Covid, le tempeste di virus potranno essere predette come il meteo: la proposta

Martino Grassi

18/03/2021

13/04/2021 - 16:39

condividi
Facebook
twitter whatsapp

Anche le future pandemie potrebbero essere previste proprio come accade con il meteo. È questo l’ambizioso obiettivo che un gruppo di scienziati ha intenzione di raggiungere, proponendo l’istituzione di un Centro internazionale per le previsioni sulla salute.

Covid, le tempeste di virus potranno essere predette come il meteo: la proposta

Le tempeste di virus potrebbero essere previste proprio come avviene per gli eventi atmosferici con il meteo. È questo l’ambizioso obiettivo su cui lavora il fisico Roberto Buizza, della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che insieme ad altri colleghi, ha proposto di istituire il Centro internazionale per le previsioni sulla salute.

Infatti, come oggi è possibile prevedere il tempo atmosferico con un anticipo di quasi due settimane, in futuro potremmo essere in grado di prevedere anche le prossime pandemie. Ed è proprio questa l’idea rilanciata dal gruppo di scienziati sul Journal of Translational Medicine.

Covid, le tempeste di virus potranno essere predette come il meteo

Il professor Buizza ha spiegato a Money.it che il suo lavoro nasce dall’esigenza di riuscire a monitorare in modo più accurato le pandemie come il Covid, ma soprattutto se sia possibile prevedere le prossime. Dopo un’esperienza di 27 anni nel centro meteorologico europeo, leader mondiale nelle previsioni meteo, il professore Buizza ha riscontrato delle analogie tra l’attuale situazione sanitaria e ciò che era accaduto alla meteorologia negli anni 70/80. All’epoca infatti venivano raccolte poche osservazioni, con standard diversi, e non venivano scambiate tra i vari paesi. Per cercare di migliorare questa situazione, un gruppo composto da una ventina di Paesi europei ha dato vita ad un centro avente come obiettivo quello di sviluppare un modello condiviso.

Uno dei problemi principali riscontrato allora era l’assenza di osservazioni standardizzate su tutto il mondo, “e quindi l’organizzazione meteorologica mondiale, in parallelo, ha fatto partire dei progetti per portare tutti a misurare le stesse variabili, con sistemi simili, in modo da poterle confrontare tra loro”, continua Buizza.

“Pensando al virus, la prima cosa chiara di questa esperienza è che, ad esempio, già solo in Italia è molto difficile confortare quello che succede in ogni Regione”, dal momento che ognuna misura in modo diverso gli infetti, i decessi e gli ospedalizzati. Dunque proprio come nel caso della meteorologia degli scorsi decenni, nella gestione della pandemia si assiste oggi ad un’assenza di osservazione standardizzata e alla mancata comunicazione dei dati in tempo reale.

Con misure standardizzate globali, scambiate in tempo reale sarebbe possibile individuare dei nuovi focolai di pandemie, e immediatamente cercare di capire se potrebbe scatenarsi una nuova pandemia, e quindi fare una simulazione per capire che tipo di interventi fare, ed il loro possibile impatto sulla propagazione del virus”.

Quali sono le implicazioni per le future pandemie

In sostanza, l’istituzione di un Centro di previsioni sulla salute potrebbe fornire diversi vantaggi nella gestione delle prossime possibili ondate di Covid o delle prossime pandemie. Osservando quello succede in modo uniforme in tutto il mondo e scambiandosi in tempo reale le informazioni, sarà possibile monitorare meglio di oggi quello che “succede ovunque, sapere esattamente le condizioni di propagazione di un virus come il Covid in tutto il mondo” e quindi cercare di prevedere “quello che succede nelle prossime due o quattro settimane”.

“Chiaramente i modelli meteorologici sono diversi da quelli utilizzati per vedere come si diffonde un virus, però il processo predittivo, i blocchi fondamentali per riuscire ad arrivare ad una migliore situazione di monitoraggio e di previsione sono più o meno gli stessi”, conclude l’esperto.

Iscriviti alla newsletter

Money Stories