Covid, nel Regno Unito potevano essere evitate 27mila vittime: l’accusa a Johnson

Martino Grassi

18 Marzo 2021 - 11:20

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Nel Regno Unito si sarebbero potute evitare fino a 27mila vittime con l’istituzione di un lockdown durante il mese di dicembre. Un report della Resolution Foundation mette sotto accusa il premier Johnson.

Covid, nel Regno Unito potevano essere evitate 27mila vittime: l'accusa a Johnson

Nel Regno Unito potevano essere evitate fino a 27mila vittime causate dal Covid, è questa l’accusa mossa dal thinktank della Resolution Foundation nei confronti del premier britannico Boris Johnson e del suo governo.

Secondo lo studio condotto dalla fondazione il governo d’oltremanica avrebbe atteso troppo tempo per irrigidire le misure restrittive e imporre il lockdown durante il mese di gennaio, nonostante fosse evidente che i contagi stavano continuando ad aumentare a causa della diffusione della ormai tristemente nota variante inglese.

Covid, nel Regno Unito potevano essere evitate 30mila vittime

Il ritardo nell’istituzione del lockdown avrebbe causato quasi 30.000 decessi nel Regno Unito. Il governo infatti avrebbe imposto la chiusura totale a gennaio, quando già durante il mese di dicembre c’erano dei segnali che mostravano un inevitabile incremento dei contagi. L’accumulo del ritardo sarebbe responsabile di circa un quinto di tutti i decessi di Covid dell’Inghilterra, evitabili con delle restrizioni in grado di limitare la diffusione del virus, soprattutto tra le fasce di popolazione più debole.

Il report della Resolution Foundation sottolinea inoltre che il governo di Boris Johnson si è mosso in ritardo fin dai primi segnali del Covid in Europa. Il 9 marzo del 2020 infatti il nostro Paese aveva già dichiarato il primo lockdown nazionale, mentre l’Inghilterra attese due settimane prima di prendere la stessa decisione.

Anche in autunno, durante la seconda ondata, la risposta del governo britannico sarebbe stata troppo tardiva, nonostante le sollecitazione da parte di un gruppo nutrito di scienziati. E infine, durante il periodo natalizio, l’assenza di restrizioni ha permesso al virus di circolare indisturbato arrivando a causare fino a 50.000 contagi al giorno durante il mese di gennaio.

Le ripercussioni a livello economico

Sebbene nel Regno Unito la campagna di vaccinazione proceda spedita, ad un ritmo superiore a quello degli altri Paesi europei, lo studio della Resolution Foundation riferisce come il ritardo nella dichiarazione del lockdown da parte del governo di Johnson fosse dovuto al voler tutelare le attività commerciali da ulteriori chiusure.

Tuttavia secondo Mike Brewer, capo economista di Resolution Foundation “accettare un incremento dei morti non ha limitato l’impatto economico, anzi l’ha accentuato visto che il successivo e inevitabile lockdown è stato più lungo e oneroso. Inoltre, proprio per bilanciare i ritardi, le chiusure hanno avuto una durata e una rigidità maggiore, questo ha comportato un grosso danno finanziario soprattutto per le famiglie a basso reddito, ossia quelle maggiormente colpite in termini di decessi oltre che di aumento della povertà.

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