Dazn, perché lo stop al doppio dispositivo: pirateria o conti in rosso?

Alessandro Cipolla

10 Novembre 2021 - 10:56

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Da dicembre Dazn potrebbe dire addio al doppio dispositivo per ogni abbonamento: un modo per combattere la pirateria o per sistemare i conti dopo il salasso per acquistare i diritti TV della Serie A?

Dazn, perché lo stop al doppio dispositivo: pirateria o conti in rosso?

Perché Dazn avrebbe deciso di dire basta al doppio dispositivo? Da quando il Sole 24 Ore ha lanciato la notizia, che finora non è stata smentita dal gruppo londinese ma neanche confermata, subito in rete è montata la protesta degli abbonati.

Da quanto è trapelato, a breve i clienti potrebbero ricevere una lettera da Dazn dove si spiega che, a partire da dicembre, sarà possibile vedere una partita o qualsiasi altro contenuto su due dispositivi soltanto se questi hanno lo stesso ip.

Si tratterebbe di una modifica unilaterale del punto 8.3 del contratto, con l’abbonato che a quel punto avrà il diritto di recesso. Bisogna ricordare che Dazn si è aggiudicata per i prossimi tre anni i diritti TV della nostra Serie A, trasmettendo ogni giornata sette partite in esclusiva e tre in co-esclusiva con Sky.

Se veramente dovesse arrivare questa stretta sul doppio dispositivo, per poter continuare a vedere tutta la Serie A a un abbonato non rimarrebbe che accettare le nuove condizioni imposte dal broadcaster.

Ma perché Dazn sarebbe pronta a dire addio alla visione di un contenuto da due dispositivi differenti? La motivazione ufficiale sarebbe quella della lotta alla pirateria, che si stima rappresenti il 20% del mercato attuale grazie alle password condivise, ma in molti stanno facendo notare come questa mossa potrebbe essere dettata dalla necessità di sistemare i conti del gruppo.

Doppio dispositivo Dazn: i motivi dello stop

A partire da questo campionato e per i prossimi tre anni i diritti TV della Serie A sono a disposizione di Dazn, che stando agli accordi dovrà versare alla Lega la bellezza di 840 milioni a stagione.

Grazie all’accordo stretto con Tim, il gruppo inglese riceve dal colosso nostrano 340 milioni l’anno. Guardando il numero degli abbonamenti finora sottoscritti la coperta sembrerebbe essere assai corta.

Lo scorso 22 ottobre Calcio & Finanza ha rivelato che il numero totale degli abbonamenti a Dazn sarebbero circa 2 milioni. Nell’edizione odierna del Fatto Quotidiano si parla di 1,9 milioni di abbonamenti, di cui 700.000 sottoscritti da Tim e 1,2 milioni dal gruppo inglese.

Stando a quanto riferito di recente da Stefano Sala, l’amministratore delegato di Publitalia che è la concessionaria pubblicitaria di Dazn, in questa stagione ci sarebbe un aumento della raccolta pubblicitaria.

Le attuali entrati possono essere sufficienti a coprire la spesa annua di 840 milioni? Difficile, ecco perché diversi giornali stanno già facendo i conti in tasca a Dazn: con lo stop al doppio dispositivo, l’obiettivo sarebbe quello di generare 3-400.000 nuovi abbonati che potrebbero garantire 45 milioni in più in questa stagione e 100 milioni a regime a partire dalla prossima.

Resta da capire se a questi nuovi abbonati verrebbe applicato il prezzo pieno (30 euro al mese) o quello della promozione estiva (20 euro), ma leggendo i commenti sui vari social questa mossa di Dazn rischierebbe di essere doppiamente controproducente: oltre al danno a livello di immagine già messa a dura prova dai problemi tecnici, in molti si sono detti pronti a disdire l’abbonamento se mai dovesse arrivare la lettera dello stop al doppio dispositivo. Per vedere tutta la Serie A però al momento non ci sono alternative.

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