USA-Turchia: cosa sta per accadere con Biden alla Casa Bianca?

Pierandrea Ferrari

31 Dicembre 2020 - 09:58

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A gennaio, dopo la tradizionale cerimonia di Capitol Hill, il democratico Joe Biden solcherà la soglia della Casa Bianca. Ecco perché il cambio di guardia a Washington potrebbe essere una cattiva notizia per la Turchia.

USA-Turchia: cosa sta per accadere con Biden alla Casa Bianca?

Negli ultimi dodici mesi le evoluzioni sul fronte pandemico hanno monopolizzato l’attenzione degli osservatori a tutte le latitudini. Eppure, l’anno su cui si accinge a calare il sipario ha offerto diversi spunti sul versante politico: tra questi, l’esuberanza di Recep Tayyip Erdogan – presidente della Turchia – che potrebbe portare nei prossimi mesi ad un ulteriore deterioramento dei rapporti con i vicini europei.

Finora, sono stati soprattutto i buoni uffici di Donald Trump a porre un freno all’escalation delle tensioni tra Ankara e gli alleati della NATO, ma il cambio di guardia alla Casa Bianca tra il tycoon e il democratico Joe Biden potrebbe isolare il leader turco sul piano internazionale: la situazione.

Rapporti USA-Turchia: Joe Biden pronto a frenare Erdogan

C’è molto lavoro da fare sul dossier turco. Del resto, negli ultimi mesi non sono mancati gli scontri diplomatici tra la Turchia e gli alleati della NATO, che – tra le altre cose - hanno spesso contestato ad Erdogan la continua violazione dei diritti umani nel Paese.

Ma a preoccupare è soprattutto l’impatto geopolitico delle manovre del regime, che nel corso dell’anno hanno creato una frattura tra la Turchia e i partner europei e statunitensi: su tutte, l’acquisto dei missili russi S-400, con Washington che ha minacciato per la prima volta delle sanzioni contro un Paese alleato, ma anche la contesa con i curdi nella regione a Nord della Siria.

Non sono passate di certo inosservate, poi, le minacce di Erdogan a Cipro e Grecia della scorsa estate, nel tentativo di mettere le mani sul gas del Mediterraneo, e neanche l’intervento in sostegno dell’Iraq che ha permesso a Baghdad di aggirare le sanzioni imposte dall’amministrazione Trump.

Ma è stata proprio quest’ultima, come accennato, ad impedire alle tensioni di superare la soglia di guardia negli ultimi mesi. Una personale amicizia, quella tra Erdogan e Trump, che pure non è destinata a durare a lungo: dopo il tradizionale giuramento di Capitol Hill sarà infatti il democratico Joe Biden a prendere le redini dello studio ovale. Un campanello d’allarme, per la Turchia.

Del resto, le parole spese sinora da Joe Biden nei confronti del leader turco non sono state al miele. Il presidente in pectore ha contestato le manovre ostili contro i curdi, storici alleati degli Stati Uniti nel Medioriente, ed ha manifestato l’intenzione di supportare le opposizioni per rovesciare democraticamente il regime di Erdogan.

D’altra parte, nonostante l’orientamento di Biden, alcuni osservatori sostengono che la Turchia potrebbe essere una pedina fondamentale per frenare la Cina e la Russia, suggerendo così una politica ancora accomodante degli Stati Uniti verso Ankara. Dove porteranno le equazioni geopolitiche degli USA, per ora, non è dato saperlo, ma una cosa è certa: Erdogan non avrà più un amico alla Casa Bianca.

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