Covid, allarme varianti: le strategie dei Paesi europei per fronteggiarle

Martino Grassi

16 Febbraio 2021 - 15:05

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In tutta Europa sale l’allerta varianti, soprattutto nei confronti di quella inglese. Ecco quali sono le strategie degli altri Paesi europei per fronteggiarle.

Covid, allarme varianti: le strategie dei Paesi europei per fronteggiarle

Quali sono le strategie per fronteggiare il Covid nei principali Paesi europei? Negli ultimi giorni l’attenzione è tornata sulle varianti del coronavirus, soprattutto nei confronti della mutazione inglese, che spaventano gli esperti data la loro maggiore trasmissibilità.

Anche nel nostro Paese è tornato lo spettro del lockdown dopo che diversi esperti, tra cui anche il Comitato Tecnico scientifico, hanno invocato un nuovo inasprimento delle misure di contenimento. Al momento diversi governi hanno imposto un blocco nel loro Paese, mentre altri ancora non escludono di promulgare delle norme più rigide. Vediamo quali sono le regole negli altri Stati europei.

Covid, allarme varianti: le strategie dei Paesi europei

In tutta Europa sale l’allerta varianti. I vari governi hanno deciso di attuare una stretta sulle misure di contenimento per evitare la diffusione dei nuovi ceppi, caratterizzati da una maggiore trasmissibilità. Ecco quali sono le norme degli altri Paesi.

Germania: lockdown da due mesi

La Germania al momento si trova ancora in lockdown dalla metà del mese di dicembre. Il blocco, meno rigido rispetto a quello della scorsa primavera, è stato recentemente prorogato almeno fino al 7 marzo, nonostante il calo dei nuovi contagi.

Al momento in Germania sono chiusi tutti i servizi e le attività non indispensabili, come bar, ristoranti, dove è possibile solo l’asporto e la consegna a domicilio, e i centri benessere. Stretta anche sugli spostamenti, consentiti solamente per fare una passeggiata o per andare al lavoro. Permessi gli incontri con una sola persona al di fuori del proprio nucleo familiare.

In tutto il Paese è stato imposto anche l’obbligo di indossare le mascherine maggiormente protettive, come le ffp2, mentre sono state bandite quelle fatte in casa. Dal primo marzo potranno riaprire i parrucchieri, e in alcune regioni potranno riaprire anche le scuole.

Francia: verso il terzo lockdown

La Francia ha deciso di prorogare lo stato di emergenza almeno fino al 1 giugno, intanto inizia a farsi sempre più possibile l’ipotesi di un terzo blocco nazionale. Anche Oltralpe è in vigore il coprifuoco, attivo dalle 18 fino alle 6 del mattino, tutti i negozi devono chiudere a quell’ora e le persone devono tornare nelle proprie abitazioni.

Le scuole invece restano aperte, ma sono state introdotte molte restrizioni per gli studenti e vengono attuati molti test. Restano chiusi ristoranti, bar, impianti sciistici, cinema e teatri.

Spagna: restrizioni sui voli

Per fronteggiare la diffusione delle nuove varianti all’interno del Paese il governo spagnolo ha imposto delle rigide restrizioni sui voli da e per il Regno Unito, Brasile e Sudafrica, almeno fino al mese di marzo. Anche in Spagna è attivo il coprifuoco in alcune regioni che inizia alle 22 o alle 23 in base alla zona e termina alle ore 6.

Gli unici spostamenti autorizzati in questa fascia oraria sono quelli motivati da esigenze di lavoro, scuola, per comprare medicine o badare a bambini e anziani. All’interno dei mezzi di trasporto pubblico e negli spazi chiusi resta l’obbligo della mascherina e sono vietati gli incontri negli spazi privati nelle abitazioni.

Regno Unito: resta il lockdown

Anche nel Regno Unito, l’epicentro di una delle mutazioni, resta in vigore il lockdown, entrato in vigore più di un mese fa. Le uniche uscite consentite sono quelle per motivate da esigenze lavorative, per fare acquisti essenziali, svolgere attività fisica all’aperto per massimo un’ora al giorno e per presenziare a cerimonie religiose.

Continua a rimanere attivo anche il concetto di bolla, ossia è possibile incontrare sempre lo stesso amico o parente al di fuori del proprio nucleo familiare. Ove possibile resta quasi obbligatorio anche lo smartworking. Le scuole invece restano chiuse, ad eccezione dei bambini vulnerabili e dei figli dei lavoratori essenziali.

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