Covid, in arrivo il patentino per chi si vaccina: di cosa si tratta?

Arcuri preannuncia l’arrivo di un patentino per chi deciderà di sottoporsi alla vaccinazione contro la Covid, ma di cosa si tratta?

Covid, in arrivo il patentino per chi si vaccina: di cosa si tratta?

Chi si sottoporrà al vaccino potrebbe ricevere un apposito patentino annuncia il commissario Domenico Arcuri, anticipando di fatto quello che potrebbe trasformarsi in una sorta di certificato di immunità.

Sembrerebbe che anche il governo sia al lavoro per realizzare una piattaforma informatica che permetterà di verificare l’effettiva somministrazione del vaccino ad una determinata persona, precisando anche dove è stata effettuata l’iniezione, in modo da poter seguire una tracciabilità sul territorio. I dettagli di questo nuovo documento non sono ancora stati resi noti, precisa Arcuri, aggiungendo che sarà compito del ministero della Salute quello di fornire ulteriori dettagli.

Patentino per chi si vaccina: di cosa si tratta?

Per il momento nel nostro Paese non vi è l’obbligo di vaccinazione, tuttavia inizia a farsi strada l’ipotesi di un patentino da dare a chi deciderà, in modo volontario, di farsi inoculare il siero contro il coronavirus. Il commissario a cui è stata affidata la gestione del vaccino precisa:

“Stiamo progettando una piattaforma informatica che consentirà di gestire la verifica della somministrazione per sapere come si chiamano le persone che hanno fatto il vaccino e dove lo hanno fatto”.

Dal Governo tuttavia non sono ancora state rilasciate dichiarazioni in merito e ancora non è stata resa nota quale sarà l’effettività utilità di questo patentino, che sembra ricalcare l’ipotesi del passaporto di immunità, avanzata durante la scorsa estate.

La distribuzione del vaccino in Italia

Durante il primo mese del 2021 dovrebbero arrivare in Italia 3,4 milioni di dosi di vaccino, con molta probabilità di Pfizer, che ha dimostrato di avere un’efficacia al 95%, con cui immunizzare circa 1,7 milioni di italiani. Secondo alcune previsioni non ancora validate, una buona parte della popolazione sarà vaccinata entro il primo semestre del 2021.

Intanto si lavora per colmare le mancanze necessarie che permetteranno la somministrazione del vaccino. La prima questione da risolvere riguarda la distribuzione e la conservazione (a -70 gradi) delle fiale da inoculare. Un altro punto da risolvere infine sono le particolari siringhe che dovranno essere utilizzate per effettuare la somministrazione. Su questo tema Arcuri ha dichiarato:

“Confido che lunedì prossimo riusciremo a bandire la richiesta di offerta per acquistare siringhe, aghi e altri accessori indispensabili a garantire la somministrazione. Sarà un acquisto molto corposo e un po’ articolato: le tipologie di siringhe sono almeno tre e le misure degli aghi almeno sei. Auspico di essere in possesso delle siringhe prima di avere le dosi”.

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