Crowdfunding: che cos’è e come funziona

Crowdfunding ovvero come trovare fondi in tempo di crisi utilizzando un metodo innovativo e in grande sviluppo per finanziare aziende e startup: ecco cos’è e come funziona.

Crowdfunding è un termine che si sente pronunciare sempre più spesso ormai, ne parlano in molti, soprattutto giovani con molte idee in testa e pochi soldi in tasca ma anche imprenditori, banchieri e investitori che hanno l’occhio lungo e il fiuto particolarmente acuto per quel che può scaturire da una buona idea. Oltre agli attori principali c’è poi una folla, forse secondaria, ma sempre più nutrita, di altre figure che ruotano intorno a questo fenomeno: studiosi che cercano di descriverlo e di misurarlo, giuristi che ne ipotizzano la normativa e anche associazioni di categoria che lo promuovono e lo diffondono. Ma andiamo con ordine.

Che cos’è il crowdfunding
Per capire che cos’è il crowdfunding non c’è modo migliore che ricorrere al significato letterale del termine ovvero «trovare fondi attraverso la folla». In un mondo in cui i soldi iniziano a scarseggiare un po’ per tutti ma soprattutto per i giovani, i creativi, i makers, gli innovatori, il crowdfunding potrebbe, sommariamente, essere definito, come un nuova forma di accesso al credito. Per trovare i soldi e finanziare un’idea che, almeno agli occhi di chi l’ha avuta, sembra buona, non si ricorre, quindi, ai canali tradizionali, a quelle banche che sempre più spesso negano l’accesso al credito a privati e piccole imprese e, soprattutto, a quelli che in dote portano solo la loro creatività, ma alla folla (crowd) ovvero alle persone comuni. Si tratta, in definitiva, di una nuova forma di economia dal basso, uno dei tanti ritrovati della sharing economy che di fronte alla crisi globale, si è rimboccata le maniche per trovare forme di finanziamento alternative.

Come funziona il crowdfunding
Lo strumento più potente di cui si serve il crowdfunding è senz’altro il web. In genere il procedimento è semplice e immediato: uno startupper, una persona comune, un perfetto sconosciuto che abbia deciso di concretizzare una sua idea, realizza un video che carica su youtube o produce altri materiali illustrativi che, comunque, cercano di spiegare la sua idea; poi si rivolge a una specifica piattaforma online, ovvero un portale, un sito web specializzato nella raccolta di finanziamenti, a cui presenta il suo progetto. Se il progetto viene ritenuto degno di nota, ottiene uno spazio sulla piattaforma e parte una campagna di raccolta fondi: si fissa un budget necessario per realizzare l’idea e una scadenza entro cui i fondi devono essere ottenuti. Il passo successivo è la pubblicizzazione dell’idea: se ne parla sui social netword collegati alla piattaforma, si diffonde il video dell’ideatore che illustra il progetto, si attiva l’ufficio stampa per far circolare la notizia, magari su altri siti web o su blog specializzati. Se il progetto riceve i finanziamenti necessari entro la data prefissata, il progetto va in porto e, con buona probabilità, si realizza.
Per quanto riguarda le piattaforme online di crowdfunding i nomi più conosciuti negli Stati Uniti, dove questa pratica ha dato già dato ragguardevoli frutti, sono quelli Kickstarter e di Indiegogo ma anche in Italia esistono ormai molte piattaforme di crowdfunding - gli operatori del settore ne hanno contate recentemente 23 - di cui Forexinfo.it ha stilato, alcuni mesi fa, una classifica delle migliori.
Le idee possono essere le più varie: di certo il crowdfunding è una delle strade privilegiate dagli startuppers e, più in generale da tutti quelli che battono le strade dell’innovazione, soprattutto digitale, come ben dimostrano alcuni progetti sia stranieri che italiani. Tuttavia, molti dei progetti recentemente finanziati nel nostro Paese riguardano anche settori che con il digitale hanno poco a che fare: si va dalle biciclette, ai libri, ai film, fino a progetti di economia sociale.
Anche le piattaforme possono differenziarsi: esistono quelle orizzontali, ossia generaliste, perché permettono di finanziare progetti di differente tipologia, e quelle verticali perché specializzate in un singolo settore (ad esempio la cultura) o, addirittura, in un singolo prodotto (i libri e gli ebook). Recentemente stanno nascendo anche piattaforme per singoli progetti di particolare rilevanza e il fenomeno è in continua evoluzione dal momento che quelli che con il web hanno più dimestichezza una campagna di crowdfunding iniziano a promuoverla direttamente sul proprio sito web o sul proprio blog, senza passare più per una piattaforma.

