Decreto Natale: perché è un lockdown diverso da quello della scorsa primavera

Antonio Cosenza

21 Dicembre 2020 - 10:22

21 Dicembre 2020 - 17:32

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Il Decreto Natale impone il lockdown in tutta Italia? Sì, ma sarà molto differente da quello attuato durante la prima ondata.

Decreto Natale: perché è un lockdown diverso da quello della scorsa primavera

Con il Decreto Natale ci sono delle giornate - per esattezza i giorni festivi e prefestivi che sono compresi nel periodo che va dal 24 dicembre al 6 gennaio - in cui tutta Italia sarà zona rossa. C’è chi parla di lockdown ed effettivamente anche per uscire di casa - e spostarsi all’interno del Comune - bisognerà portare l’autocertificazione.

Va detto, però, che si tratta di un lockdown molto differente - e più soft - rispetto a quello che abbiamo vissuto nella scorsa primavera. Rispetto a marzo e aprile scorso, infatti, sono molte di più le attività commerciali e i servizi che possono regolarmente aprire, con la possibilità di spostarsi anche solo per andare a fare shopping in tutti quei negozi che restano aperti.

Per non parlare, poi, delle deroghe introdotte per gli spostamenti, come ad esempio quella che consente di uscire di casa in un massimo di due persone per andare a fare una visita a parenti, amici o anche semplicemente conoscenti.

Chi pensa ad un “Natale in lockdown” - che letto così potrebbe far pensare al titolo di un cinepanettone della tradizione cinematografica italiana - si sbagliava: abbiamo diversi motivi per credere che quello che avrà inizio il 24 dicembre sarà un lockdown molto più soft, con conseguenze anche sugli assembramenti.

Lockdown di marzo e aprile: perché sarà diverso da quello descritto dal Decreto Natale

Le regole che si applicano nei giorni festivi e prefestivi compresi nel periodo che va dal 24 dicembre al 6 gennaio sono le stesse che nelle scorse settimane hanno regolamentato spostamenti e attività nelle Regioni in zona rossa.

E già in quell’occasione abbiamo visto come uscire di casa era molto più semplice rispetto al primo lockdown, quando le motivazioni da indicare in autocertificazione erano davvero ristrette. C’è stato un periodo in cui si poteva uscire di casa solamente per l’acquisto di beni alimentari o di prima necessità, o comunque per motivi di salute o lavoro.

Ebbene, questa volta andrà diversamente. Come prima cosa va detto che si può uscire di casa semplicemente per recarsi presso un’attività commerciale che resterà aperta nei giorni in cui l’Italia sarà zona rossa, o semplicemente per usufruire di un servizio.

E dal momento che le attività commerciali che possono restare aperte (qui l’elenco completo) sono molte di più rispetto a quelle autorizzate durante il primo lockdown, aumentano anche i motivi che consentono l’uscita di casa. Ricordiamo, infatti, che in autocertificazione potete indicare come motivo di necessità l’uscita per fare shopping in una delle attività commerciali regolarmente aperte, o anche per usufruire di un servizio. Ad esempio, rispetto al primo lockdown si potrà uscire di casa per andare dal parrucchiere o dal barbiere.

Gli spostamenti sul territorio, quindi, non saranno così rari come si crede e le possibilità che vengano a crearsi assembramenti in città non sono remote.

Lockdown Decreto Natale: rischio assembramenti nelle abitazioni private

Per non parlare poi di quello che potrebbe succedere nelle abitazioni private nei giorni di festa.

Come abbiamo già avuto modo di raccontare, infatti, vi è la possibilità di uscire di casa per andare a trovare altre persone. Non si può uscire di casa utilizzando questa giustificazione se si è in più di due persone (al netto degli Under 14, o anche delle persone disabili o non autosufficienti), ma in ogni caso questa giustifica diversi spostamenti con la possibilità che questa deroga possa andare a legittimare gli assembramenti nelle abitazioni private.

Perché chi andrà a controllare che effettivamente verranno ricevute non più di due persone nella stessa abitazione? Come confermato da Giuseppe Conte questo controllo non sarà possibile: non è intenzione delle autorità effettuare verifiche nelle abitazioni private.

Insomma, a differenza del primo lockdown questa volta aggirare divieti e restrizioni - che comunque sono più soft rispetto alla prima volta - non sarà difficile: speriamo che il buon senso degli italiani intervenga laddove il Governo ha lasciato dei vuoti normativi.

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