DPCM Coronavirus: chiusi cinema, musei, teatri e discoteche in tutta Italia

Il governo Conte ha disposto la chiusura di manifestazioni, eventi e attività culturali su tutto il territorio nazionale

DPCM Coronavirus: chiusi cinema, musei, teatri e discoteche in tutta Italia

Chiusura di cinema, teatri, musei, pub e discoteche in tutta Italia. Il decreto del presidente del Consiglio varato nella prima mattinata di domenica 8 marzo ha disposto nuove misure restrittive per arginare la diffusione del coronavirus. Oltre all’identificazione della Lombardia e di altre 14 province come nuove zone rosse, il governo di Giuseppe Conte ha ritenuto opportuno sospendere qualsiasi tipo di manifestazione, evento o attività culturale o di intrattenimento in tutto il territorio nazionale. Salvo differenti disposizioni, il decreto ha efficacia fino al 3 aprile 2020.

Coronavirus, chiusi cinema e teatri fino al 3 aprile

Con il discusso dpcm arrivato nella notte, l’esecutivo ha varato le prime vere e proprie misure valide per l’intero territorio nazionale. Il mancato rispetto delle disposizioni del decreto, si legge nel testo, “è punito ai sensi dell’articolo 650 del Codice penale”, come previsto dal decreto legge del 23 febbraio scorso.

Nello specifico, sono stati sospesi eventi cinematografici, teatrali, eventi e spettacoli di qualsiasi natura “svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato”. Il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini ha parlato di “una scelta necessaria e dolorosa”, ha invitato le tv a “programmare musica, teatro, cinema, arte” e gli operatori culturali a “usare al massimo i loro social e siti”.

DPCM, sospesi anche pub e discoteche

Lo stesso dpcm ha stabilito che sono sospese anche “le attività di pub, scuole da ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati”. Anche in questi casi la violazione della sospensione sarà sanzionata. Non è permesso inoltre organizzare riunioni o meeting in cui è prevista la presenza di personale sanitario.

Sono consentite invece le attività di ristorazione e bar, ma ricade sul gestore l’obbligo di prevedere le misure di distanza interpersonale. Viene confermata la sospensione delle attività didattiche.

Giuseppe Conte ha spiegato che gli obiettivi sono “il contenimento del contagio ed evitare il sovraccarico delle strutture ospedaliere”.

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