Perché scegliere il crowdfunding
Il crowdfunding non è più un fenomeno di nicchia o, più banalmente, una moda del momento ma un fenomeno che si sta diffondendo così rapidamente da aver fatto recentemente parlare gli operatori di settore di «Age of crowdfunding». Come ci è stato raccontato alcuni mesi fa da un nostro ospite, si tratta di un’approccio innovativo alla creatività e all’imprenditorialità perché consente non solo di finanziare idee che, molto probabilmente, con il solo utilizzo dei canali tradizionali sarebbero condannate a restare tali, senza trasformarsi in un prodotto o in un servizio, ma offre anche molteplici, altri vantaggi.
La campagna di finanziamento, la diffusione dell’idea sui social network e sui forum scatena un processo di verifica dell’idea stessa in cui la crowd (la folla dei potenziali finanziatori) o community, diviene partecipe della creazione stessa dell’idea, offrendo un prezioso contributo creativo che consente di migliorare il prodotto/servizio che si intende realizzare e permettendo di saggiare in anticipo i desiderata del mercato di riferimento. .
Se la crowd, la folla, compartecipa alla realizzazione e al miglioramento di un prodotto, fa scattare un processo di validazione dell’idea e, alla fine, la finanzia perché la ritiene valida, si innesca così un processo che, nel migliore dei casi, può anche calamitare l’attenzione di pesci più grossi: i venture capitalists. Chi gestisce capitali è, per habitus professionale, interessato a trovare le migliori forme d’investimento per i capitali stessi e se fiuta un’idea commerciale o imprenditoriale valida, potrebbe anche decidere di rinunciare alla propria diffidenza e di investire in un prodotto di cui tutti si attendono l’immissione sul mercato o su una startup con un progetto imprenditoriale particolarmente competitivo.

Tipologie di crowdfunding
Esistono diverse modalità con cui un progetto può essere finanziato. Si tratta di metodi che variano da paese a paese perché devono adattarsi alla specifica legislazione fiscale ed economica ma possono essere sinteticamente riassunti nei seguenti punti:

  • Donation based = In questo caso l’investitore, il finanziatore dell’idea, fa una donazione in denaro. Si tratta, quindi, di un donatore che non riceve nulla in cambio e, in questo caso, si ha a che fare con una tipologia di crowdfunding particolarmente adatta a progetti di carattere sociale e civile. La donazione, in Italia, è specificamente normata dal Codice Civile;
  • Reward based = l’investitore riceve in questo modello, una ricompensa, ovvero un ritorno economico che può consistere, con le differenze del caso, in una somma di denaro o anche nel prodotto/servizio realizzato. Si tratta del modello maggiormente utilizzato per vendere un prodotto/servizio anche prima della sua effettiva realizzazione;
  • Social lending o peer-to-peer lending = si tratta di un prestito di denaro tra privati a prezzi più favorevoli rispetto a quelli di mercato;
  • Equity based = In questo modello, a fronte del finanziamento di un progetto la crowd riceve in cambio la partecipazione al progetto stesso o, meglio, la partecipazione alla compagine finanziaria dell’impresa finanziata. Nonostante gli stringenti vincoli normativi che ancora sussistono, si tratta dell’unica forma di crowdfunding regolata in Italia con una specifica normativa (un Decreto Legge e un regolamento Consob), ritenuta all’avanguardia al livello europeo. In Italia l’equity crowdfunding si rivolge alle sole startup innovative, una tipologia di imprese imprenditoriali che, per l’alto tasso di rischio connaturato all’impresa e, allo stesso tempo, per l’alto potenziale di rendimento, si rivelano inadatte alle forme tradizionali di accesso al credito ma particolarmente interessanti per gli investimenti in capitale di rischio.

Iscriviti alla newsletter Economia e Finanza

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.