 5 Stelle possa mettere la firma su un provvedimento del genere, visto che da sempre si sono schierati apertamente contro a misure del genere. Le distanze però all’interno della maggioranza sarebbero anche altre.

Dalla Lezzi stoccata a Tria

Se con una mano negli ultimi giorni i pentastellati hanno rassicurato Giovanni Tria, con l’altra non hanno mai risparmiato stoccate al ministro dell’Economia, imputato numero uno per i 5 Stelle di questo stallo sulla legge di Bilancio.

Un pressing quello del Movimento che da tempo è in corso su Palazzo Tesoro: l’obiettivo è trovare i soldi necessari, 8 miliardi, per far partire da subito il Reddito di Cittadinanza. Al momento però le coperture non ci sono.

Ecco dunque che a punzecchiare il ministro ci ha pensato questa volta la collega Barbara Lezzi, titolare del dicastero per il Sud, che su Rtl ha dichiarato che “Tria non guarda in faccia il disoccupato, il pensionato con 400 euro, l’invalido civile a 290 euro”.

La strategia appare chiara, mettere in difficoltà il ministro dell’Economia che al momento non vuole andare oltre l’1,6% come soglia di deficit. Aumentare anche oltre il 2% significherebbe liberare diversi miliardi, ma esporrebbe il paese alle intemperie dei mercati.

Il Movimento 5 Stelle però ha paura di perdere la faccia davanti ai propri elettori se non manterrà la sua principale promessa, quella del Reddito di Cittadinanza. Con la legge di Bilancio ancora in alto mare, i prossimi giorni si annunciano di fuoco per il “governo del cambiamento”.

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